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In centro città, una anonima facciata nasconde uno dei capolavori del barocco lombardo

La chiesa di Sant'Antonio Abate a Milano, un sorprendente tesoro aperto dai Volontari Touring

di 
Stefano Brambilla
21 Febbraio 2020
Aggiornamento 30 giugno 2021: I soci volontari non sono presenti in chiesa nel mese di luglio e agosto. Da settembre riprenderà l’attività di accoglienza dei visitatori ogni lunedì e martedì dalle 10:30 alle 14.

Aggiornamento 26 aprile 2021: la chiesa di Sant’Antonio Abate è nuovamente aperta! Dal 26 aprile, i Soci volontari del Touring Club accolgono i visitatori lunedì e martedì dalle 10.30 alle 14. 
 
Non sempre l'abito fa il monaco. Specialmente a Milano, dove alcuni tesori rimangono nascosti dietro angusti marciapiedi e facciate anonime. Chi potrebbe dire, per esempio, che quella chiesa dall'aspetto insignificante in via Sant'Antonio - pieno centro, a due passi da piazza Missori e dall'Università degli Studi - nasconda uno degli interni più belli della città? Basta varcare la soglia per rimanere a bocca aperta. Siamo in Sant'Antonio Abate, dove i Volontari Touring per il Patrimonio Culturale dal 2008 accolgono i visitatori tutti i giorni dell'anno, domeniche e festivi esclusi, nell'ambito dell'iniziativa Aperti per Voi: la chiesa è infatti uno degli 82 luoghi in tutta Italia che altrimenti - senza la presenza dei Volontari Touring - sarebbero chiusi o avrebbero orari molto più limitati. 
 

L'interno di Sant'Antonio Abate, con l'organo che fu suonato anche da Mozart
 
"Faccio il Volontario da sei anni" racconta Walter Pennacchietti "e di Sant'Antonio ormai conosco ogni angolo. È una chiesa bellissima e ricchissima, che si presta a molti livelli di lettura, a seconda di chi viene a visitarla". Già: perché la figura di Sant'Antonio Abate è quanto mai singolare nel panorama dell'agiografia mondiale. Il maialino, sempre accanto a lui, che viene salvato dall'Inferno; il fuoco che non brucia il bastone, ma che penetra nell'interno; i seguaci del santo che cercano di alleviare le ferite da quelle che un tempo si chiamavano piaghe e ancora oggi prendono il nome di fuoco di Sant'Antonio... un campionario di storie e leggende che non manca di far spalancare gli occhi ai più piccoli. "Dovresti vederli, mentre ascoltano rapiti i racconti del santo e della sua ricerca del maialino..." continua Walter mentre passeggiamo per l'ampia navata, verso la statua del santo con il porcellino ai piedi. 


L'altare policromo nella seconda cappella a sinitra

Gli adulti, invece, in Sant'Antonio Abate prediligono la storia della chiesa e soprattutto i capolavori d'arte conservati al suo interno. "La chiesa è più antica, faceva parte di un monastero di cui oggi è rimasto solo il campanile, ma alla fine del Cinquecento furono i padri Teatini, cui l'edificio venne affidato da Carlo Borromeo, a promuovere la ristrutturazione grazie a numerosi lasciti" spiega Walter. "E invitarono i più famosi artisti locali dell'epoca a dipingere al suo interno".

Ecco spiegata la provenienza delle grandi tele di Procaccini, del Cerano, del Morazzone, di Figino nelle cappelle ai suoi lati. Tele per lo più dall'insolita forma verticale, che mettono in luce la grande maestria degli artisti chiamati a occupare gli spazi ampi e luminosi disegnati dal Campazzo. Da non perdere soprattutto la seconda cappella a sinistra, con i capolavori di Procaccini e un bellissimo altare policromo; anche i materiali lapidei sparsi per la chiesa sono degni di nota e attraggono l'occhio.


La Natività della Vergine di Giovanni Ambrogio Figino (inizi del XVII secolo)

A colpire quando si entra, tuttavia, oltre alla luce è soprattutto l'esuberanza degli ornamenti: stucchi, capitelli, pareti affrescate rendono la chiesa uno dei gioielli del barocco lombardo. E poi, la volta, decorata nel terzo decennio del Seicento dai fratelli Carlone: il tema scelto, caro ai Teatini, fu quello delle Storie della Vera Croce, coerente con la reliquia della croce conservata nella chiesa. Tutto è splendente grazie a un restauro terminato nel 2007, che ha tolto secoli di nero e di sporco.


La volta affrescata dai fratelli Carlone con la Storia della Vera Croce

"Nell'Ottocento la chiesa divenne una prigione austriaca e poi una cappella militare... fu il Cardinale Schuster a riscattarla, nel 1930. Uno dei due chiostri, tra l'altro, è diventato un'aula dell'Università" conclude Walter, pronto ad accogliere un gruppo di turisti, che sussurrano "Abbiamo visto la porta aperta e siamo entrati... ma non ci aspettavamo questa meraviglia!". Senza i Volontari Touring, che dal 2008 hanno accolto in Sant'Antonio Abate oltre 190mila persone, forse non avrebbero potuto dire la stessa cosa. 

Walter e tutti i Volontari Touring vi aspettano solitamente in Sant'Antonio Abate (via Sant'Antonio 5, MIlano) dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18; il sabato dalle 10 alle 14. 
 
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