Prima la legge di bilancio che dà gambe al progetto Destinazione turistica di qualità che il Ministero del Turismo intende dedicare ai Comuni fino a 30 mila abitanti, per contribuire alla loro valorizzazione. Poi lo stesso ministero che si focalizza sull’undertourism, ovvero il turismo alla scoperta delle aree meno note del Paese. Poi il dossier presentato alla Camera dei deputati sulla mobilità dolce e sostenibile per lo sviluppo delle aree interne, infine l’approvazione della Legge sui Cammini a sostegno del turismo lento e della fruizione delle aree interne.

Sono tutti concetti ripresi nel numero di Touring di aprile dal presidente Gian Domenico Auricchio che sottolinea che «si tratta di notizie e fatti che confermano il lavoro di sensibilizzazione, accompagnamento e promozione dei territori fatto nel corso degli anni dalla nostra Fondazione, Lavoro che con orgoglio sta dando i suoi frutti». (a pag. 3)

Tutelare la natura è la sfida dell'Europa

La natura è come un quadro, dice Tino Mantarro nella sezione Idee riprendendo una storica definizione del geografo Alexander von Humboldt. Solo che ai suoi tempi la natura sembrava un quadro dipinto di fresco, con colori sgargianti e con l’effetto vivido delle pennellate.

La Sicilia in uno Stretto, l'intervista ad Antonio Spadaro

Oggi invece qual quadro è annerito dal tempo, rovinato dagli agenti esterni e soprattutto dagli interventi dell’uomo. Dunque la sfida europea del prossimo futuro non è solo quella di tutelare la natura ma di obbligare gli Stati membri a ripristinare la biodiversità degli ecosistemi, tenendo conto che l’80% degli habitat europei si trova in cattivo stato di conservazione., che la situazione è dunque critica e non c’è più tempo da perdere. (da pag. 6)

L’intervista dei Viaggi d’autore è dedicata ad Antonio Spadaro, gesuita, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. Un sacerdote che gira tutto il mondo (ha accompagnato il papa in 63 Paesi) ma messinese doc. Nel suo libro La Sicilia è un sentimento, edito dal Touring Club Italiano, racconta il suo speciale rapporto con l’isola e in particolare con lo Stretto. Più che un paesaggio, per Spadaro «è il luogo che ha formato la mia anima e il mio modo di pensare e di sentire il mondo, ovunque io sia… questo sguardo è diventato un punto di riferimento, e termine di interpretazione». E ancora: «La Sicilia, che per me è lo Stretto, è una regione talmente abitata da culture differenti che cozzano tra loro  e danno sintesi originali, ricca di paesaggi così peculiari e unici che plasma un modo di vedere la realtà».

Venezia dei gondolieri, i signori dei canali

Tra i reportage del mese ricordiamo l’originale racconto anche fotografico realizzato da Daniele Pellegrini noto fotografo di viaggi e veneziano da molte generazioni, sulla figura di personaggi iconici della Serenissima Repubblica: i gondolieri. Una istituzione, per alcuni una vera lobby, forte di 440 persone che oggi sono gli orgogliosi eredi di una tradizione antica ma in continua evoluzione, con i loro riti, la loro lingua, i loro costumi, le loro competenze e con mille storie da raccontare su Venezia da un punto di vista diverso, quello a pelo d’acqua. (da pag, 26)

Genova Nervi, il borgo senza inverno

Una passeggiata a piedi nel quartiere a mare di Nervi, a Genova tra arte, natura e relax diventa l’occasione per scoprire questo Borgo senza inverno, un susseguirsi di storiche ville trasformate in musei e di lussureggianti giardini che diventano anche palcoscenico di eventi spettacolari. Il clima ideale trasformano questa promenade in un percorso perfetto per praticare un turismo culturale e lento. Come lo avevano già capito nobili e artisti che l’affollavano al tempo della Bélle Epoque. (da pag. 33)

Francia, la Digione di Garibaldi

Si sa che Giuseppe Garibaldi, come poi Ernest Hemingway, è stato dappertutto. Non c’è borgo, paese e città italiani (ma anche all’estero) che non lo ricordi con targhe, monumenti, incisioni su marmo o bronzo. Ma pochi sanno che L’Eroe dei Due Mondi è stato anche a Digione.  Ce lo ricorda uno scrittore italiano, Fabio Stassi, che è tornato nella capitale della Borgogna francese in cerca non dei prevedibili ottimi vini che si producono qui e della mitica mostarda, ma  sulle numerose tracce lasciate da Garibaldi che qui combattè l'ultima battaglia della sua vita, stavolta in soccorso della Francia, nel gennaio del 1871, una battaglia vittoriosa ma dagli esiti sfortunati, prima di ritirarsi definitivamente nella sua isoletta di Caprera. (da pag. 51)

In agenda, le cose da fare ad aprile

Ricca di spunti e di idee la nostra Agenda del mese.  Tra i tanti eventi d’arte proposti frutto  di una ardua selezione, segnaliamo da non perdere la grande mostra dedicata ad Ertè, nome d’arte scelto da Roman Petrovic Tyrtov, russo pietroburghese emigrato a Parigi dal 1912: illustratore,  stilista, scenografo, costumista teatrale, insomma un artista completo. La mostra intitolata Lo stile è tutto, si tiene a Fontanellato, Parma, al labirinto della Masone di Franco Maria Ricci fino al 28 giugno. (a pag. 67)

Altro artista italiano ma di origine russa, figlio di un principe e diplomatico zarista e di una cantante lirica americana, Paul Troubetzkoy fu viaggiatore e scultore durante la Bélle Epoque. Ora una mostra ricostruisce il percorso creativo e personale con 80 sue opere alla galleria d’arte Moderna di Milano fino al 28 giugno. (a pag, 68).

Numerose le iniziative che vedono la fotografia al centro di interesse segnaliamo la mostra Cinéma mon amour realizzata al Terminal Dondero, a Fermo, la cittadina marchigiana dove il fotografo di origini genovesi  Mario Dondero si era ritirato nella ultima parte della sua vita.

Una esposizione (aperta fino al 12 aprile) di cento scatti, tutti in bianco e nero, eseguiti dal grande fotografo sui set dei capolavori del cinema italiano e non solo, con ritratti di noti registi, cineasti, attori e attrici  colti tutti non in posa in atteggiamenti spontanei, rilassati o spiritosi. Si va da Federico Fellini a Claudia Cardinale, da Sandra Milo a Gian Maria Volontè, da Andrei Tarkovskij a Isabelle Huppert. (a pag.75)