Dalle vette alpine della Valle d'Aosta alle colline selvagge della Basilicata, passando per il cuore dell'Appennino. L'Italia dei parchi e dei borghi non è solo un panorama da cartolina, ma un ecosistema vivo dove la conservazione della fauna incontra l'educazione ambientale e il turismo consapevole. Esistono piccoli comuni che hanno fatto della tutela degli animali il proprio vessillo, offrendo rifugio a specie ferite o creando spazi dove la biodiversità può essere osservata nel rispetto assoluto.

Sono numerose le località e le aree faunistiche, spesso legate ai comuni Bandiera Arancione del Touring, che meritano un viaggio dedicato per riscoprire il legame con la natura. Ne segnaliamo cinque, sparse lungo tutta la penisola, che rappresentano eccellenze nel recupero e nella valorizzazione della fauna selvatica.

Introd (AO) – Il Parc Animalier

Situato nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, quello di Introd è il primo e unico parco faunistico della Valle d'Aosta. Non è uno zoo, ma un’area di osservazione dove gli animali vivono in ampi recinti che riproducono fedelmente il loro habitat naturale. Aperto da aprile a novembre, il parco permette di incontrare da vicino i signori delle Alpi: stambecchi, camosci, caprioli, ma anche marmotte, civette e il maestoso gipeto. Un percorso didattico ideale per le famiglie, che insegna a distinguere le impronte e a conoscere la flora alpina.

Il borgo di Introd, con il suo castello e le architetture rurali, fa da cornice perfetta a una giornata all'insegna della natura montana. Per maggiori informazioni sulle specie ospitate e sugli orari, è possibile consultare le sezioni dedicate al parco e agli animali sul sito ufficiale.

Entracque (CN) – Centro faunistico Uomini e Lupi

Ai piedi delle Alpi Marittime, Entracque ospita il primo centro faunistico delle Alpi italiane interamente dedicato al predatore più iconico e discusso: il lupo. Il centro si sviluppa in due sezioni: quella in piazza Giustizia e Libertà, dal taglio più narrativo e multimediale, e quella in località Casermette, dove si trova l’area recintata che ospita alcuni esemplari che non potrebbero sopravvivere in libertà.

Il percorso offre l’opportunità unica di approfondire la biologia, il comportamento e la storia del ritorno del lupo sull'arco alpino, sfatando miti e leggende. È un'esperienza immersiva che invita alla riflessione sulla coesistenza tra uomo e grandi predatori. Ulteriori dettagli sono disponibili sul portale del Centro Uomini e Lupi.

Centro Faunistico Uomini e Lupi / foto Rivelli, Archivio-fotografico APAM

Andreis (PN) – Centro recupero rapaci e area avifaunistica

Nel silenzio del Parco delle Dolomiti Friulane, sopra l’abitato di Andreis, si trova un luogo di cura e speranza. Il Centro Recupero Rapaci gestisce una serie di voliere che ospitano uccelli feriti, spesso a causa di incidenti con linee elettriche o attività venatorie. Mentre alcuni esemplari vengono curati per tornare a volare, altri, con lesioni permanenti, rimangono qui come "ambasciatori" per l'educazione ambientale. Le attività del centro coinvolgono attivamente scuole e gruppi, trasformando ogni liberazione in un evento collettivo di sensibilizzazione.

Il borgo di Andreis, con le sue caratteristiche case in pietra e legno, è il punto di partenza per sentieri che si addentrano in una delle aree più selvagge e incontaminate d'Italia. Maggiori informazioni sul sito del Parco.

Andreis, un "ospite" del Centro Recupero Rapaci

Palena (CH) – Area Faunistica dell'Orso Bruno

Palena, incastonata nel Parco Nazionale della Maiella, custodisce un’area dedicata all'animale simbolo dell'Abruzzo. L'Area Faunistica dell'Orso Bruno è un bosco di abeti e faggi di circa un ettaro dove vivono esemplari di orso bruno europeo che, nati in cattività o provenienti da situazioni difficili, non possono essere reintrodotti in natura.

Attraverso visite guidate e sentieri dedicati, è possibile osservare questi giganti della foresta nel loro comportamento quotidiano, imparando a conoscere le differenze tra l'orso bruno e il raro orso marsicano. Palena offre inoltre un centro visite di eccellenza e un affaccio panoramico mozzafiato sulla Valle dell'Aventino. Per pianificare la visita: VisitPalena.

Un'orsa nell'Area Faunistica dell'Orso Bruno

Sasso di Castalda (PZ) – Area faunistica del cervo

A pochi passi dal centro abitato di Sasso di Castalda, tra le vette dell'Appennino Lucano, si trova un'area inaugurata nel 2001 dedicata al "re del bosco". L'area faunistica del cervo permette di avvistare questi eleganti ungulati in una situazione di semilibertà, all'interno di un vasto spazio naturale che rispetta i loro ritmi e le loro necessità.

Visitabile in ogni periodo dell'anno, l'area è particolarmente suggestiva durante l'autunno, periodo del bramito. Sasso di Castalda, celebre anche per il suo "Ponte alla Luna" (un ponte tibetano mozzafiato), unisce così l'adrenalina dell'avventura alla pace dell'osservazione naturalistica. Tutte le informazioni sul sito del Comune di Sasso di Castalda.

Area faunistica di Sasso di Castalda