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Un patrimonio misconosciuto della città valorizzato dal Touring

La chiesa inferiore di San Giovanni di Prè a Genova svelata dai volontari di Aperti per Voi

di 
Barbara Gallucci
26 Novembre 2018
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“I primi a non conoscerla sono gli stessi genovesi. Conoscono la Commenda di San Giovanni di Prè, ma non sanno dell'esistenza di una chiesa inferiore, ancora più antica”, Alessandro Arado coordina i volontari per il patrimonio culturale del progetto Aperti per Voi del Touring già dal 2012: “Non è colpa loro perché questo luogo è stato chiuso per anni anche dopo il restaura del 1992 in occasione del cinquecentesimo anniversario della scoperta delle Americhe”.
Da una parte c'è il mare, il museo Galata, il centro storico, dall'altra la stazione di piazza Principe, eppure ad affollarla nei due giorni di apertura (venerdì e sabato), sono soprattutto i turisti e molti crocieristi che sbarcano poco lontano.
 
“Mediamente qui operano circa 44 volontari. Un gruppo piuttosto eterogeneo composto da studenti, insegnanti, operai, dirigenti, bancari, tutti accomunati dalla passione per l'arte e la cultura”, prosegue Arado, “tutti si sentono parte del progetto e hanno voglia di dare informazioni e spiegare il valore del luogo dove operano. Si alternano tra qui e l'abbazia di S. Stefano, l'altro sito Aperto per Voi di Genova”. Entrambi custodiscono patrimoni unici e universali che raccontano la storia della città e non solo. La chiesa inferiore di S. Giovanni di Prè fu realizzata nel XII secolo dai Cavalieri Gerosolimitani, uno degli ordini cavallereschi medievali, ora Sovrano Ordine Militare di Malta, per i pellegrini che transitavano a Genova da e per la Terra Santa: “Ogni volta che varco la soglia della chiesa mi sembra di entrare in un film cappa e spada. Ne rimangono affascinati tutti, anche gli studenti che sono colpiti dalle tante storie legate ai cavalieri”, conferma Arado.
 
I turisti o gli stessi genovesi quando sentono queste storie raccontate dai volontari Touring non possono che rimanerne colpiti, ma non mancano anche ricercatori ed esperti che vengono qui per scoprire dettagli e ulteriori misteri custoditi nella chiesa inferiore: “Qualche tempo fa un docente e studioso di S. Margherita di Antiochia è venuto qui per capire se nella chiesa ne fossero conservati i resti visto che ci sono molti affreschi a lei dedicati”, prosegue Arado, “All'abbazia, invece, arrivano persone molto preparate in cerca dei quadri di scuola genovese che la decorano. Il più importante è di un allievo di Raffaello, Giulio Romano, che per quattro anni è stato esposto al Louvre proprio vicino alla Trasfigurazione del Raffaello”.
 
Sono gli stessi volontari ad accogliere chi varca la soglia dei due siti. Ognuno si approccia in maniera diversa, ma l'entusiasmo è la regola non scritta che accomuna tutti. Perché il patrimonio culturale e artistico di Genova è un bene comune che va sicuramente tutelato, ma soprattutto condiviso.
 
Foto Maurizio Erra
 
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