Il territorio di Borgo Valbelluna, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, si caratterizza per la presenza di numerose frazioni che sono testimonianza di architettura rurale e presentano anche edifici di pregio artistico. Tra le attrattive più importanti ci sono il Castello di Zumelle e la chiesa Arcipretale di Lentiai. La parte naturalistica si connota per la sua estesa rete di sentieri (300 km), con percorsi di trekking di varie difficoltà che permettono di scoprire a passo lento il territorio. Ve ne presentiamo alcuni.

Anello Brent de l'Art - N. 2315

Anello Brent de l'Art - Foto di Roberto De Pellegrin

I Brent de l’Art sono una meraviglia che lascia senza fiato ma non l’unica di questo percorso ad anello. Lasciate l’auto a Sant’Antonio di Tortal e attraversate i bei prati curati di Col de Varda, sito abitato fin dal Mesolitico e diventato avamposto di guardia nel Medioevo. Percorrete la dorsale panoramica a nord del torrente Ardo e lasciatevi incantare dalle suggestive rocce antiche di milioni di anni all’ingresso del Brent Grande che l’erosione dell’acqua del torrente ha portato alla luce. Dopo aver scattato le foto di rito entrate nel bosco, incontrerete le “calchere”, antiche fornaci per la produzione della calce. Il ritorno al paese avviene passando su alcuni tornanti dell’antica strada “Trichiana-Tovena Straße” costruita in soli 100 giorni dal Genio Austroungarico nel 1918 in previsione della “Battaglia del Solstizio” sul Piave durante la Prima Guerra Mondiale.

  • Località: Sant’Antonio di Tortal
  • Difficoltà: Medio
  • Lunghezza complessiva: 5200 m
  • Durata: 2h30′
  • Dislivello positivo: 200 m
  • Dislivello negativo: 197 m
  • Dove parcheggiare: Clicca qui ( N46° 02.563′ E12° 09.523′)
  • Adatto a passeggini e MTB
  • Il tracciato è percorribile con le scarpe da trekking, anche con ciaspole durante l’inverno e in caso di neve

Anello nel borgo - N. 2301

Anello del borgo - Foto di Roberto De Pellegrin

Cosa c’è di meglio di una facile passeggiata per scoprire le bellezze di uno dei borghi Bandiera Arancione del Touring Club Italiano? Lasciate l’auto nei pressi della piazza e gustatevi una camminata tra storia, arte e natura. Cominciate con una visita al Museo Archeologico e al palazzo della Magnifica Comunità e lasciatevi incantare dagli affreschi e dalle strette vie. Addentratevi piano piano nella natura e non perdete l’occasione di una visita alla “Giazera”, una particolare struttura interrata che permetteva la conservazione dei cibi. Proseguite tra prati e boschetti dove, se avete fortuna, incontrerete qualche animale selvatico. Le chiesette di Pagogna e Col e i molti capitelli fanno da sfondo alle vostre foto. Risalendo verso il borgo godrete della magnifica vista sulle Prealpi da via XXXI ottobre. La romantica via “Karera” vi condurrà fino all’antico borghetto del Follo con la bella chiesetta affrescata. Infine la salita per tornare al punto di partenza vi permetterà di ammirare la maestosità delle Dolomiti che si specchiano nel Piave.

  • Località: Mel
  • Condizioni del percorso: Asfalto e sterrato
  •  Difficoltà: Facile
  • Lunghezza complessiva: 6700 m
  • Durata: 2h
  • Dislivello positivo: 165 m
  • Dislivello negativo: 165 m
  • Dove parcheggiare: Clicca qui ( N46° 03.722′ E12° 04.764′)
  • Adatto a MTB e passeggini

Anello di Cima Valon Scur - N. 2314

Anello di Cima Valon Scur - Foto di Roberto De Pellegrin

Un lungo ed impegnativo anello con panorami incredibili. Lasciate l’auto all’ampio parcheggio di Zelant e iniziate il vostro giro percorrendo la bella e larga strada carrabile. La salita man mano che procedete diventa un sentiero sempre più stretto ma da subito la visuale sui pascoli ben curati che si estendono da est ad ovest  è fantastica. Arrivati a Cima Vallon Scur, la vetta a fianco di Col de Moi, il panorama è mozzafiato: l’intera Valbelluna si stende ai vostri piedi. Poco distante spicca il Crodon del Gevero, imponente struttura calcarea che sovrasta il bivacco dei Loff sulla cui cima c’è una Madonnina posta all’interno di un proiettile di obice della 1° Guerra Mondiale. La discesa al piccolo ma ben curato bivacco Costacurta, gestito dai cacciatori e sempre aperto come riparo di fortuna, avviene tra prati e boschi. Da qui la lunga discesa verso il Passo San Boldo e la località Signa per ritornare, attraverso la Val de Bot, verso Zelant e il parcheggio.

Se cercate un’alternativa interessante, particolarmente nella stagione autunnale, da Vallon Scur scegliete il sentiero che passa all’interno del bosco e vi porta verso forcella Bomboi e si ricollega alla strada per Zelant.

