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Oggi la quarta spettacolare tappa del Giro d'Italia numero 100, da Cefalù all'Etna

Il Giro del Touring: l'approdo in Sicilia

di 
Gino Cervi
9 Maggio 2017
Per tutto maggio 2017, il sito del Touring Club Italiano - in collaborazione con Hertz - seguirà il Giro d'Italia edizione numero 100, che partirà il 5 maggio da Alghero per concludersi il 28 maggio a Milano. A raccontarci le tante storie del Giro d'italia 2017 sarà Gino Cervi, scrittore e giornalista, nonché cultore di storia del ciclismo, autore di volumi di storia dello sport e curatore di guide turistiche (tra cui molte del Touring Club Italiano). Seguiteci lungo le strade del nostro Bel Paese!
 
Fazio, secondi tia, quanti modi ci sono per arrivare in Sicilia dal continente?”.
“Dottore, quelle sono. Coll'automobile, col treno, con la nave, con l'aereo. Oppure a pede, volendo”.
“Fazio, non mi piace quando ti metti a fare lo spiritoso”.
“Non lo facevo, lo spiritoso. Mè patre, durante l'ultima guerra, se la fece a pedi da Bolzano fino a Palermo”.
 
BESTIARIO DEI NEBRODI
In Sicilia, a differenza del padre di Fazio, fedele ispettore di polizia del commissario Montalbano, la carovana del Giro d'Italia numero cento ci arrivò dalla Sardegna in charter e in traghetto. Dopo fenici, greci, cartaginesi, romani, arabi, normanni, francesi, aragonesi, borbonici, i garibaldini a Marsala l'11 maggio 1860, gli alleati il 10 agosto 1943, i famosi orsi di Buzzati nel 1945, ieri la Sicilia è stata invasa dai girini. Un'invasione rosa. Oggi da Cefalù all'Etna 181 km. Mare a sinistra, in vista Eolie, fino a Sant'Agata di Militello, poi si punta nel cuore dei Nebrodi. San Fratello, Portella di Femmina Morta, Cesarò.
 
Cefalù, il porticciolo accanto al Bastione di Marchiafava
 
A San Fratello sono ormai in pochi a parlare il gallo-italico, il dialetto settentrionale parlato dall'antica colonia di lombardi che qui s'insediò al tempo della conquista normanna. Discendeva da costoro il Gran Lombardo che Elio Vittorini incontra in uno scompartimento del treno, in Conversazione in Sicilia: "Era un siciliano grande, un lombardo o normanno forse di Nicosia […] autentico, e aperto, e alto, e con gli occhi azzurri. […] Doveva essere di Nicosia o Aidone; parlava il dialetto ancora oggi quasi lombardo, con la ü lombarda, di quei posti lombardi nel Val Demone: Nicosia o Aidone".
 
Cavalli, grifoni, maiali. I Nebrodi sono un bestiario antico, un antica mescolanza di uomini, natura, storia e fantasia. Alti volano i grifoni, reintrodotti da qualche anno nel Parco regionale. Nati da un incrocio tra cavalli arabi e normanni, i sanfratellani sono allevati allo stato semibrado. Anche i suini neri vivono liberi e grufolanti, fino a quando vengono trasfigurati – ci perdonino animalisti e vegani – in squisite forme da Bengodi: pancetta, salsiccia, salame, prosciutto.
 
Cavalli Sanfratellani - foto parco dei Nebrodi
 
UN MAIALINO IN PREMIO
Un maialino vivo vinse un giorno, come premio per un traguardo volante, Giovannino Corrieri, che se n'è andato lo scorso gennaio, poco prima di compiere 97 anni. Corrieri occhi neri come la lava, è stato per sette anni, dal 1948 al 1954, il più fido gregario di Gino Bartali. Messinese, a vent'anni, nel 1940, si era trasferito a Prato per fare il corridore ciclista, come sessant'anni dopo avrebbe fatto un altro messinese, Vincenzo Nibali. Del resto, se uno si chiama Corrieri ha da correre.
 
Così lo descrive Vasco Pratolini nelle sue cronache dal Giro del 1947: “Corrieri è […] un siciliano, basso di torace, olivastro, risentito, un uomo d’onore, un operaio della bicicletta. Corre per la Viscontea, si guadagna il pane correndo in bicicletta come milioni di uomini simili a lui se lo guadagnano lavorando nelle officine e nei cantieri. È siciliano, è venuto in continente e penso abbia una grossa famiglia da mantenere. […] Fa incetta di premi di traguardo. Ogni tappa ne vince almeno un paio. Un modo di arrotondare il suo salario. Vince denari e premi in natura. Me lo immagino nei giorni di intertappa spedire ai congiunti voluminosi pacchi postali, imballaggi con su scritto “piccola velocità”. A Ponte a Egola vinse i tre dossi di cuoio appesi allo striscione come a un albero della cuccagna. A un traguardo a Frosinone 5000 lire e due agnelli da latte. L’altro ieri a San Severo, poco dopo Foggia, si prese 10.000 lire e una bottiglia di vino. È un lavoratore che fa degli straordinari, che pensa alle scarpe, al vitto e al vino per la sua famiglia.”
 
Questo suo modo di correre “a cottimo” non piaceva a molti suoi colleghi, che lo consideravano un ingordo. Una volta venne alle mani con Oreste Conte, che gli diede del “morto di fame”. Ci vollero giudici e giornalisti per dividerli. Corrieri se la legò al dito e il giorno seguente, nella tappa Pescara-Cesenatico, partì in una fuga. Conte lo seguì. Sarebbe stato un duello rusticano se, come scrive Pratolini: “Non si può offendere impunemente un uomo che si guadagna il pane col sudore, il giudizio di Dio è sceso su Conte: gli ha stretto un ginocchio nella tagliola; Conte ha ceduto come si strappa un elastico, di colpo”. Un crampo mette fuori causa il duellante disperato e Corrieri, “che picchiava sui pedali con altrettanta disperazione, con il volto contratto”, vince in volata ma “lo sforzo, l’ansia, non gli ha lasciato il tempo di sorridere”. Il giorno dopo lo videro andare alla stazione a spedire a casa, in una gabbia, il maialino vivo che aveva vinto al traguardo intermedio di Cupramarittima.
 
Etna, i Crateri Silvestri nei pressi del rifugio Sapienza, punto d'arrivo della quarta tappa
 
I SICILIANI AL GIRO
Negli anni in cui correva Corrieri, quasi suo coetaneo (era del 1919) e suo compagno alla Viscontea, correva il Giro anche Mario Fazio, catanese e chissà se parente dell'ispettore di Montalbano. Nel 1949, nella tappa Palermo-Catania che tanto assomiglia alla tappa di oggi, Cefalù-Etna, vinse proprio lui.
 
Salvatore Puccio da Menfi, Paolo Tiralongo da Avola e, ovviamente, Vincenzo Nibali da Messina: sono i tre siciliani al Giro. Li aspettiamo oggi, come Fazio, sull'Etna. In bici, non a piedi. E non facciano gli spiritosi, vero commissario Montalbano?
 
 
 
Il "Giro del Touring" è realizzato in collaborazione con Hertz, partner storico dell'associazione, che ha messo a disposizione di Gino Cervi una vettura ibrida Hertz Green Collection per seguire le tappe della Corsa Rosa. Per conoscere le convenzione riservate da Hertz ai soci Tci basta consultare la pagina dedicata.
 
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