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Incorniciata dai portici, tra Palazzo Reale e via Roma, gli storici caffè, la Galleria Subalpina e lo splendido Palazzo Madama

Salotti d'Italia: alla scoperta di piazza Castello, a Torino

di 
Luca Sartori
21 Marzo 2017
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Piazza Castello è il cuore storico di Torino almeno dal Seicento, quando venne avviata l'edificazione del grandioso complesso del Palazzo Ducale (e poi Reale). Quando ci si arriva per la prima volta si rimane colpiti dalla monumentalità degli edifici, dalla armonia dell'insieme e non da ultimo dal fatto che vi si può passeggiare lentamente, grazie al grande spazio pedonale. 
 
Consigliamo di arrivare a piazza Castello attraverso via Garibaldi, l’accesso più scenograficamente affascinante: i palazzi settecenteschi fanno da cornice a una delle vie pedonali più lunghe della città, fino al 1882 nota ai torinesi come Contrada di Dora Grossa, e conducono fino alle porte della piazza, che si apre con i suoi tesori iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco.


1. PALAZZO MADAMA
Dove via Garibaldi cede il passo a Piazza Castello ecco, imponente, davanti a voi, la splendida facciata in marmo bianco di Palazzo Madama, sede del Museo civico d’arte antica (nella foto sopra). Un edificio antichissimo, modificato nel tempo, che prende il suo nome da Maria Cristina di Francia, sorella di Luigi XIII, che lo scelse come residenza nel 1637: lo si ammira svettare al centro della piazza, dove sorge isolato. Quando ci girerete attorno noterete l'aspetto bifronte dell'edificio (nella foto sotto): da una parte il marmo di Filippo Juvarra (1718), dall'altra i mattoni d'epoca medievale, che lo fanno somigliare più a un castelletto che a un palazzo - Juvarra non finì mai la ristrutturazione. Bellissimo l'interno, un cui è allestita la raccolta di arte antica, i cui due maggiori tesori sono un Antonello da Messina e la miniatura "Heures de Milan". 
 
 
2. PALAZZO CHIABLESE E PALAZZO REALE
Voltandovi a sinistra, ecco comparire la più piccola Piazzetta Reale sulla quale s’affacciano Palazzo Chiablese, fatto costruire dal duca di Savoia Emanuele Filiberto e un tempo sede del Museo Nazionale del Cinema, e lo splendido Palazzo Reale, per tre secoli cuore politico del regno sabaudo, progettato tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo da Ascanio Vitozzi. Il palazzo, chiuso da una cancellata, incanta per la sua imponente ed elegante facciata e per la meraviglia dei suoi interni, resi sfarzosi dall’opera degli straordinari artisti che vi operarono nel corso dei secoli, che ne portarono l’arte, con fregi e decorazioni, a un livello tra i più alti dell’epoca. Dietro il Palazzo, si estendono i Giardini Reali, uno dei luoghi Aperti per voi dai Volontari del Touring Club Italiano.
 
 
3. LA CHIESA DI SAN LORENZO
Guardando Palazzo Reale, vedrete a sinistra la cupola della seicentesca Real chiesa di San Lorenzo, ubicata tra via Palazzo di città e Palazzo Chiablese, dall’apprezzabile struttura barocca opera di Guarino Guarini. La chiesa appare senza facciata: per non alterare l'uniformità della prospettiva, non fu portato a termine il progetto originale che la prevedeva e alla chiesa si accede da un portone che sembra quello di un palazzo civile. Bellissimo l'interno, da non perdere, grazie alla suggestione della luce che piove dalle aperture della cupola; la pianta è ottagonale con un presiberio ellittico. Alzate la testa e guardate la cupola: vi prenderà un senso di vertigine e armonia.


4. L'ARMERIA REALE
Proseguendo sul lato di Palazzo Reale, quello nord, vedrete un grande edificio di color rossiccio, che ospita la Biblioteca Reale, l'Armeria Reale e il palazzo della Prefettura. La Biblioteca conserva l'autoritratto più famoso di Leonardo da Vinci, mentre l'Armeria Reale, ubicata nella manica di collegamento tra la Prefettura e Palazzo Reale, è una delle più ricche collezioni d’armi ed armature antiche, parte del complesso dei Musei Reali torinesi: al suo interno infinite varianti di spade, lance, armi da fuoco, armature, tra cui quella seicentesca di don Diego Felipe de Guzman, un cavaliere alto più di due metri. Di grande effetto anche i cavalli di legno rivestiti di pelle, nella sala della Rotonda. 


5. IL TEATRO REGIO
Siamo arrivati sul "retro" di Palazzo Madama, che fronteggia il Teatro Regio. Nel 1936 un incendio devastò completamente il teatro, costruito tra il 1738 e il 1740 da Benedetto Alfieri: unica struttura a sopravvivere fu la facciata. Il nuovo teatro, inaugurato nel 1973, ha mantenuto la fronte originale, sviluppando i nuovi volumi nella parte interna. Se vi capita, ammirate il palcoscenico, uno dei più grandi d'Europa.

6. I PORTICI
Piazza Castello è circondata da eleganti portici, realizzati in epoche differenti, straordinario perimetro che inizia (nel nostro tour) dal Palazzo della Prefettura, prosegue lungo il Teatro Regio, e poi - oltre l’incrocio con un’altra importante arteria del centro, la movimentata via Po che porta alla volta di Piazza Vittorio Veneto - lungo tutto il lato meridionale. L'angolo oltre via Po è quello più elegante di Piazza Castello, dove a pochi passi l’uno dall’altro si trovano due locali storici d’Italia. Il primo è il Caffè Mulassano, piccolo ed elegante locale di appena trentuno metri quadri dove nacque lo spuntino che Gabriele D’Annunzio chiamò “tramezzino”; il secondo è il Caffè Baratti & Milano, dove concedersi un cappuccino e dove il confettiere Ferdinando Baratti creò il celebre cremino. Lo splendido locale è adiacente all’elegante Galleria Subalpina, che collega la piazza con Piazza Carlo Alberto.


Proseguendo lungo i portici sul lato meridionale, ecco l’incrocio con via Accademia delle Scienze (che porta alla caratteristica Piazza Carignano, sede dello storico ristorante del Cambio, dove sedeva Cavour e dove si serve la storica finanziera, e della gelateria Pepino) e con via Roma, cuore dello shopping torinese, arteria del centro che congiunge la piazza all’altro salotto cittadino, Piazza San Carlo. È forse nell’area della piazza compresa tra gli incroci con via Roma e via Pietro Micca, dominata dalla Torre Littoria, che si gode una delle visioni d’insieme più belle del centro. Dal campanile del Duomo a Palazzo Reale, dall’incrocio con via Po alla Mole Antonelliana, con al centro Palazzo Madama, pare d’accarezzare con un rapido sguardo la storia si quella che fu la prima capitale d’Italia. 
 
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