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Continua la rassegna dei nomi più curiosi degli abitanti di città e paesi d'Italia

Come si chiamano gli abitanti di Oderzo?

di 
Piero Carlesi
25 Settembre 2014
Conoscete Oderzo? È un Comune di oltre 20mila abitanti in provincia di Treviso, sulla statale che unisce il capoluogo a Pordenone. Ma come si chiamano i suoi abitanti? La risposta lì per lì non sembra facile... ma se consultiamo vecchie carte scopriamo che il nome antico latino della città era Opitergium. Detto questo, risulta facile immaginare che il nome degli abitanti possa essere opitergini. E in effetti è così. Un po' come è successo per gli abitanti di Ivrea: dall'antico nome di Eporedia, eporediesi.
 
CHE COSA NON PERDERE A ODERZO
Storicamente importante come città romana sulla Via Postumia, distrutta da Attila, vanta un bel Duomo tardogotico con faciata a capanna e un campanile derivato da una toirre dell'antica cinta muraria. Interessante è l'area archeologica in via Mazzini con diversi resti d'epoca romana: del foro, della basilica e di edifici privati. Molti reperti scavati in quest'area (notevoli i mosaici) sono oggi conservati nel Museo civico archeologico ospitato nella barchessa di palazzo Foscolo.
 
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I DINTORNI DI ODERZO: BORGHI E GASTRONOMIA
A 9 km da Oderzo, verso ovest si trova San Polo di Piave, sede, fra l'altro, del celebre Premio letterario Gambrinus-Mazzotti, dedicato alla letteratura di montagna e di viaggio, intitolato a Giuseppe Mazzotti, grande uomo di cultura, promotore già negli anni Cinquanta della salvaguardia e tutela delle ville Venete, scrittore, alpinista (aprì una nuova via sul Cervino) e consigliere per molti anni del Touring Club italiano.
La premiazione del premio letterario si terrà tra l'altro il 22 novembre presso il Ristorante Parco Gambrinus (via Capitello 18, tel. 0422.855043), aderente all'Unione dei ristoranti del Buon Ricordo e convenzionato con il Touring (sconto 10 per cento ai soci).
 
A circa 10 km da Oderzo, seguendo invece la strada verso nord per Pordenone, si trova Portobuffolè, Bandiera arancione Tci per le ottime qualità turistico ambientali. Il borgo merita una visita per la bellezza del centro storico, con vari palazzi del Cinquecento. Da non perdere la Torre comunale del X secolo, unica restante delle 7 torri del castello e Casa Gaia da Camino, casa-torre medievale con affreschi rinascimentali.
Consigliabile una visita di Portobuffolè in agosto per partecipare alla fiera di S. Rosa durante la quale si possono gustare i prodotti locali tra cui la trippa, i vini, i salumi e i formaggi del posto.
 
Per saperne di più, ecco il sito di Bandiere arancioni: www.bandierearancioni.it.