«Il paesaggio non è solo quello che vediamo ma frutto di scelte e di cui siamo responsabili». Comincia così l’editoriale del presidente del TCI Gian Domenico Auricchio nel numero di gennaio di Touring. Sottolinea l’allarme sulle grandi quantità di suolo che ogni anno vengono coperte da superfici artificiali dove il territorio nazionale consumato supera ormai il 7% del totale. Ma sul paesaggio, avverte il Presidente, agiscono anche i cambiamenti climatici con i conseguenti fenomeni di siccità, erosione delle coste. Insomma siamo davanti a un paesaggio vulnerabile. Non basta che sia bello ma deve essere un paesaggio giusto.
E che le conseguenze del cambiamento climatico sono ormai evidenti anche ai non vedenti lo sottolinea anche un servizio sulla montagna e sulle attività sportive che vi si praticano. Con la ormai endemica scarsità di precipitazioni nevose ha ancora senso pianificare la costruzione di nuovi impianti di risalita? O perché invece non pensare a una diversificazione dell’offerta e all’allungamento della stagione turistica? “Lo sci da discesa ha ormai una data di scadenza ma se ci si pensa in tempo nulla è perduto”.
Il viaggio di autore di questo numero è dedicato a Telmo Pievani, filosofo scientifico, accademico, divulgatore. E appunto grande viaggiatore. Tra le tante considerazioni ce n’è una che fa particolarmente riflettere sul suo modo di viaggiare: «In un viaggio di relax cerco sempre di complicarmi la vita. Il mitico stacco dal quotidiano io paradossalmente lo trovo nella complicazione del viaggio… Questo effetto che mi causano i viaggi lo trovo liberatorio». Difficile dargli torto su questa funzione quasi terapeutica del viaggio. Non a caso spesso del viaggio si ricordano soprattutto gli imprevisti. «Ti ricordi quella volta che…»
La copertina del numero di gennaio è dedicata al turismo subacqueo, nuovo protagonista della recente Borsa del turismo archeologico a Paestum. Le coste del Mediterraneo sono ricchissime di siti archeologici subacquei. Molti sono a pochi metri dalla superficie e dunque alla portata di tanti, disabili inclusi. Anche senza bisogno di attrezzature, bombole etc. Basta prendere una boccata d’aria e tuffarsi con la maschera e ritrovarsi tra millenari tesori. Solo sulle coste siciliane ci sono ben 26 siti sommersi e poi c’è Bacoli, nell’area protetta di Baia, e la Calabria di Capo Rizzuto, e le Tremiti... Davvero una forma di turismo curioso e che potrebbe incrementare molto anche le piccole economie e l’indotto delle comunità locali.
Siamo poi saliti lungo la minuscola intatta val Senales in Alto Adige per vedere un fenomeno insolito, il passaggio della transumanza “eroica” delle greggi che si spostano insieme a cani e pastori tra le alte vette tra l’Austria e la val Venosta. Protetta dall’Unesco come patrimonio proprio per la sua storica originalità. E abbiamo scoperto che in questa piccola valle si è creato un fenomeno turistico molto attraente che ruota intorno a Otzi, il sapiens scoperto nel 1991 con il ritiro dei ghiacciai e che continua a svelare ogni giorno (nel piccolo museo archeo park a lui dedicato) uno dei tanti segreti sepolti con lui 5300 anni fa.
Non si si stanca mai di andare a Parigi, fonte di innumerevoli stimoli. Ora gli abili trend setter francesi hanno lanciato una Parigi molto eccentrica, nel senso che va vista da un inusuale punto di vista. Quello dei tetti della città, nominati patrimonio dell’umanità e simbolo romantico della Ville Lumière. Non solo. Sono diventati anche protagonisti della rigenerazione green della capitale, tappe di tour turistici e set di party e persino di festival. Un grande piano per ampliare il verde pubblico in funzione anti cambiamento climatico sta trasformando i tetti in superfici coltivabili, veri orti e giardini sospesi. E questo vale per le abitazioni private, per le scuole, gli uffici postali, i parcheggi, le stazioni e i grandi magazzini…
Seguono altri reportage, si spera interessanti, sull’interno della Emilia Romagna, troppo trascurato rispetto alla mitica riviera di Rimini ma invece luoghi preziosi da scoprire tra castelli medievali, sentieri partigiani, spettacolari cascate, musei insoliti e ovviamente sapori autentici e gustosi.
Le Cinque terre, un fortunato e incantevole pezzetto di costa del Levante ligure reso mitico (complici anche film internazionali e romanzi ambientati lì) e inevitabilmente aggredito da masse crescenti di visitatori da tutto il mondo. Ma c’è un modo per raggiungerle evitando la pazza folla? Sì, basta seguire un sentiero scoperto (e disegnato) da un pittore dei macchiaioli, Telemaco Signorini già nel 1860. Touring lo ha fatto e ve lo racconta…
Il Touring si sa, si occupa anche di esplorare cammini, di certificare quelli meglio attrezzati e percorribili in sicurezza. Questa volta abbiamo scoperto che in Toscana stanno lanciando gli antichi percorsi lungo le numerose vie d’acqua che attraversano la zona del Medio Valdarno. Si tratta di 36 sentieri di mobilità dolce che si incuneano tra ruscelli, torrenti, cascate e piccole pozze trasparenti. Da segnare nell’agenda del dove andiamo a passare un weekend all’aria aperta.
Buona lettura!
Silvestro Serra
