Scopri il mondo Touring
  • Home
  • News Touring
  • >
  • Parole in viaggio. Nel cuore segreto dell'Asia

Lo scrittore britannico Colin Thubron si confronta con l'ex Urss e i suoi dintorni

Parole in viaggio. Nel cuore segreto dell'Asia

di 
Tino Mantarro
2 Dicembre 2014
Che il mondo abbia un cuore sospetto sia un concetto infantile. Ma è appunto dall'infanzia passata a fantasticare sugli atlanti che uno inizia a strutturare l'idea che il mondo abbia un cuore, un centro di gravità da cui tutto si origina e a cui tutti tendiamo. L'idea infantile diventa adulta e seria apprendendo su libri di scuola che da questo supposto centro del mondo ogni paio di secoli spuntava un popolo di invasori (Avari, turchi Selgiuchidi, Mongoli, Tatari, Ottomani) che puntualmente metteva a ferro e fuoco le terre allora conosciute e le conquista. Questo centro del mondo si situa genericamente in Asia Centrale, un'area tanto grande e tanto varia che ognuno allarga i confini a piacimento come i lembi di una coperta troppo corta.

Per lo scrittore inglese Colin Thubron il cuore perduto dell'Asia si situa tra il lago d'Aral e le montagne del Pamir. Per Stefano Malatesta tra Peshwar, in Pakistan, e Urumqi, nel Xijniang cinese. Per altri sta da qualche parte a nord dell'Iran e a ovest del deserto del Gobi. Sia dove sia, per quasi tutti gli scrittori di viaggio è una parte del mondo con cui confrontarsi per potersi dire degni di questo nome. Così la biblioteca di volumi dedicati genericamente all'Asia centrale diventa sempre più un catalogo sterminato con cui per forza di cosa confrontarsi: dal Milione di Marco Polo alla Via per l'Oxiana, di Robert Byron. Per essere sicuro di trovare il suo posto su quello scaffale Colin Thubron, scrittore che mantiene viva la grande tradizione dei travel writes inglesi, il viaggio nell'Asia Centrale l'ha fatto due volte.

La prima qualche mese dopo il crollo dell'Unione Sovietica, viaggiando quasi sempre in treno tra Askhabad, Samarcanda, Bukhara, Dushanbe, Taskent e Biškek per scrivere Il cuore perduto dell'Asia (Tea, pag. 396, 10 euro). La seconda oltre dieci anni dopo, per vedere come sono cambiate le cinque Repubbliche nate dallo sfarinamento dell'Urss e gli altri territori limitrofi, l'Afganistan o il Xijngiang cinese che fanno parte della nostra idea di Asia Centrale. E raccontarlo in Ombre sulla via della Seta (Tea, pag. 371, 10 euro).
 
Un viaggio negli "stan" del mondo scritto da Thubron con la consueta innata capacità di mischiare in ogni pagina letteratura, approfondimento storico, empatia umana e avventura quotidiana. Perché rispetto a tanti altri scrittori di viaggio contemporanei riesci ancore a creare libri avventurosi ed eruditi, riflessivi e realistici. Libri dove in centro di gravità non è l'ego smisurato di chi si mette in cammino, ma l'osservazione partecipata delle genti del mondo. Libri di impostazione tradizionale, che non raccontano viaggi improvvisati, non cedono a ironie assortite che pure in Paesi come il Turkmenistan sarebbe alquanto facili e non sbrodolano nel meravigliare luoghi che meravigliosi non sono. Perché Thubron ha in innegabile pregio: racconta le cose per come sono: belle o squallide, abbandonate o piene d vita. Non aggiunge e non toglie. Del resto se racconti il cuore del mondo non ne hai bisogno. È già incredibile così.
 
Scopri i luoghi delle altre Parole in viaggio.