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Viaggio nel tempo tra palazzi nobiliari e fontane scenografiche della capitale

Salotti d’Italia: alla scoperta di Piazza Navona a Roma

di 
Luca Sartori
24 Aprile 2018
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Nell’antica Roma era lo Stadio di Domiziano, costruito dallo stesso imperatore nell’85, poi restaurato nel III secolo da Alessandro Severo. Riccamente decorato con statue, era lungo 276 metri e largo 106 e poteva contenere fino a trentamila spettatori. Oggi quello spazio è occupato da Piazza Navona, fatta costruire dalla famiglia Pamphilj, nobile casato d’origine umbra, strettamente legata allo stato pontificio.
 
Fu papa Innocenzo X, Giovanni Battista Pamphilj, ad arricchirla con quello stile monumentale che ancora oggi la contraddistingue. Straordinario simbolo della Roma barocca, impreziosita da elementi architettonici e scultorei di Gian Lorenzo Bernini, Girolamo Rinaldi, Francesco Borromini, e Pietro da Cortona.
 
Svariati gli accessi alla piazza e sempre incantevole lo scenario che si propone al visitatore quando vi approda. Che vi si arrivi da via Agonale o via Della Posta Vecchia, vicolo della Cuccagna o via dei Lorenesi, piazza Navona incanta sempre per la sua grandezza, per la straordinaria cornice d’edifici storici che per l’atmosfera che si respira. La piazza è un ininterrotto susseguirsi di tesori: dalla chiesa di Sant’Agnese in Agone a Palazzo Braschi, da Palazzo De Torres-Lancellotti a Palazzo Pamphilj, da Palazzo Tuccimei alla fontana dei Quattro Fiumi, dalla fontana del Moro a quella di Nettuno.
 
1. LA CHIESA DI SANT’AGNESE IN AGONE
Caratterizza fortemente la piazza e sorge davanti alla Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini. Iniziati su progetto di Girolamo Rainaldi a metà del XVII secolo, i lavori della chiesa proseguirono sotto la direzione di Francesco Borromini che ne cambiò in parte il progetto originale, per essere poi completati da Carlo Rainaldi, figlio di Girolamo. Sono i due campanili ed i tre portali a caratterizzarne fortemente la facciata dominata dalla cupola, opera di Carlo Rainaldi e Giovanni Maria Baratta. L’interno si presenta invece con pianta a croce greca con ricchi decori e stucchi dorati. Poi quattro altari dedicati a Santa Cecilia, Sant’Alessio, Santa Emerenziana e Sant’Eustachio con pale marmoree e statue.
 
Un particolare della chiesa di Sant'Agnese in Agone, in piazza Navona 
 
2. PALAZZO BRASCHI
Situato tra Piazza Navona e corso Vittorio Emanuele, in stile barocco-neoclassico e di forma trapezoidale, Palazzo Braschi, voluto dalla nobile famiglia romana, fu costruito dall’architetto Cosimo Morelli su commissione di Luigi Braschi Onesti e finanziato dalle casse papali. Particolarmente apprezzabili le decorazioni dello scenografico scalone monumentale, costituito da due rampe con diciotto colonne di granito rosso con capitelli ionici su cui spiccano i simboli araldici dei Braschi e degli Onesti.
 
Sede del Museo di Roma dalla metà del Novecento, propone un percorso museale tra quadri, sculture, medaglieri, pietre preziose, tavoli realizzati con legni pregiati, ceramiche, medaglie, specchi e basamenti artistici.
 
Gli interni di Palazzo Braschi /ThinkstockPhotos
 
3. PALAZZO DE TORRES - LANCELLOTTI
Situato nella zona meridionale della piazza, ne fu iniziata la costruzione nella prima decade del XVI secolo. Di architettura tardo rinascimentale, con pianta irregolare, presenta una facciata con quattro piani di finestre. Sulla facciata che dà sulla piazza emerge il portale ad arco con bugne a raggera. Le decorazioni interne al palazzo presentano raffinati fregi e volte a grottesche con tema classico o biblico. Palazzo che nel XVII secolo passò dalla famiglia Torres ai Lancellotti.
 
4. PALAZZO PAMPHILJ
Costruito tra il 1644 ed il 1650, Palazzo Pamphilj è un edificio dalle forme tardo rinascimentali voluto dalla famiglia come espressione del prestigio della famiglia nel periodo del pontificato di Giovanni Battista Pamphilj, Innocenzo X.
 
