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L'analisi del Centro Studi Tci per capire quali saranno le destinazioni più colpite dall'assenza di stranieri. Con un'intervista a Matteo Minchillo

Turismo in Puglia: come cambierà con il coronavirus

di 
Centro Studi Tci
8 Maggio 2020
Dopo la Toscana e il Friuli Venezia Giulia, continua con la Puglia il viaggio nelle regioni italiane per capire quali potranno essere le conseguenze della pandemia di coronavirus per il nostro turismo. Il turismo incoming, benché sia maggiormente concentrato nelle regioni del Centro-Nord, è un fenomeno che negli ultimi decenni sta crescendo anche a Sud: è questo il caso della Puglia che ora rischia però una forte battuta d’arresto a causa del coronavirus. Dopo aver analizzato i mercati stranieri di riferimento della regione, abbiamo chiesto a Matteo Minchillo, direttore generale dell’agenzia Pugliapromozione, di spiegarci come ci si sta preparando ad affrontare i prossimi mesi.
 
Vieste - foto Getty Images
 
Nel 2018, ultimo dato Istat disponibile al momento che permette un confronto omogeneo nel territorio italiano, la Puglia con 15,2 milioni di presenze totali – salite a 15,5 milioni nel 2019 – è oggi, tra le regioni e le province autonome, la nona per flussi e la seconda, dopo la Campania, tra quelle del Sud. Per quanto riguarda il tasso di internazionalità, presenta un valore (23,4%, pari a 3,6 milioni di presenze, che hanno raggiunto nel 2019 i 3,8 milioni) ancora molto al di sotto della media nazionale (50,5%) e paragonabile a quello della Calabria. Per la spesa, poi, si colloca al tredicesimo posto a livello nazionale con 635 milioni di euro registrati per il 2019 dalla Banca d’Italia (quarta regione del Sud dopo Campania, Sicilia e Sardegna).

Nonostante ciò, l’incoming ha avuto nell’ultimo decennio un andamento molto dinamico, legato alla crescente notorietà internazionale della regione, facendo registrare una progressione veloce: si consideri infatti che nel 2009 le presenze straniere in Puglia erano appena 1,6 milioni (2 milioni in meno di oggi) e sono cresciute nell’ultimo decennio a un tasso medio annuo del 9%, rispetto a quanto hanno fatto invece quelle domestiche (+1%), pur molte di più in termini assoluti.

Per questo motivo, è essenziale comprendere la composizione dei mercati stranieri della regione e valutare la loro situazione attuale a seguito della diffusione del coronavirus mettendo in campo le azioni necessarie per contenere il calo dei flussi internazionali che sono stati negli ultimi anni il motore della Puglia.

Guardando ai primi 10 Paesi di riferimento (Figura 1), sono evidenti le differenze con i principali mercati dell’Italia nel suo complesso (Figura 2): se anche per la Puglia resta fondamentale la Germania (primo con circa 800mila presenze, pari al 21,7% di quelle straniere totali), nella regione c’è un’incidenza maggiore della media nazionale della Francia (10,7%, secondo mercato), del Regno Unito (8,3%, terzo mercato) e della Svizzera (7,8%, quarto mercato). Un discorso a parte merita il Belgio (sesto mercato, con quasi 200mila presenze), che non figura invece nella top ten dell’incoming italiano.
 
 
Se si guarda poi alla composizione a livello provinciale, è possibile individuare le aree della Puglia a maggior vocazione incoming: Lecce (27,5%), Bari (26,7%) e Foggia (20,3%) sono quelle che da sole assorbono i tre quarti di tutte le presenze straniere. Dall’analisi dei Paesi emergono alcune peculiarità: se in tutte prevale il mercato tedesco, confermando indirettamente la principale vocazione balneare, la provincia di Lecce è molto frequentata anche da svizzeri (13,5% la quota sulle presenze straniere, secondo mercato) mentre in quella di Foggia sono presenti molti polacchi (8,4%, secondo mercato). In alcune aree, nonostante abbiano ancora una rilevanza molto ridotta, compaiono anche Paesi “lontani”: in particolare, l’Australia in provincia di Lecce (decimo mercato) e Usa e Giappone in quella di Bari (rispettivamente quinto e nono), in quest’ultimo caso grazie alla crescente notorietà internazionale del capoluogo regionale ma anche di destinazioni quali Polignano a Mare, Monopoli, Castellana Grotte e Alberobello. Una spiegazione possibile della presenza di mercati solitamente meno interessati al mare è che la Puglia permette facilmente di integrare turismi diversi – il balneare con il culturale, quello dei piccoli borghi con l’open air ad esempio – per la particolare conformazione del territorio: è relativamente agevole infatti spostarsi da costa a entroterra in tempi contenuti.

