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Intervista a Gianni Brogini, direttore marketing dell'Associazione Produttori Camper

Come sarà il turismo in camper in tempo di coronavirus?

di 
Stefano Brambilla
28 Aprile 2020
 
 
Abituati a essere liberi per definizione, anche i camperisti e i caravanisti si sentono in gabbia, in questo periodo. Con la primavera che sboccia, stagione ideale per esplorare l'entroterra italiano, la reclusione poi è ancora più tormentata... immaginiamo chi possiede possiede un camper o una caravan a guardare le belle giornate fuori dalla finestra e a sognare di partire. Se nessuno sa quando il coronavirus ci permetterà di tornare a percorrere le strade d'Italia e d'Europa, qualche indicazione sul futuro comunque è possibile darla. Ne abbiamo parlato con Gianni Brogini, direttore marketing di APC - Associazione Produttori Camper, storico partner del Touring per tante iniziative di promozione del "turismo in libertà". Lo sentiamo telefonicamente tra una videoconferenza e un'altra. 

Brogini, com'è la situazione del vostro comparto in tempi di pandemia?
Naturalmente in difficoltà. Le aziende che producono mezzi ricreativi sono state ferme in tutto questo periodo e saranno ancora a scarto ridotto nei prossimi mesi. Tenga conto, poi, che  per l'85% del nostro fatturato produciamo per l'estero: anche quest'aspetto ci causerà dei problemi. La stessa rete dei concessionari, che già non godeva di ottima salute, soffre ancora maggiormente: è inutile che si riapra, se le persone poi non possono muoversi a causa del virus.

Ma il futuro post-pandemia potrebbe portare nuove opportunità?
Senz'altro. Noi ci crediamo fermamente. Per i camper e le caravan si aprono grandi opportunità: con questi mezzi ci si può muovere dove e come si vuole, si può decidere di partire all'ultimo momento, si può esplorare al meglio il territorio - è un tipo di turismo duttile, per esempio anche se rimarrà il divieto di uscire dalla propria regione ci si potrà dedicare alla scoperta del territorio vicino a casa, abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove ogni regione è straordinaria e offre molteplici spunti per la visita. Si può anche decidere all'ultimo momento, quando si giunge in loco, che una destinazione è troppo affollata, non ci si sente sicuri e proseguire per un'altra meta.  



Anche la conformazione stessa del camper offre vantaggi, in termini di sicurezza sanitaria. 
Questo è un nostro cavallo di battaglia da sempre. Con il camper si ha la garanzia di dormire nel proprio letto, cucinare con le proprie stoviglie, fare un doccia nel proprio bagno... in tempi di necessità di garanzie sulla sicurezza sanitaria è il massimo. Le assicuro: sono stato camperista e caravanista per una vita e so bene che il bagno di un camper non è quello di albergo a sette stelle, però adattandosi un poco si può utilizzare tranquillamente, anche per un lungo periodo di tempo. Per un equipaggio composto da una famiglia non troppo allargata funziona benissimo. 

In questo senso anche il soggiorno nei campeggi non presenta problemi. 
Certo. Anche perché molti campeggi italiani offrono piazzole di sosta ampie, anche residenziali, spesso con spazi verdi attorno al proprio mezzo. Il camperista non ha stretto bisogno dei locali di servizio, è indipendente. Ma in ogni caso dipenderà dall'intelligenza, dalla gestione e dalla capacità economica di ogni campeggio il sapersi adeguare alle esigenze dei clienti: logicamente i locali di servizio dovranno essere sottoposti alle stesse regole dei villaggi e degli alberghi per impedire la propagazione del virus. 



Lo scorso anno, APC ha promosso insieme a Bandiere arancioni e a Touring la realizzazione di nuove aree di sosta attrezzate. Anche queste saranno utili ai camperisti. 
Lo sono sempre, soprattutto per i viaggiatori che intendono il viaggio in camper come stanziale: preferiscono magari lasciare il mezzo qualche giorno in uno stesso posto e di lì muoversi a piedi o con le biciclette. Pensi che quest'anno abbiamo dovuto annullare il bando per le nuove aree di sosta attrezzate che lei citava - e siamo stati sorpresi di quanti Comuni, che avevano già pronto il progetto, ci hanno detto che le avrebbero realizzate lo stesso. Un bel segnale di quanto soprattutto i piccoli borghi vogliano sempre più investire per promuovere il turismo in libertà. 

Chi invece preferisce un viaggio itinerante dove passa la notte?
Per i camperisti che si spostano ogni giorno basta anche un parcheggio per dormire, magari dotato di un'area di scarico. Il camper è un mezzo indipendente per definizione, come dicevamo. Anche una soluzione spartana, alla francese, può essere sufficiente. Se i piccoli Comuni saranno intelligenti, quest'estate permetteranno ai camper di pernottare anche nei parcheggi e in piccole aree di sosta non attrezzate ma regolamentate. Ne gioverebbe, sono sicuro, tutta l'economia del borgo: il proprietario di camper spesso mangia, compra, visita il territorio. L'assenza di bus o torpedoni potrebbe in questo senso aprire molte porte ai camperisti: speriamo che le amministrazioni se ne accorgano. 

Abbiamo parlato di campeggi, di aree attrezzate, di parcheggi: ci sono altre soluzioni per i camperisti?
Per pernottare in camper ci sono soluzioni a bizzeffe. Penso soltanto agli agricampeggi, per esempio: sono sempre di più le strutture agrituristiche che permettono ai camperisti di pernottare sul loro terreno, con l'"obbligo" magari di una degustazione presso la loro cantina o una cena presso il loro ristorante. Un ottimo modo, tra l'altro, per toccare con mano il territorio.

Per finire, un consiglio a chi acquisterà o noleggerà un camper per la prima volta?
I camperisti sono curiosi per definizione. Il territorio italiano è ricchissimo di curiosità, ogni regione ha le sue. Una statua, un prodotto tipico, un aneddoto: ci sono mille motivi per esplorare e farsi incuriosire. E ricordiamoci: una cosa è andare in un luogo per una vacanza. Un'altra cosa è partire ed essere già in vacanza.