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Il racconto del nostro inviato al 100° Giro d'Italia. Nel ricordo di Gino Bartali, Dino Campana e Oliviero Beha

Il Giro del Touring: nella Romagna toscana la tappa si tinge di viola

di 
Gino Cervi
18 Maggio 2017
Per tutto maggio 2017, il sito del Touring Club Italiano - in collaborazione con Hertz - seguirà il Giro d'Italia edizione numero 100, che partirà il 5 maggio da Alghero per concludersi il 28 maggio a Milano. A raccontarci le tante storie del Giro d'italia 2017 sarà Gino Cervi, scrittore e giornalista, nonché cultore di storia del ciclismo, autore di volumi di storia dello sport e curatore di guide turistiche (tra cui molte del Touring Club Italiano). Seguiteci lungo le strade del nostro Bel Paese!
 
 
Debbo a Bartali, oltre a tutto ciò che di importante scoprivo addentrandomi nella sua vita, anche una sorta di ritorno alle origini. Mie. Da riscoprire. Gino, Ponte a Ema, Firenze, la fiorentinità, la corda sempre tesa degli umori e malumori toscani è tutta “roba” che mi appartiene, che sento mia, venendo molto più modestamente anch'io da lì. Forse sono queste origini comuni ad avermi aiutato a capire e a sentire. Magari con un po' di impudicizia esse mi hanno spinto a interpretare “drammatiamente” pensieri ed emozioni di un Grande del Novecento, tale probabilmente a sua insaputa. Forse, magari... Ad ogni modo grazie, Gino.”

Così finisce Un cuore in fuga, uno degli ultimi libri (2014) scritti dall'infaticabile, insostituibile e, come diceva Gianni Brera di Bartali, intramontabile Oliviero Beha e dedicato proprio al Gino partigiano, e non soltanto campione. Ieri il Giro ripartiva da Ponte a Ema, dove nacque ed è sepolto Gino Bartali. E sconfinava nella Romagna toscana, attraverso valichi e ascese appenniniche dai nomi minacciosi: il passo della Consuma, il passo del Carnaio, il monte Fumaiolo.
 
 
LE FUGHE DI CAMPANA
Il primo a cantare le gesta dei pionieri che su ferrei destrieri sfidavano da queste parti monti e valli fu Dino Campana, che scrisse una poesia in occasione dell'arrivo di una gara ciclistia a Marradi, forse proprio nel 1909, anno della prima edizione del Giro. La lirica non venne poi inserita nell'edizione dei Canti orfici, ma venne riscoperta quando venne ritrovato il famoso manoscritto perduto, in unica copia, che Campana aveva malauguratamente affidato ai redattori di “L'Acerba”, Giovanni Papini e Ardengo Soffici: che lo lessero e lo persero tra mille altre carte. Lo sconforto della già labile anima di Campana fu enorme. La lirica s'intitolava Giro d'Italia in bicicletta (!° arrivato al traguardo di Marradi), che non è proprio dalle parti di Bagno di Romagna, ma tira la stessa aria di foreste e passatori, più o men cortesi.
 
Così come li vide Campana, ieri i ciclisti in fuga li videro gli spettatori:
Tu balzi anelante fuggente fuggente nel palpito indomo /
Un grido fremente dai mille che rugge e scompare con te /
Balza una turba in caccia si snoda s’annoda una turba /
Vola una turba in caccia Dionisos Dionisos Dionisos”.
 
 
AMICO FRAILE
Prima una coppia iberica, Landa e Fraile, poi raggiunti da una ventina di attaccanti. Dopo la Consuma e il Carnaio, chi ne ha ancora gioca le sue carte sul Fumaiolo. Non sarà un caso se proprio qui a prendere l'iniziativa è un uomo della Cannondale, Pierre Rolland, di nome e di fatto. Nell'effetto ciclopsicotropo il francese trascina con sé, con cambi regolari, l'indefesso Omar Fraile, poi lungo la discesa il portoghese Rui Costa e l'estone Tanel Kangert. Mentre alle spalle nel gruppo, distanziato di un paio di minuti, scaramucciano gli uomini di classifica, la fuga non sfuma e i quattro prendono il largo e si giocano la vittoria sul traguardo di Bagno.
 
Lo spagnolo è in fuga da molta più strada degli altri e forse gli altri tre ne sottovalutano le riserve di energia. “Come ti senti, amico, amico Fraile...” sembra chiedersi Rui Costa mentre parte allo sprint. Rui Costa, pur chiamandosi Alberto e non Manuel, confida che Firenze gli porta ancora fortuna, come nel 2013, quando ci vinse, un po' a sorpresa, il Campionato mondiale. Ma non basta: Omar, che non è Batistuta, vince questa tappa, che dalla partenza, nel ricordo di Oliviero Beha, al traguardo si è tinta di viola gigliato. Ma il rosa resta prerogativa al Farfallone Dumoulin.
 
Il "Giro del Touring" è realizzato in collaborazione con Hertz, partner storico dell'associazione, che ha messo a disposizione di Gino Cervi una vettura ibrida Hertz Green Collection per seguire le tappe della Corsa Rosa. Per conoscere le convenzione riservate da Hertz ai soci Tci basta consultare la pagina dedicata.
 
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