 
Questa lettura è confermata anche dalla classifica dei primi cinque Comuni per presenze straniere: al primo posto c’è il capoluogo di regione con oltre 350mila presenze, seguito da Vieste (330mila), una delle località più famose del Gargano, e poi Fasano (Br), 268mila presenze, altra destinazione legata al mare e sede di un noto zoo/parco divertimenti. Lecce, celebre per il suo barocco, è in quarta posizione seguita da Ugento, tra le località balneari più importanti del Salento.
Il quadro sopra delineato permette quindi di affermare che la Puglia dovrà porre grande attenzione a diversi mercati europei di breve-medio raggio che potrebbero arrivare in auto per le vacanze. La situazione della Germania (in riapertura dal 20 aprile) è in queste ore in stretta osservazione per verificare che l’allentamento delle misure restrittive non faccia risalire i contagi (nonostante il “basso” numero di morti, resta il sesto Paese al mondo per contagi). La Francia sembra ancora in una fase di maggior incertezza (quinta per numero di contagiati, oltre 25mila decessi) e vive una situazione più simile a quella italiana. Più complesso ancora si presenta il quadro nel Regno Unito perché permane il lockdown (si sono registrati oltre 30mila morti) e per il fatto che logisticamente è un mercato molto vincolato all’uso dell’aereo per arrivare in Italia.
Qualche segnale più positivo potrebbe venire dalla Svizzera – con un numero di contagi e di morti decisamente contenuto – che ha iniziato la riapertura il 27 aprile: si tratta però del quarto mercato di riferimento con un’incidenza ridotta rispetto agli altri Paesi. Il punto più a favore della regione resta il mercato domestico – che costituisce oltre il 70% del totale – e che in un frangente come questo potrebbe fare la differenza per la tenuta del settore.

Nei dintorni di Alberobello - foto Getty Images
 
Abbiamo rivolto alcune domande a Matteo Minchillo, direttore generale di Pugliapromozione, per capire come la regione ha deciso di affrontare la sfida della ripartenza turistica.

- Quali sono gli scenari più probabili per il futuro del turismo dei prossimi mesi e, forse, dei prossimi anni?
In attesa di superare il momento difficile, abbiamo cercato di misurare gli effetti sul settore attraverso un questionario somministrato agli operatori turistici pugliesi. Da una prima analisi dei questionari raccolti (circa 800) è possibile dedurre che le perdite maggiori legate al Covid-19 riguarderanno nei prossimi mesi il mercato estero che rappresenta, tutto sommato, il 28% della domanda regionale. A partire da giugno sarà il turismo interno, o di prossimità, a consentire almeno nei primi tempi il ripristino delle attività turistiche. In termini di flussi turistici e volume d’affari complessivi contiamo di ritornare ai livelli del 2019 entro la fine del 2021. In questo periodo occorrerà innescare processi in grado di rinnovare l’offerta turistica e di rilanciare rapidamente l’immagine della Puglia, rendendola nuovamente competitiva nel mercato turistico e in grado di attrarre presto flussi da tutto il mondo. Nel frattempo, stiamo garantendo sostegno agli operatori nella definizione di scelte volte a mantenere un solido equilibrio tra sicurezza, qualità dei servizi e prezzi. Il turista ha bisogno di sentirsi rassicurato, di recuperare fiducia e coraggio, di rimettersi in viaggio spinto dalla convenienza e dalla ricerca di svago e di scenari mozzafiato.
 
