Realizzata per volere del vescovo Giovanni Pietro Dolfin, la Chiesa di San Lorenzo (1751-1763) è progetto dell’architetto e ingegnere bresciano Domenico Corbellini.
Il nuovo complesso, caratterizzato da facciata bipartita (1756) mediante architrave aggettante sorretta da quattro semi colonne corinzie, si imposta nello spazio precedentemente occupato dall’edificio del V sec. d.C. opera di Santo Orizio gravemente danneggiato nel 1600 da un incendio.
Attraversato il portale, sormontato da un timpano su colonne ioniche arricchito dalla statua di San Lorenzo realizzata da Giovanni Carra, si accede nel complesso in stile neo classico ad aula unica movimentata da colonne corinzie addossate alle pareti e articolata da cappelle centrali più profonde delle altre a richiamare una pianta a croce greca.
Entrando, a destra, troviamo le parti superstiti del monumento funerario del Vescovo Bartolomeo Averoldi (1538). Procedendo lungo la parete si segnalano: Incontro di Gesù con Maria sulla via del Calvario, opera di Grazio Cossali del 1616 pala che fu oggetto di particolare devozione durante l’epidemia di colera del 1836 e I miracoli di San Biagio, pala di Luigi Sigurtà eseguita entro il 1763 che raffigura il santo che guarisce un bambino dopo aver ingerito una lisca conficcata in gola da cui l’usanza, ogni 3 febbraio di benedire la gola.
Il Presbiterio è dominato dal grande altare realizzato nel 1754 con marmi policromi, tra i quali si notano il diaspro siciliano e il giallo di Serravezza. Il tabernacolo è invece realizzato con lapislazzuli e diaspri. Sulla parete di fondo si trova Il Martirio di San Lorenzo, del 1757 di Giovan Battista Cignaroli.
Procedendo nella visita sul lato sinistro troviamo la Cappella della Beata Vergine della Provvidenza eretta nel 1755 per esporre l’affresco, risalente ai primi del XV secolo della Madonna con il Bambino un tempo sulla facciata della chiesa e ritenuto miracoloso. L’affresco è inserito entro una meravigliosa cornice di lapislazzuli opera di Antonio Calegari che richiama un velo sollevato. Sulla mensa dell’altare si trovano una serie di vedute e paesaggi urbani realizzati da Giovanni Mariani in marmi policromi e con la tecnica del commesso fiorentino. Di grande interesse è Cappella del battistero che custodisce L’incontro di Abramo con Melchisedek grande tela realizzata assemblando le due parti delle tele eseguite da Pietro da Marone negli anni Ottanta del XVI secolo. Sovrasta la decorazione l’ampia cupola decorata con elementi prospettici.