  • Località: Zelant - signa Alta - Passo S. Boldo
  • Condizioni del percorso: strade sterrate, sentieri boschivi e in cresta, brevi passaggi esposti
  • Difficoltà: Impegnativo
  • Lunghezza complessiva: 13300 m
  • Durata: 4h30’
  • Dislivello positivo: 950 m
  • Dislivello negativo: 950 m
  • Dove parcheggiare: Clicca qui  ( N46° 01.747′ E12° 07.600′) Clicca qui ( N46° 01.284′ E12° 09.059′)
  • Il tracciato è percorribile con le scarpe da trekking,  anche con ciaspole durante l’inverno e in caso di neve

Anello Monte Garda - N. 2306

Anello Monte Garda - Foto di Roberto De Pellegrin

Bellissima camminata in cresta tra i pascoli e i prati che in primavera si coprono di narcisi. Lasciate l’auto nel piccolo parcheggio dello chalet di Col d’Artent, punto informazioni e di ristoro aperto nei weekend d’estate, e salite per la facile carrabile fino a Malga Garda. Non fatevi troppo distrarre dagli stupendi panorami che ad ogni passo vi si svelano e proseguite in un meraviglioso saliscendi tutto in quota fino all’agriturismo Malga Mariech, nel cammino incontrerete qualche vecchio ricovero e il Capitel de Garda con la sua area da pic nic. Una sosta per ristorarvi è d’obbligo: da questi bellissimi pascoli sul monte Cesen lo sguardo domina la pianura Veneta con Valdobbiadene e le colline del Prosecco patrimonio dell’umanità UNESCO e avete una vista speciale sulle imponenti pareti delle Dolomiti che si stagliano a nord. Il ritorno verso l’auto vi conduce lungo la Val Mariec tra gli alti boschi di faggi per ricongiungervi con la strada sterrata che ritorna verso Col d’Artent all’altezza di Col dei Piatti. Un anello lungo ma non particolarmente impegnativo che vi porterà da una parte all’altra della dorsale delle Prealpi Bellunesi.

  • Località: Col D’Artent
  • Condizioni del percorso: camminata in cresta con vista sulla Valbelluna
  •  Difficoltà: Medio
  • Lunghezza complessiva: 18.860 m
  • Durata: 7h
  • Dislivello positivo: 690 m
  • Dislivello negativo: 690 m
  • Dove parcheggiare: Clicca qui ( 46°00’29.0″N 12°01’23.6″E)
  • Il tracciato è percorribile con le scarpe da trekking, anche con ciaspole durante l’inverno e in caso di neve

Anello Pianezze - Col dei Gai - Monte Cimone - Posa - N. 2317

Anello Pianezze - Foto di Roberto De Pellegrin

Un percorso ad anello molto panoramico che vi porta, passando per Punta Calderol, prima al Bivacco attrezzato di “Col dei Gai” dove la vista spazia sull’intera Valbelluna con i Monti del Sole e le Vette Feltrine e successivamente sulla cima del Monte Cimone, dove sono ancora visibili le fondamenta di una casermetta dell’esercito statunitense. Venne usata nel periodo della guerra fredda come ponte-radio tra la base missilistica sull’altipiano del Cansiglio e le potenti antenne del Monte Venda sui Colli Euganei. Scendete quindi fino a “La Posa” dove nelle giornate più terse lo sguardo spazia dal golfo di Trieste a Venezia, dal Piave, con le colline moreniche del Montello, ai Colli Asolani, dai Monti Berici ai Colli Euganei. Da qui gli amanti del parapendio e deltaplano si lanciano in voli mozzafiato sopra le Colline del Prosecco patrimonio dell’Umanità UNESCO atterrando vicino ai bei laghi di Revine e Lago. Tornate alla vostra auto passando per “Busa Todesca” immersi nel caratteristico paesaggio verdeggiante ricco di abitazioni rurali ristrutturate.

Anello Spelonca di Frontal - Cima Monte Frontal - Ventacol - N. 2321

Anello Spelonca di Frontal - Foto di Roberto De Pellegrin

Questo bel percorso ad anello, che tocca diversi luoghi simbolo della Resistenza, vi porta a visitare il Pozzo di monte Frontal, una spelonca censita nel Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia (4174 V BL), esplorata e mappata dal C.A.I. di Feltre. Parcheggiate presso l’area di Melere ed addentratevi nel bel bosco di faggi e di abeti. Incontrerete il Pozzo di monte Frontal e lungo il percorso anche una seconda spelonca censita la “Grotta del monte Frontal” (4173 V BL). La zona è prevalentemente carsica e non è raro imbattersi in queste affascinanti formazioni. Rientrate alla vostra auto incamminandovi lungo la strada forestale di Ventacol, da dove potrete scorgere verso ovest tutta l’alta Val Brenta, il Monte Cimone e la Punta Calderol, immersi nel verde intenso dei boschi.

Per maggiori informazioni su questi percorsi e per scoprirne altri, c'è il sito dedicato.