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Il Touring Club Italiano sottoscrive l’appello per una ripresa green rivolto all'Europa e ai leader nazionali

Dopo il coronavirus un nuovo modello di sviluppo: "Salviamo le persone, non le industrie inquinanti!"

di 
Fabrizio Milanesi
28 Aprile 2020
 
"Chiediamo ai leader europei e nazionali di affrontare la crisi senza precedenti causata dalla pandemia di Covid-19 con solidarietà, coraggio e innovazione". L’appello viene rivolto a Commissione, Parlamento e Consiglio europei dalle principali Ong ambientali d’Europa (e anche dal Touring Club Italiano) attraverso la piattaforma We.move.eu.  
 
Le parole dell'appello non lasciano spazio a dubbi: dopo il dilagare della pandemia è indispensabile che le linee e soprattutto le azioni politiche ed economiche seguano i principi della sostenibilità ambientale e dell’equità della distribuzione delle risorse"Non dobbiamo ritornare alla normalità del modello di sviluppo attuale, perché questa è la causa dei problemi ambientali e sociali globali che dobbiamo gestire e risolvere": una richiesta chiarissima sulla necessità di non sacrificare in nome dell’uscita dalla crisi economica, i progressi fin qui ottenuti per contrastare i cambiamenti climatici
 

Foto Getty Images
 
Il sostegno economico di cui tutti abbiamo bisogno deve sempre considerare gli impatti sull’ambiente. Serve il più grande programma di investimenti green mai prima attuato, ed è indispensabile che l’Unione europea metta a disposizione tutti gli strumenti economici per finanziare una ripresa verde ed etica.  
 
Il Touring Club Italiano sottoscrive l’appello nella piena convinzione che non si possa prescindere dal “costruire qualcosa di nuovo, qualcosa di migliore: un'economia veramente sostenibile, che sia neutra dal punto di vista del carbonio, circolare ed equa, dove le persone e la natura prosperino”.

Foto Getty Images
 
IL TESTO DELLA PETIZIONE
"Chiediamo ai leader europei e nazionali di affrontare la crisi senza precedenti causata dalla pandemia di Covid-19 con solidarietà, coraggio e innovazione. Non vogliamo un ritorno alle attività economiche precedenti, a un modello di crescita che ha esacerbato le disuguaglianze sociali, messo a repentaglio la nostra salute e spinto il clima e la natura del nostro pianeta sull'orlo del collasso. È giunto il momento di rendere rapidamente e radicalmente le nostre economie più verdi, più eque e più resistenti alle possibili crisi future. Chiediamo l'istituzione del più grande programma di investimenti verdi che il mondo abbia mai visto, supportato da tutti gli strumenti finanziari dell'UE disponibili per finanziare una ripresa che sia verde ed etica".

Ecco le richieste principali:
- Mettere il benessere delle persone al centro della risposta alla crisi, fornire benefici sociali e proteggere i diritti dei lavoratori attraverso una "equa transizione per tutti",
- Attuare pienamente e dare impulso al Green Deal europeo per rielaborare l'economia come è necessario per riportare il benessere al centro del progetto europeo, proteggere le persone da crisi come quella del COVID-19 e affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità a livello europeo, nazionale e internazionale. Rafforzare e continuare l'attuazione degli obiettivi, delle strategie e delle leggi annunciate nel Green Deal europeo e in particolare rafforzare la dimensione sociale,
- Nei settori che generano più emissioni e in altri settori potenzialmente inquinanti, come l'agricoltura intensiva, subordinare il sostegno alle aziende al loro allineamento con gli obiettivi ambientali e climatici; non devono essere concessi salvataggi a industrie non redditizie o inquinanti che non hanno futuro nell'economia di domani.
- Istituire un cospicuo Fondo per la ripresa verde ed equa sostenuto da tutti gli strumenti finanziari dell'UE disponibili per dare il via alla ripresa verde e giusta. In particolare deve includere un QFP (quadro finanziario pluriennale) ampliato, che con i suoi programmi di spesa dedichi almeno il 50% agli obiettivi in materia di clima e biodiversità. Deve anche includere nuovi fondi, l'allentamento del Meccanismo europeo di stabilità e i cosiddetti "eurobond".
- Guidare gli investimenti pubblici e privati durante tutta la ripresa utilizzando la tassonomia dell'UE per accelerare il passaggio dai settori inquinanti a quelli verdi; analogamente, la Banca europea per gli investimenti dovrebbe allineare le sue politiche di prestito agli obiettivi dell'European Green Deal entro la fine del 2020.

COME ADERIRE
Per leggere il testo integrale della petizione e sottoscriverlo vai al sito act.wemove.eu.