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Nel centro storico, a Forcella, a Portici. Come e perché scoprirli, anche da casa

I quattro meravigliosi luoghi di Napoli aperti dai Volontari Touring

di 
Barbara Gallucci
17 Aprile 2020
Passione Italia. A fronte del forte momento di difficoltà che il Paese sta attraversando e per ricordarci tutti insieme che possiamo essere uniti anche a distanza, il Touring ha lanciato Passione Italia, una campagna per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito e sui nostri canali social. E contribuite alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

A causa dell'emergenza coronavirus, le attività Touring nei luoghi Aperti per Voi sono sospese. Nell'attesa di potervi nuovamente accogliere, vi raccontiamo le loro storie attraverso le parole dei Soci Volontari che ogni giorno se ne prendono cura. A presto!

 
Napoli. La chiamano la città delle 500 cupole e basta trovare uno scorcio un po' in alto come il belvedere S. Martino per rendersene conto. Molte di queste, forse troppe, sono abbandonate a loro stesse e da simbolo di ricchezza e fede, sono spesso diventate sinonimo di degrado e abbandono. Alcune hanno la fortuna di incontrare sul loro percorso la volontà, il tempo e la passione dei Soci Volontari Touring che, nell'ambito dell'iniziativa Aperti per Voi, con il loro sorriso sempre accogliente ne cambiano il destino solitario.
 
 
È quello che è successo alla chiesa dei Ss. Severino e Sossio, in pieno centro storico di Napoli, chiusa dal 1980 a causa del terremoto che l'aveva resa in parte inagibile. Anche dopo la messa in sicurezza rischiava però di non vedere cambiate le sue sorti. Nel 2014 la svolta, grazie ai Volontari Touring di Napoli che ora, per tre giorni a settimana, accolgono i visitatori in quest'edificio monumentale che risale al 1494. Con Rosa Maione, giovane volontaria laureata in storia dell'arte, ci addentriamo nelle numerose cappelle laterali: “Questa chiesa conserva capolavori importanti di Marco dal Pino, Cosimo Fanzago, Francesco de Mura e il pavimento del Corenzio”. Quando entrano i turisti stranieri è tutta un'esclamazione di gioia e stupore, quando si affacciano quelli italiani è spesso un ringraziamento. “Capita che entrino persone che questa chiesa la conoscevano prima della chiusura, magari abitavano nel quartiere e per loro è ancora più emozionante” conferma Rosa.

Nel video realizzato da Rosa ecco un tour virtuale della chiesa.
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È ancora attiva e funzionante la chiesa di S. Giorgio Maggiore, sempre nel centro storico, a ridosso del quartiere di Forcella. Rosa e Camillo Delisio, un altro Volontario Touring di Napoli, ci fanno subito notare che l'ingresso dei visitatori avviene da quella che era l'abside della chiesa nella sua versione paleocristiana. Davanti a noi si stagliano invece le tre navate seicentesche decorate da opere di Francesco Solimena, Giovanni Balducci e altri. Sono sempre i due Volontari a portarci là dove si nasconde la vera sorpresa di questa chiesa. È dietro l'altare maggiore, nell'abside, che si trova il dipinto di Aniello Falcone San Giorgio che uccide il drago (prima metà del Seicento) che, a sua volta, si trova dietro a un altro identico soggetto, opera però di un paio di secoli più recente di Alessio D'Elia.

Guardate il video per saperne di più.
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Continuando a camminare per le strade di Forcella si raggiunge il terzo luogo Aperti per Voi di Napoli: la chiesa di S. Maria Egiziaca, un affascinante esempio di barocco napoletano fondato su un edificio trecentesco allestito ad alloggio per donne “traviate” istituito e voluto dalla regina Sancha d'Aragona, moglie di Roberto d'Angiò. Anche qui non mancano due tele del Solimena, due dipinti di Luca Giordano e uno di Andrea Vaccaro: “La storia di S. Maria Egiziaca è raccontata attraverso i colori e le pennellate e si possono notare le differenze tra gli stili e i periodi”, sottolinea Rosa. Ma è il misterioso camminamento che corre intorno all'intera struttura di forma ellittica che cattura la nostra attenzione. “Serviva alle suore di clausura dell'adiacente monastero che venivano qui a pregare ma non dovevano essere viste”, spiega Camillo. Immaginiamo l'impossibile incontro tra donne “traviate” e donne in clausura mentre un improvviso raggio di sole sbuca dal portone d'ingresso facendo risplendere ancora di più ori e stucchi. 

Ecco il tour virtuale di S. Maria Egiziaca.
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Per concludere il tour delle meraviglie di Aperti per Voi a Napoli bisogna fare una breve gita fuori porta, verso Portici e la sua reggia. Fortemente voluta in questo luogo preciso dal re Carlo III di Borbone e da sua moglie Maria Amalia di Sassonia, fu costruita a partire dal 1738 su progetto di Antonio Canevari. Una decina di anni dopo fu lo stesso Carlo a insistere affinché si scavasse nella vicina area di Pompei e presto la reggia divenne deposito e luogo di studio dei numerosi reperti archeologici che emergevano a mano a mano. La maggior parte di quei tesori si trovano ora al Museo archeologico nazionale di Napoli e l'enorme struttura, che vanta anche un bosco e bellissimo giardino botanico, è diventata sede della facoltà di agraria dell'università Federico II. Ed è proprio nell'aula magna che troviamo ancora una volta i sorrisi dei Volontari Tci. “La Sala Cinese è un po' la sorpresa finale della reggia e chi entra in questa grande stanza non può non rimanere colpito dalla fantasia orientaleggiante settecentesca, ma con chiari riferimenti alla cultura e alle architetture napoletane”, ci fa notare Rosa. Una sorpresa che vale bene un sorriso. 

Per capire meglio com'è fatta la Reggia e la Sala Cinese, ecco l'ultimo video di Rosa Maione.
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