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Al Mudec fino al 21 febbraio numerosi dipinti mai esposti prima in Italia

La vita e le opere di Gauguin in 10 punti (e una mostra a Milano)

di 
Luca Bonora
9 Febbraio 2016

Paul Gauguin è stato un pittore francese formatosi nell'Impressionismo; se ne si distaccò accentuando l'astrazione della visione pittorica, realizzata in forme piatte di colore puro e semplificate con la rinuncia alla prospettiva, secondo uno stile che fu chiamato sintetismo e al quale rimase sempre fedele. I pittori nabis e i simbolisti si richiamarono esplicitamente a lui, inoltre fece da apripista all'Art Nouveau e al fauvismo.
 
All’età di un anno si imbarco coi genitori su un piroscafo per il Sud America. Forse per questo ricordo, forse per indole, tutta la sua esisteva fu caratterizzata dal desiderio di viaggiare per mare. Desiderio che lo porterà di fatto ad abbandonare la moglie e i 5 figli e ad andare a vivere a Tahiti, in Polinesia, in cerca di quella natura primitiva che sarebbe stata la sua principale fonte di ispirazione.
 
"Dalla Bretagna ai Mari del Sud sulle tracce di Paul Gauguin" è anche il sottotitolo de Il colore dei sogni, il reportage di Jean-Luc Coatalem sulle orme del pittore pubblicato nella collana reportage diel Touring Club Italiano. Più di una semplice biografia, un viaggio alla ricerca dei luoghi di Gauguin, spulciando tra le lettere e le carte di famiglia, visitando le sue case, inseguendo nel mondo le tracce dei suoi incontri, dei suoi pensieri, dei suoi quadri. Per acquistarlo, vai su touringclubstore.com.

LA MOSTRA A MILANO
Oggi a celebrare l'arte di Gauguin è Racconti dal paradiso, una mostra al Mudec di Milano che comprende 70 opere, tra capolavori pittorici e scultorei, in buona parte mai esposti prima in Italia (qui la nostra scheda).
 
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Ma quale fu la vita e l’evoluzione artistica dell’uomo che dichiarò: «L’arte o è plagio o è rivoluzione»? scopriamolo insieme.
 
 
 
LA VITA E LE OPERE DI PAUL GAUGUIN IN 10 PUNTI
 
1. Nasce a Parigi il 7 giugno 1848. Il padre, Clovis Gauguin, è un giornalista liberale, la madre una femminista ante-litteram. la salita al potere di Napoleone III convince il padre ad abbandonare la Francia e a trasferirsi con la famiglia in Perù, ma Clovis morirà durante il viaggio in piroscafo. Paul arriva comunque a Lima con la madre e vi resta fino alla morte del nonno, poi torna in Francia, a Orleans, nel 1855.
 
2. Fin da giovanissimo Paul è attratto dal viaggio e dal mare. Prima cerca di entrare alla scuola navale di Orleans senza successo, poi s'imbarca come allievo pilota in un mercantile che va a Rio de Janeiro, in Brasile; quindi, alla morte della madre, nel 1867, si arruola nella marina militare.
 
3. Nel 1971 torna a Parigi, dove conosce il pittore Émile Schuffenecker e inizia a dipingere, da autodidatta. Due anni dopo sposa Mette Sophie Gad, da cui avrà 5 figli: Émile, Aline, Clovis, Jean-René e Pola. La moglie è danese e anche lui si trasferisce in Danimarca: è il 1884. Porta con sé molte delle sue opere, le stesse che andranno alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, museo che ancora oggi possiede una delle principali collezioni di opere dell'artista francese.
 
4. Appassionato d'arte, si iscrive all’Accademia Colarossi e frequenta il pittore Camille Pissarro. L’esordio artistico è nel 1879, con una scultura. Si avvicina anche artisticamente agli ambienti impressionisti, anche se è chiaro da subito che quello stile non è il suo stile.
 
