Il Pane di Triora

Triora in passato era nota come il granaio della Repubblica di Genova e aveva un unico forno comunale in Vico del Forno; il pane veniva cotto per ogni famiglia una volta alla settimana,nel forno comune. Oggi il Pane di Triora viene prodotto da un unico panificio (Panificio Asplanato Angiolino),che lo produce in modo artigianale,per tutta la Liguria del Ponente e del basso Piemonte.

Il pane è preparato con farina 1 e crusca, lievitata per una notte con acqua tiepida e sale; all’impasto viene aggiunto il giorno successivo altro lievito e farina. Dopo aver riposato ancora qualche ora su uno strato di crusca, i pani,in forme basse e larghe che dopo la cottura raggiungono un peso di circa 850 gr. vengono cotti in forno caldo. A cottura ultimata le pagnotte presentano sulla crosta un incisione di forma quadrata.
Può servire ad accompagnare una vasta gamma di piatti ed è particolarmente indicato, tagliato a fette, per essere spalmato di bruzzo. Conservabile a lungo, può essere consumato fresco per circa una settimana dopo la produzione.

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La storia di Sabrina e il forno Demetra a Longiano

Un'ottima idea è riposarsi e rifocillarsi facendo una sosta tra le viuzze medievali del centro storico di Longiano, cercando un’insegna dal nome mitologico, Demetra, che introduce a un forno aperto nell'autunno 2020.

Qui inizia la storia incoraggiante di Sabrina. "Sono molto legata a Longiano e alla mia regione e quando ho dovuto rinunciare alla carriera da ricercatrice ho capito che avevo invece la possibilità di trovare la mia strada proprio tra le mura di casa."

"Ho capito che volevo un posto solo mio dove lavorare con grano, frutta e verdura che nascono qui."

"Il mio pane nasce da grani locali e da farine che prendo perlopiù nel mulino Transani, a Bivio Montegelli, una realtà piccola ma di qualità, dove è stata ereditata una tradizione di famiglia mugnaia e oggi si macina biologico. Anche questo dimostra che quando si costruisce nel luogo che si sente come casa, e si fa rete con una comunità che ci riconosce, si raggiunge una qualità di vita davvero appagante”.

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Due pani tipici di Cetona

Il bico è un tradizionale alimento di Piazze (frazione di Cetona), una sorta di pane azzimo ottenuto dall'impasto di acqua  e farina di grano, condito con un pizzico di sale, senza lievito, cotto al focolare sotto la cenere prodotta da abbondante legna ardente. Quello che rende il bico delizioso è proprio il prestarsi ottimamente ad essere farcito, e oggi che c’è ampia possibilità di scelta le farciture sono diventare ricche spaziando dai salumi ai formaggi del territorio per lasciare comunque ampio margine alla creatività e alla fantasia della cuoca nelle infinite varianti sia salate sia dolci.

Il Pan dei Santi è un dolce autunnale che da secoli viene prodotto nel territorio senese, in occasione della festa di Ognissanti e in generale nei mesi di ottobre e novembre.
Dal sapore particolare e originale, si tratta un un pane farcito con uvetta e noci (i cosiddetti Santi) e insaporito con pepe nero.
È un dolce straordinario che richiede però un po’ di tempo per la lievitazione, ma il risultato è davvero eccezionale!

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Angelo, custode di tradizioni con il suo forno a Orsara di Puglia

Pane e Salute è il luogo dove trovare il gusto autentico, tradizionale, quello "di una volta". Lo conduce Angelo Di Biccari: "Mi considero - ci racconta - molto più di un artigiano del pane, bensì un “custode”. Custode di questa tradizione incarnata dal forno stesso (un antico forno a paglia del 1526) che raggiunge le alte temperature necessarie alla cottura non tramite la combustione del legno, ma della semplice paglia. "Questo forno fu costruito nel 1526 ed ha da sempre rappresentato il centro nevralgico intorno a cui si è svolta la vita della cittadina pugliese, comprese le feste comandate e quelle estemporanee, provvedendo alla cottura del pane per l'intera comunità". Il forno funziona anche a legna, ma la paglia attraverso la sua particolare combustione, conferisce al pane un sorprendente color cioccolato. La crosta ottenuta attraverso questo metodo di cottura permette al pane di essere conservato fino a due settimane.

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Il pane di Adamo a Cison di Valmarino

"Ho fatto l'impiegato in un'azienda di mobili per 12 anni. Un lavoro tipico di questo territorio. Poi quasi per sbaglio è nata una nuova passione. Ed è diventata talmente grande che a un certo punto l'ho fatta diventare la mia nuova occupazione". Adamo Faraon è uno di quelli per cui la pandemia, alla fine, è servita a qualcosa. Da quando a iniziato a impastare e sfornare pane non si è più fermato. "Avevo un'idea di pane diversa da quella che trovavo nelle realtà locali. E a luglio 2022 ho aperto la mia bottega qui, nel centro del paese" "Cerco di fare un prodotto diverso sia per la qualità delle materie che utilizzo, sia per come le tratto". Il legame con il territorio è evidente anche quando Faraon racconta dei progetti per coltivare localmente una varietà di frumento locale rustica e con buona resa. "Cerco di guidare io la filiera, dal seme alla coltivazione senza pesticidi alla macinatura a pietra. Si sente tutto, nel pane. E vorrei che il processo fosse ancora più a chilometro zero".

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