Imponente costruzione della quale fu incaricato Girolamo Rainaldi, nel piano nobile conta 23 stanze affrescate da artisti come, tra gli altri, Gaspard Dughet, Giacinto Brandi, Andrea Camassei e Pier Francesco Mola. Sono invece le storie di Enea protagoniste dei dipinti di Pietro da Cortona nella lunga galleria progettata dal Borromini. Palazzo che divenne poi residenza della cognata di Innocenzo X, sua confidente e consigliera e, nel 1920, ambasciata brasiliana in Italia.
 
5. PALAZZO DE CUPIS - TUCCIMEI
Tra il Settecento e l’Ottocento era sede di un famoso teatro dei burattini, il teatro Ornani, poi Emiliani, dove si facevano le rappresentazioni dei pupi siciliani. Risalente al XVI secolo, il palazzo fu voluto da Giandomenico Cupis, storico cardinale capitolino, e della famiglia Cupis riporta ancora lo stemma della famiglia, caratterizzato da un ariete rampante, sulla facciata del palazzo, scolpito a bassorilievo sul grande portale bugnato. I tre piani della facciata che dà su piazza Navona sono caratterizzati da dodici finestre ognuno, mentre la facciata è segnata da cornici decorate. Nel 1817 il palazzo fu poi acquistato dall’avvocato Tuccimei.
 
6. FONTANA DEI QUATTRO FIUMI
Situata al centro di Piazza Navona, davanti alla chiesa di Sant’Agnese in Agone, la Fontana dei Quattro Fiumi è uno dei tanti gioielli dello scultore ed architetto Gian Lorenzo Bernini, realizzata a metà del Seicento, nel cuore dell’epoca barocca, su commissione di Papa Innocenzo X.
 
Situata nel cuore di piazza Navona, dove fino alla sua costruzione sorgeva una vasca quadrata per l’abbeveraggio dei cavalli, si compone di una base costituita da una vasca ellittica sormontata da un gruppo marmoreo con sulla sommità un obelisco egizio. Quattro colossali figure, statue in marmo bianco, nudi che rappresentano le allegorie dei quattro principali fiumi degli altrettanti continenti allora conosciuti; il Danubio, realizzato da Antonio Raggi, il Rio de la Plata, realizzato da Francesco Baratta, il Gange, opera di Claude Poussin, ed il Nilo, scolpito da Giacomo Antonio Fancelli.
 
La fontana dei Quattro Fiumi, in piazza Navona /ThinkstockPhotos
 
7. FONTANA DEL NETTUNO
Situata all’estremità settentrionale della piazza, era nota, un tempo, come “fontana dei Calderai”, così denominata perché ubicata nei pressi dell’antico vicolo dei calderai, popolata dalle botteghe di venditori di padelle, stoviglie e pentole. Alla vasca risalente al 1575-76, opera di Giacomo della Porta, si uniscono le sculture collocate secoli dopo, nel 1878, opera degli scultori Antonio della Bitta e Gregorio Zappalà.
 
Un tramonto su piazza Navona e sulla fontana del Nettuno /thinkstockphotos
 
8. FONTANA DEL MORO
Realizzata arricchendo la vasca polilobata di Giacomo della Porta su progetto di Gian Lorenzo Bernini, la Fontana del Moro si trova nella zona meridionale di piazza Navona. Caratterizzata da un personaggio marino-umano che si erge su una grossa conchiglia che trattiene per la coda e strangola con le gambe un delfino, vede sgorgare l’acqua dalla bocca del pesce a conferma dell’attitudine del Bernini di rendere spettacolare la fuoriuscita dell’acqua dalle sue fontane.  Il nome della fontana che deriva dai tratti del protagonista scolpito.. Nel 1874 i gruppi scultorei della fontana vennero poi rimossi e trasferiti per essere sostituiti da copie di Luigi Amici.
 
Un ritratto notturno della fontana del Moro /Thinkstockphotos
 
9. CAFFÈ DOMIZIANO
Storico ristorante e caffè del salotto di Roma, regala all’esterno la vista sull’incantevole Fontana dei Quattro Fiumi, proponendo un interno dalla tipica connotazione romana.  Il menu propone i tipici piatti della cucina capitolina tra cui i tonnarelli cacio e pepe, la pasta all’amatriciana e la pasta alla carbonara da accompagnare con uno dei vini della ricca cantina.
 
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