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Storia e curiosità delle chiese giubilari nelle città più popolate d'Italia

Giubileo: quali sono le Porte Sante a Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo

di 
Stefano Brambilla
11 Dicembre 2015
Questo è uno degli articoli sul tema "Roma e Giubileo straordinario della Misericordia”. 
Ecco tutti gli articoli, altri se ne aggiungeranno nelle prossime settimane!

- Che cos'è il Giubileo: significato e date
- Giubileo: come partecipare agli eventi
- Giubileo: che cos'è la Porta Santa
- Giubileo: le quattro basiliche maggiori
- Giubileo: quali sono le Porte Sante a Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo
- Com'era Roma ai tempi del primo Giubileo: un articolo di Vittorio Emiliani
- Giubileo: dieci chiese segrete da non perdere a Roma
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Il weekend del 12 e 13 dicembre si aprono le Porte Sante di moltissime chiese italiane. Come nel 2000, infatti, il Giubileo della Misericordia ha Porte Sante in ogni diocesi: innanzitutto nelle chiese cattedrali, poi in altre chiese e santuari su indicazione dei vescovi. E' quindi possibile varcare la Porta Santa e ottenere l'indulgenza in centinaia di luoghi sacri del nostro Paese. Per il fedele che non può andare a Roma, un'occasione speciale per approfondire il proprio cammino spirituale; per il laico, uno spunto di attualità per comprendere meglio storia e curiosità di alcune delle più importanti chiese italiane. Ecco quali sono le chiese giubilari delle cinque città più popolose d'Italia dopo Roma: Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo.

MILANO
Nell’Arcidiocesi di Milano sono state individuate nove chiese giubilari. Le due più importanti dal punto di vista storico e artistico sono senz'altro il Duomo, cattedrale e chiesa madre dei fedeli ambrosiani, e la basilica di S. Ambrogio, meta di pellegrinaggi alle reliquie del Patrono da parte di fedeli di diverse confessioni cristiane; poi ci sono altre sette chiese giubilari, una per ogni zona pastorale (ricordiamo che la diocesi si estende fino a Lecco e a Varese). In due casi, il santuario del Beato Carlo Gnocchi a Milano (zona 1) e la chiesa dell’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone (zona 6), sono edifici sacri collegati a istituzioni che quotidianamente compiono opere di misericordia.

Forse non tutti sanno che la denominazione corretta del Duomo milanese è "Cattedrale Metropolitana di S. Maria Nascente". Il monumento simbolo della città deve parte della sua fama alle incredibili dimensioni della struttura e alla sorprendente ricchezza della decorazione: provate a guardare la massa marmorea dell'edificio da piazzetta Reale o da piazza Fontana! Lo stile gotico (in realtà in gran parte neogotico, viste le ricostruzioni e le sovrapposizioni) si apprezza sia all'esterno sia all'interno, che appare come una foresta fittissima di pilastri. Dopo la visita, non si può mancare una visita alle terrazze, in cui nei giorni limpidi si ha un panorama meraviglioso sulla città.



La basilica di Sant'Ambrogio fu fondata proprio dal santo nel 379 sul sepolcro dei Santi Gervasio e Protasio. Antichissimo dunque il suo culto, anche se della struttura originaria rimane ben poco. Nonostante i continui interventi, Sant'Ambrogio rimane comunque l'archetipo dell'architettura romanica lombarda, in cui si coniugano la funzione religiosa e quella civile proprie di quell'età: il vasto atrio d'accesso era il luogo di assemblee popolari. Da non perdere il ciborio del IX sceolo, il paliotto di Volvinio, i mosaici paleocristiani del saccello di S. Vittore.  



TORINO
Sono due le chiese giubilari nella diocesi di Torino. Domenica 13 dicembre monsignor Cesare Nosiglia apre la prima Porta Santa nella Cattedrale di Torino; la domenica successiva la celebrazione si sposta nella chiesa del Cottolengo, alla Piccola casa della Divina Provvidenza, dove ogni giorno centinaia di persone si recano alla mensa e al centro di ascolto.

Il Duomo torinese - dedicato a San Giovanni Battista - fu costruito in soli sette anni, dal 1491 al 1498. E' celebre nel mondo per essere lo scrigno che custodisce la Sacra Sindone, ospitata nell'omonima cappella. Proprio la cappella, purtroppo rovinosamente danneggiata da un incendio nel 1993, è la parte artisticamente più rilevante dell'edificio sacro: progettata dall'architetto di corte Guarino Guarini, è uno straordinario esempio ingegneristico e concettuale in cui si voleva unire il potere religioso (l'abside della chiesa) a quello dello Stato (il piano nobile del Palazzo reale, collegato alla chiesa appunto dalla cappella). 