- Quali i prodotti/mercati oggetto di più immediata focalizzazione?
Il segmento lusso è generalmente il più resiliente alle crisi, in Puglia vi sono oltre il 7% di tutti gli hotel 5 stelle e lusso presenti in Italia e la domanda, soprattutto quella internazionale, presenta ancora ampi margini di crescita. Presumiamo inoltre che il confinamento tra le mura domestiche di questi mesi porterà a un aumento di richieste di soggiorni in natura, lungo i cammini, nei borghi minori soddisfacendo la necessità di sfuggire ai luoghi affollati. Si tratterà nei primi mesi soprattutto di turismo domestico, poi si allungherà il raggio, compatibilmente con l’allentamento delle restrizioni. Le ottime performance registrate in Puglia nel 2019 da Usa, Paesi del Sud-Est asiatico, Australia, Cina e Russia (i voli Bari-Mosca da luglio a settembre 2020 per il momento sono confermati) fanno dedurre che in quelle aree si concentreranno le risorse e le attività anche in futuro, pur mantenendo attiva e frequente la promozione della regione sui mercati consolidati (Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Scandinavia e Spagna).
In questo scenario di incertezze, il tema della sostenibilità si combina con una nuova attenzione alla sicurezza in ambito sanitario e al risparmio nei consumi. Le motivazioni non risiedono esclusivamente nel risparmio economico, ma anche nella condivisione di esperienze in un’ottica sempre più green. In questo, la strategia di Pugliapromozione e della Regione Puglia segue la traiettoria del sostegno e della valorizzazione delle produzioni enogastronomiche, dell’artigianato locale, della mobilità lenta e della definizione e creazione di reti d’imprese omogenee sulle quali sarà più agevole destinare interventi e attività che contribuiscano anche alla ripresa dei settori arte e cultura.

Lecce - foto Getty Images
 
- Quali politiche state mettendo a punto verso turisti, operatori regionali e intermediari?
È importante continuare a far desiderare la Puglia, sperimentandola online, anche se il digitale non rimarrà ancora a lungo l’unica strada per viaggiare in Puglia. Manteniamo un “contatto” con i potenziali turisti cercando di consolidare l’interesse e il desiderio di Puglia. In questi giorni così lenti, trascorsi a casa, non abbiamo smesso di far viaggiare i nostri potenziali turisti con l’immaginazione, grazie al portale turistico della Regione che consente di continuare a sognare la Puglia e il suo mare, la Murgia che in primavera fiorisce, la natura che indisturbata si rigenera, la bellezza dei borghi storici e l’eleganza delle città d’arte. Abbiamo per esempio recuperato l’arte del ricamo a mano e quella più gustosa della cucina tradizionale. E infine abbiamo introdotto la nuova pagina “Una giornata in casa Puglia”, l’ultima esperienza digitale, online sul portale turistico viaggiareinpuglia.it. Un modo per scoprire e condividere la Puglia direttamente dal divano di casa. La “giornata in casa Puglia” è ricca di suggestioni, tutte pugliesi: dalla lettura di un buon libro, alle lezioni di cucina, dai tour in 3D all’ascolto di musica locale, dalle illustrazioni da colorare per i più piccoli ai film girati nella nostra terra.
Per quanto concerne il sostegno agli operatori turistici pugliesi, oltre alle misure al varo da parte della Regione che riguardano il microcredito, la liquidità e una sorta di bonus occupazione, l’Agenzia sta implementando le funzionalità dell’Ecosistema Turismo Cultura della Regione Puglia con In-Formati, una sezione dedicata alla formazione-informazione continua degli operatori del turismo. La nuova sezione permette di conoscere, apprendere, informarsi su tutto ciò che lega le attività istituzionali e promozionali dell’Agenzia Pugliapromozione e della Regione all’operatività degli addetti ai lavori in questo difficile momento per il turismo.
Stiamo mettendo a punto inoltre come Agenzia formule per promuovere il prodotto Puglia e incentivare i turisti a venire con la collaborazione del sistema delle piccole e medie imprese turistiche pugliesi: attività di comunicazione e valorizzazione del territorio e agevolazioni nel trasporto, per le visite guidate, le escursioni in bici e a piedi, le degustazioni enogastronomiche e l’acquisto di artigianato locale. Sempre garantendo un turismo sicuro e consapevole.
 
 
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