La settimana del Festival trasforma Sanremo in qualcosa di unico: una città che si accende, si anima, diventa il centro del mondo per cinque giorni.
E se volessimo approfittare dell'evento in cui tutta Italia si ferma, per scoprire un entroterra che aspetta solo di essere esplorato a pochi chilometri di distanza dall'Ariston.e vivere un "FuoriSanremo" formato Tci?
Si può fare. Intorno alla Città dei Fiori si scoprono borghi medievali in pietra grigia: un paesaggio completamente diverso dalla costa, eppure a portata di mano. Posti piccoli e unici, a cui Il Touring Club Italiano ha assegnato la Bandiera Arancione,
Luoghi che messi insieme, formano un itinerario che si percorre comodamente in un giorno, o si può diluire in un weekend o anche in tutta la durata della "settimana santa" della canzone italiana.
Dolceacqua, il borgo che ha stregato Monet
La val Nervia sale verso l'interno da Ventimiglia, e lungo questa strada si incontra Dolceacqua, considerato il più importante centro medievale della vallata. Il borgo è diviso in due nuclei collegati da un ponte in pietra a schiena d'asino che Claude Monet dipinse in quattro tele diverse — e guardandolo si capisce perché.
Da una parte c'è la Terra, il nucleo originario sotto il castello dei Doria; dall'altra il Borgo, più recente, con le sue botteghe e cantine. I carruggi che salgono verso il castello hanno il tipo di quiete che nelle città si dimentica di cercare: pietra, ombra, il profumo di qualcosa che cuoce da qualche parte. Il Castello dei Doria ospita oggi sale multimediali che raccontano la storia della famiglia più potente della Liguria medievale.
Da non tornare senza: la michetta, il dolce tipico del paese, e una bottiglia di Rossese di Dolceacqua DOC, uno dei rossi più interessanti della Liguria.
Apricale, il paese degli artisti
Pochi chilometri più su, Apricale deve la sua fama ai murales che decorano vicoli e facciate: dipinti da artisti di varie generazioni, trasformano ogni angolo in una piccola sorpresa. Il borgo medievale ha conservato le mura, le tre porte ad arco acuto, le case in pietra che si appoggiano l'una all'altra seguendo la curva della collina.
Piazza Vittorio Emanuele II è tra le più originali della Liguria: si sviluppa su tre livelli diversi, come una terrazza sovrapposta a un'altra. Al castello, oltre al Museo storico, c'è anche la galleria del teatro del paese — attiva, frequentata, ancora oggi punto di riferimento culturale del borgo.
Il dolce tipico si chiama Pansarola, e settembre è il mese della sagra dedicata; in qualsiasi altra stagione, l'olio d'oliva di origine taggiasca è il souvenir più indicato.
Perinaldo, tra le stelle e il carciofo
Si sale ancora, l'aria si fa più fresca e l'orizzonte si allarga. Perinaldo è il borgo degli astronomi: qui nacque Gian Domenico Cassini, lo scienziato che a Parigi divenne l'astronomo del Re Sole. Il paese lo ricorda con un museo a cielo aperto lungo via G.D. Cassini, dove murales e un sistema solare in scala si alternano lungo il percorso.
Il Museo Gian Domenico Cassini e l'Osservatorio astronomico comunale sono aperti alle visite, e quest'ultimo è particolarmente interessante nelle serate limpide d'inverno. Il Santuario della Visitazione ha invece la particolarità di essere orientato sulla linea del meridiano ligure, dettaglio che racconta molto della cura con cui il borgo custodisce il suo rapporto con il cielo.
A terra, il protagonista è il carciofo di Perinaldo, presidio Slow Food: piccolo, violaceo, tenero. Difficile trovarlo altrove con lo stesso sapore.
Seborga, il principato che non dimentica la sua storia
Seborga è un borgo in pietra su un'altura dell'estremo Ponente, con un panorama che spazia sul Mar Ligure e sulla costa francese. La sua particolarità è storica: tra il 945 e il 1729 fu un piccolo principato indipendente, e gli abitanti non hanno dimenticato questa identità — ogni sette anni eleggono ancora un principe o una principessa, con regolare campagna elettorale.
Il centro storico è un labirinto di vicoli che convergono sulla suggestiva piazza San Martino, con la parrocchiale seicentesca e l'oratorio di San Bernardo del XIII secolo. Il Palazzo dei Monaci, antica sede della Zecca del principato, porta ancora lo stemma dello stato che fu. Inaspettata, infine, l'esposizione di oltre 200 strumenti musicali antichi: un piccolo museo che merita una sosta.
D'estate le serate enogastronomiche animano il borgo con degustazioni di piatti tipici; in ogni stagione, la vista dalla sommità vale già il viaggio.
Vallebona — il paese dell'Ape e del fiore d'arancio
Affacciato verso il mare ma circondato da colline e muretti a secco, Vallebona prende il nome dalla fertilità della sua valle. Il centro storico è raccoltissimo: alcune piazze e vicoli sono accessibili solo a piedi o con il Piaggio Ape, diventato nel tempo il simbolo non ufficiale del paese e protagonista di eventi dedicati.
La chiesa barocca di San Lorenzo conserva una torre del Duecento e un prezioso organo Agati; l'oratorio dei Disciplinati si affaccia su Piazza XX Settembre con la sua facciata sobria. La Loggia dell'Aria e la Piazza dei Quattro Elementi sono angoli meno noti ma molto fotogenici.
In tavola, due prodotti da cercare: l'acqua di fiori di arancio amaro (presidio Slow Food, prodotta ancora con metodi tradizionali) e i Raviöi cu Pesigu, i ravioli tipici ripieni di formaggio. A giugno la Festa dl fior d'arancio è l'appuntamento più atteso del calendario locale.
Come organizzare l'itinerario
I cinque borghi distano tutti meno di un'ora da Sanremo in auto, e si collegano tra loro su strade secondarie che attraversano un paesaggio di vigneti, uliveti e boschi. L'ordine suggerito — Dolceacqua, Apricale, Perinaldo, Seborga, Vallebona — forma un anello che parte dalla val Nervia e torna verso la costa attraverso l'entroterra di Bordighera.
Chi preferisce camminare troverà una rete di mulattiere storiche che collega i borghi a piedi: Perinaldo è il punto di raccordo principale, con sentieri panoramici che con l'aria limpida di febbraio permettono di vedere fino alla Provenza.
Un mattino, un pomeriggio, o un giorno intero: questi borghi si adattano al tempo che avete, e restituiscono sempre qualcosa in più di quanto ci si aspetti.
I borghi di Dolceacqua, Apricale, Perinaldo, Seborga e Vallebona fanno parte del circuito Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, il riconoscimento di qualità per i piccoli comuni dell'entroterra italiano che si distinguono per offerta turistica, valorizzazione del patrimonio e attenzione alla sostenibilità.