GENOVA
Domenica 13 dicembre aprirà la Porta Santa anche della Cattedrale di Genova, dedicata a San Lorenzo. Per l’occasione sarà aperto il portone centrale della Cattedrale; per tutti gli altri pellegrinaggi giubilari che si terranno da lunedì 14 dicembre, però, la “Porta Santa” sarà quella del Battistero, in piazza San Giovanni il Vecchio (guardando la Cattedrale, nella piazzetta a sinistra) dal quale poi si accede in Cattedrale. Una scelta controcorrente: il Battistero è chiuso da anni e adiacente a un’area interdetta per lavori in corso. 



San Lorenzo è la "tipica" chiesa genovese: un po' medievale un po' gotica, rivestita di fasce bianche e nere come solo le famiglie nobiliari potevano fare (allo stesso modo di San Matteo). Davanti alla chiesa, ai bordi della scalinata, campeggiano due celebri leoni, immortalati in innumerevoli fotografie: pochi sanno che non sono gotici, ma opera dello scultore Carlo Rubatto (1840). Curiosità: nella navata destra si trova una granata inglese che nel 1941 colpì la chiesa. La granata sfondò il tetto della cattedrale (che fu ricostruito ma intonacato in bianco senza più gli affreschi) senza esplodere. 


 
Nella diocesi di Genova aprirà la Porta Santa anche il santuario di Nostra Signora della Guardia, conosciuto semplicemente come Santuario della Madonna della Guardia, il più importante santuario mariano della Liguria e uno dei più importanti d'Italia. Costruito sul monte Figogna, a 800 metri di quota, è situato nel territorio del comune di Ceranesi, a circa 20 chilometri da Genova.

NAPOLI
A differenza del Giubileo del 2000, quando le Porte Sante erano cinque, per il Giubileo della Misericordia il vescovo di Napoli ha deciso che sarà solo una la Porta Santa della diocesi: quella della Cattedrale di Santa Maria Assunta. La porta sarà aperta dal 12 dicembre.

La chiesa che vediamo oggi venne fondata da Carlo II d'Angiò e portata a termine da re Roberto verso il 1313: antiche dunque le origini, anche se molte sono le sovrapposizioni dei secoli successivi, a partire dalla facciata, rifatta in stile neogotico tra Ottocento e Novecento. Guardando la facciata rimangono della fase quattrocentesca i tre portali di Antonio Baboccio, con, in quello centrale, la Madonna con bambno di Tino di Camaino, della metà del Trecento. Come per Torino, anche la cattedrale di Napoli è celebre per le reliquie conservate al suo interno: in questo caso quelle di San Gennaro, ospitate nella cappella Carafa. Da non perdere anche il prezioso tesoro di San Gennaro.



PALERMO
A Palermo la Porta Santa si aprirà in Cattedrale, nel santuario di Santa Rosalia e in quello di Altavilla Milicia. Ci sarà anche una «porta degli ultimi»: quella della chiesa in costruzione in via Decollati, sulle rive del fiume Oreto, dove la Missione Speranza e Carità di Biagio Conte ospita da anni centinaia di persone che non hanno un tetto. Date di apertura: Cattedrale 13 dicembre, Santa Rosalia al Monte Pellegrino 20 dicembre, Altavilla Milicia 19 dicembre, Missione Speranza e Carità 20 dicembre.

Celebre e antichissima la Cattedrale di Palermo, che dal 2015 è anche Patrimonio dell'Umanità per l'Unesco: nei suoi muri è conservata la storia della città e delle sue dominazioni, dai Romani ai Borboni passando per Bizantini, Arabi, Normanni e spagnoli. Durante la dominazione araba, dall'anno 831 al 1072, la chiesa fu trasformata in luogo di culto musulmano, la grande Moschea Gami, capace di contenere settemila fedeli. Tra i suoi tesori, le famose tombe imperiali e reali, come quella di Federico II, morto nel 1250. 



Grande infine la venerazione per la patrona della città, Santa Rosalia: il santuario a lei dedicato si trova all'interno di un anfratto di roccia, quasi sulla cima del Monte Pellegrino, e custodisce le ossa della santa, che secondo la tradizione sarebbero state trovate da un cacciatore nel 1624 mentre la peste flagellava la città.

 
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