5. Il richiamo del viaggio è sempre forte: nel 1887 parte per l'America insieme con il pittore Charles Laval, che aveva conosciuto a Pont-Aven, in Bretagna. Nello stesso periodo, a Parigi, aveva incontrato Théo e Vincent van Gogh. Arriva a Panama e poi riparte per la Martinica, dove dipinge una ventina di tele, finché a novembre, senza soldi, s'ingaggia come marinaio in una nave che lo riporta in Francia.
Il breve soggiorno in Martinica segna un ulteriore distacco della pittura di Gauguin dai principi dell'Impressionismo: semplifica i colori, accentua i contrasti. Vincent van Gogh ne parlerà come «qualcosa di gentile, di sconsolato, di meraviglioso»
 
 
6. Nel febbraio 1888 Gauguin è in Bretagna,  di cui lo attira «l'elemento selvaggio e primitivo. Fra i molti pittori che frequentano la zona, Gauguin è influenzato dallo stile del giovane Émile Bernard. Il dipinto del 1888, La visione dopo il sermone, segna il definitivo abbandono dello stile impressionista. Nasce il cloisonnisme o sintetismo, dove il colore si chiude in zone, così che la scena si presenta in superficie e si annulla ogni rapporto tra spazio e volumi. Per evitare, dipingendo all'aperto, di essere condizionato dagli effetti di luce, Gauguin dipinge a memoria, senza modelli. Di questo periodo è anche il Cristo giallo.
 
7. Nel 1888 Théo van Gogh stipula con Gauguin un contratto che garantisce al pittore uno stipendio di 150 franchi in cambio di un quadro al mese; lo invita poi a raggiungere il fratello Vincent ad Arles, in Provenza, pagandogli il soggiorno. Gauguin non può permettersi di rifiutare e raggiunge Arles, ma è deluso dalla Provenza - «trovo tutto piccolo, meschino, i paesaggi e le persone», e dal carattere di van Gogh, così diverso dal suo. I due hanno uno scontro violento in un café, poi van Gogh lo rincorre per strada con in mano un rasoio e lo minaccia. Una volta rincasato, Vincent si taglia un orecchio: Gauguin, che è andato a dormire in albergo, la mattina dopo trova i gendarmi che prima lo accusano di aver ucciso l'amico, poi lo rilasciano.
 
8. Nonostante il parere entusiasta del critico Maus: «Esprimo la mia sincera ammirazione per Paul Gauguin, uno dei coloristi più raffinati che io conosca e il pittore più alieno dai consueti trucchi che esista.», i suoi quadri non vendono. Anche per questo il desiderio di andarsene dalla Francia è sempre più forte. scrive al pittore simbolista Odilon Redon di aver «deciso di andare a Tahiti per finire là la mia esistenza. Credo che la mia arte, che voi ammirate tanto, non sia che un germoglio, e spero di poterla coltivare laggiù per me stesso allo stato primitivo e selvaggio. Per far questo mi occorre la calma: che me ne importa della gloria di fronte agli altri! Per questo mondo Gauguin sarà finito, non si vedrà più niente di lui». Il 24 aprile salpa da Marsiglia per Tahiti. La moglie? E’ ancora a Copenaghen coi figli e deve arrangiarsi.
 
9. Il viaggio dura 65 giorni. Il 28 giugno 1891 Paul Gauguin sbarca a Papeete, il capoluogo di Tahiti. Il primo dipinto che realizzerà, Vahine no te tiare (Donna col fiore), è un capolavoro. In cerca dell’autentica civiltà locale, lascia la capitale e si sposta di isola in isola, di villaggio in villaggio, in cerca della natura primitiva che tanto agogna. Inziia il periodo più feice e produttivo della sua vita.
Solo due anni dopo, senza denaro, carico di debiti, è costretto a lasciare Tahiti (e la giovanissima indigena che nel frattempo gli ha dato un figlio). Ma nel 1895 tornerà su una nave e in Polinesia: la sua vita, la sua arte ormai sono là.
 
10. Ostile ai colonialisti francesi e alle autorità ecclesiastiche, fa propaganda presso i nativi perché si rifiutino di pagare le tasse e non mandino i figli nella scuola missionaria. Denuncia un gendarme per traffico di schiavi e questi lo controdenuncia per calunnia. Il tribunale lo condanna a tre mesi di prigione, ma non farà in tempo a scontarli: malato di sifilide, muore la mattina dell’8 maggio 1903. Il vescovo, accorso, si preoccupa di dargli l’estremo saluto, ma anche di distruggere i quadri che giudica osceni – molti nudi di donna – o blasfemi.
 
 
 
 
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