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Prima dei tapponi alpini, le Orobie di Pesenti, Gimondi, Ivan Gotti e Savoldelli

Il Giro del Touring: Bergamo, terra di tornanti e campioni

di 
Gino Cervi
22 Maggio 2017
Per tutto maggio 2017, il sito del Touring Club Italiano - in collaborazione con Hertz - seguirà il Giro d'Italia edizione numero 100, che partirà il 5 maggio da Alghero per concludersi il 28 maggio a Milano. A raccontarci le tante storie del Giro d'italia 2017 sarà Gino Cervi, scrittore e giornalista, nonché cultore di storia del ciclismo, autore di volumi di storia dello sport e curatore di guide turistiche (tra cui molte del Touring Club Italiano). Seguiteci lungo le strade del nostro Bel Paese!
 
 
Gianni Brera seguì come inviato per la Gazzetta dello Sport il suo ultimo Giro d'Italia nel 1976. Proprio quell'anno Felice Gimondi vinse il suo ultimo Giro, all'età mistica di trentatré anni. Per Giôannbrerafucarlo il bergamasco Gimondi, nella fisiognomica della sua tarda maturità sportiva andava ad assomigliare sempre di più a un vecchio capo sioux: e fu così che lo ribattezzò, come era solito fare, con l'epiteto di Nuvola Rossa.
 
IL GIOANN ALLA FINESTRA
La tarda mattina dell'11 giugno 1976 Brera aprì la finestra della camera in cui aveva dormito. “Alta su Bergamo Alta”, in via Sudorno 44 era la casa di Gino Veronelli, amico di vino, libri e molto altro. Lanciando lo sguardo su tetti, altane e giardini, il cantore di Coppi e Consolini, di mille partite al futbol, da Puskas e Schiaffino, agli “abatini” e Gigi Riva Rombo-di-tuono, vaticinò quel giorno una vittoria per Nuvola Rossa, sul traguardo del Sentierone.
 
Fu così, anzi di più. Non solo il “vecchio Felice” regolò quel giorno allo sprint in Città Bassa il rivale di sempre, Eddy Merckx - “l'Eddy”, come ancora adesso lo chiama lui – ma il giorno dopo, nella cronometro di Arcore – che all'epoca era famosa soltanto perché sede della Molteni, il salumificio che sponsorizzava dal 1971 proprio la squadra del Cannibale, - seppe rimontare in classifica generale un altro belga, Johan De Muynck e vincere così il suo terzo Giro d'Italia.
 
La vittoria di Gimondi al Giro del '76 /foto storylab
 
BERGAMO, UN "TERROIR À VELO"
Bergamo sembra fatta per accogliere lo spettacolo del Giro. Oggi per l'ennesima volta ha prestato la sua inconfondibile bellezza petrosa e aerea a fare da fondale all'arrivo di tappa. Salire da porta San Lorenzo verso Città Alta, lungo la salita della Boccola, è stato un passo regale. Ali di folla colorata e festosa si sono aperte al passaggio prima della carovana e poi dei corridori. E per non dire della gente che si è assiepata lungo le precedenti ascese che, negli ultimi 50 km, hanno caratterizzato l'arrivo nel capoluogo bergamasco.
 
Prima l'ascesa di Miragolo San Salvatore, poi il colle del Selvino, dal versante di Rigosa. Paesi in festa, tornanti imbanditi come una tavolata di famiglia, nastri, striscioni, cartelloni, scritte sui muri e sull'asfalto. La festa di maggio resa ancor più squillante dalla giornata di sole, dall'aria di cristallo. Del resto qui il ciclismo ha il suo terroir di elezione.
 
La festa sulle strade orobiche all'arrivo della Carovana rosa
 
La provincia di Bergamo, nella storia del ciclismo nazionale, ha dato più campioni di tutti. Basta scorrere l'albo d'oro del Giro: sono ben quattro i vincitori della Corsa rosa nati ai piedi delle Orobie, tre in val Brembana e uno, l'ultimo, in val Seriana, per un totale di otto trionfi: Antonio Pesenti, da Zogno (1932), Felice Gimondi da Sedrina, (1967, 1969 e 1973), Ivan Gotti da San Pellegrino Terme, (1997 e 1999) e Paolo Savoldelli da Rovetta (2002 e 2005).
 
Senza contare poi quelli che non figurano nella lista dei vincitori, ma che hanno davvero scritto la storia del ciclismo nazionale. I nomi di molti di loro si possono leggere sui 19 tornanti del Selvino, oggi percorsi in discesa volante su Bergamo: da Baronchelli a Guerini, da Corti a Belli, da Pinotti a Fidanza a Rota.
 
L'attuale Maglia Rosa Dumoulin
 
ANCORA NESSUN ITALIANO
Era un auspicio. Una sussurrata speranza. Che oggi potesse rompersi l'incantesimo che fa sì che al Giro d'Italia di quest'anno non sia ancora salito un corridore italiano sul gradino più alto. Ma niente da fare neppure oggi.
 
La fuga di giornata ingoiata sulle prime rampe verso Città Alta, qualche timido tentativo di Nibali. Poi nello sprint ristretto del drappello dei migliori – eccetto l'estone Kangert rovinosamente caduto a 10 km contro uno spartitraffico e fratturatosi un polso – a spuntarla è la maglia bianca di Bob Jungels, davanti a Quintana e Pinot. Quinto Pozzovivo, settimo Nibali, davanti a Dumoulin, sempre in rosa.
 
Oggi i girini prendono fiato e massaggi, in vista del primo tappone alpino di martedì con la minaccia di Mortirolo, Stelvio – ma dal versante valtellino – e passo dell'Umbrail, prima della picchiata su Bormio. Se le biciclette sapranno volare lo sapremo martedì sera.
 
Il "Giro del Touring" è realizzato in collaborazione con Hertz, partner storico dell'associazione, che ha messo a disposizione di Gino Cervi una vettura ibrida Hertz Green Collection per seguire le tappe della Corsa Rosa. Per conoscere le convenzione riservate da Hertz ai soci Tci basta consultare la pagina dedicata.
 
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