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Alle Scuderie del Quirinale la mostra "Memling. Rinascimento fiammingo", ne approfittiamo per approfondire l'argomento

L’arte fiamminga in 10 punti (e una mostra a Roma su Hans Memling)

di 
Marco Lovisco
10 Ottobre 2014
Dall’11 ottobre e fino al 18 gennaio, le Scuderie del Quirinale di Roma ospitano la mostra “Memling. Rinascimento Fiammingo”, un appuntamento importante per chi vuole conoscere la pittura fiamminga attraverso uno dei suoi più importanti esponenti. Probabile allievo del maestro fiammingo di prima generazione Rogier van der Weyden, Hans Memling (1435 circa -1494) è conosciuto soprattutto per i soggetti sacri dipinti con la tecnica del trittico (Trittico del Giudizio Universale conosciuto anche come Trittico di Danzica o il Trittico del matrimonio mistico di Santa Caterina) e per i ritratti. Il percorso espositivo della Scuderie del Quirinale si snoderà attraverso questi due ambiti, esponendo al pubblico alcuni capolavori di Hans Memling con il celebre Ritratto di uomo con moneta romana (in gallery), in cui alcuni studiosi riconoscono l’umanista bernardo Bembo, il Ritratto di donna (in gallery) e trittici noti come il Trittico della famiglia Moreel, conservato a Bruges, città d’adozione dell’artista. Una buona occasione per conoscere l'artista fiammingo, ricordando che i soci Touring Club, usufruiscono della riduzione sul costo del biglietto.

Ma cosa si intende per arte fiamminga?

Prima di tutto va precisato che per arte fiamminga non si intende solo la  produzione artistica dei paesi di cultura fiamminga, come le Fiandre, ma anche quella di zone del Belgio più vicine alla Francia come Liegi o la contea di Artois e dell’Olanda. Inoltre, l’arte fiamminga può essere divisa in più periodi: dalla scuola dei “Primitivi fiamminghi” (inizio XV secolo), al Seicento con maestri come Rembradt e Vermeer. In dieci punti abbiamo provato a riassumere gli aspetti salienti e le curiosità dell’arte fiamminga tra il XV e XVI secolo, periodo in cui visse il maestro Hans Memling.
 
Hans Hemling, Madonna e Bambino con Angeli, 1485-1490 (particolare)

10 (S)PUNTI PER CONOSCERE L’ARTE FIAMMINGA

1. L’Arte Fiamminga si identifica essenzialmente con l’innovativo linguaggio pittorico che si sviluppa nelle Fiandre (e non solo) tra il XV e XVI secolo.

2. Lo sviluppo dell’Arte Fiamminga fu favorito dalla grande ricchezza economica della zona in quel periodo storico (un po’ come accadde per il Rinascimento in Toscana). Non è un caso che, anche da un punto di vista artistico, ci sia stato un confronto e un’influenza tra l’arte italiana e quella fiamminga dell’epoca.

3. I committenti tipici sono ricchi borghesi: banchieri, mercanti, imprenditori. Spesso sono italiani che viaggiano (o vivono) nel Nord dell’Europa per affari.

4. Ciò che accomuna i quadri della scuola fiamminga sono la cura dei dettagli, il gusto del miniaturismo, l’intenso realismo e l’impiego di colori ad olio per conferire ai colori un effetto più brillante e una più raffinata resa della luce.

5. Tra i temi più rappresentati nell’Arte Fiamminga vi sono i soggetti sacri (pale d’altare, trittici) e i ritratti, con la caratteristica posa di tre quarti dei soggetti (es. Uomo con turbante rosso di Van Eyck, in gallery).

6. Jan Van Eyck, Rogier van der Weyden, Hugo Van der Goes e Hans Memling sono gli  artisti più famosi dell’Arte Fiamminga tra XV e XVI secolo.

7. Uno dei quadri più conosciuti della produzione fiamminga è il Ritratto dei coniugi Arnolfini (in gallery) di Jan Van Eyck che rappresenta Giovanni Arnolfini, banchiere italiano e sua moglie Giovanna Cenami. Entrambi vivevano a Bruges quando vennero ritratti.

8. L’opera è ricca di significati e dettagli nascosti che rimandano alla ricchezza dei due e al loro rapporto matrimoniale: nello specchio alle spalle degli sposi è riflesso lo stesso Van Eyck che entra nella stanza con un’altra persona (i due testimoni degli sposi), la firma sullo specchio "Johannes de Eyck fiut hic" suona poi come il suggello a un documento ufficiale, nel ritratto è poi possibile notare il cagnolino, simbolo di fedeltà, la verga appesa a destra, simbolo di verginità, il colore verde del vestito di lei, associato alla fertilità ecc.

9. L’artista colombiano Fernando Botero ha realizzato una sua versione dell’opera. Il ritratto dei coniugi Arnolfini compare inoltre nella sigla della serie televisiva “Desperate Housewives”.

10. Un’altra storia legata al valore simbolico delle opere dei maestri fiamminghi è quella del Trittico del Giudizio Universale (in gallery) di Hans Memling. L’opera fu commissionata da un banchiere fiorentino per donarla a un ex amico che gli aveva sottratto un incarico importante pressp una banca di Bruges, per ricordargli la divina punizione che un giorno gli sarebbe toccata.
 
 
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