Luoghi dove l'accoglienza è di casa e le comunità, con passione e dedizione, custodiscono antiche tradizioni e animano i territori, dai carnevali autentici e spesso secolari, alle feste che popolano le piazze con colori e allegria. Ma non solo: sono anche mete perfette per un weekend romantico o una gita fuori porta, dove lasciarsi conquistare dall'atmosfera intima e suggestiva di piccoli tesori nascosti. Sono borghi Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Adagiato ai piedi delle Langhe, Cherasco custodisce una storia illustre e importante, testimoniata oggi da palazzi nobiliari, torri medievali e chiese barocche. Due grandi archi monumentali, il seicentesco Arco del Belvedere e, sul lato opposto, l'elegante settecentesco Arco di Narzole, racchiudono il centro storico.

Cherasco ha un'anima elegantemente romantica: si può camminare mano nella mano sotto i portici barocchi, dove il tempo sembra rallentare, oppure si può fare una passeggiata sui bastioni del Cinquecento, da cui lo sguardo spazia dalle morbide colline delle Langhe alle vette maestose delle Alpi. Imperdibile una pausa di dolcezza con i celebri Baci di Cherasco, raffinati confetti di cioccolato nati nel 1881, realizzati con nocciole delle Langhe tostate e cioccolato fondente. A questo simbolo di golosità è dedicato anche un suggestivo sentiero urbano: un itinerario di 4,5 chilometri che invita a una romantica passeggiata alla scoperta dei tesori del centro cittadino. La località ha una vita culturale molto vivace, caratterizzata da eventi, mostre d'arte, mercatini dell'antiquariato, appuntamenti musicali e teatrali.

Conosciuto come il borgo delle stelle, Perinaldo è un luogo dove il cielo e la storia si incontrano. Qui, nel 1625, nacque il celebre astronomo Giovanni Domenico Cassini e, ancora oggi, il paese può vantare uno dei cieli più bui d'Italia, oltre a reperti storico-astronomici unici al mondo. L'eredità scientifica di Cassini rivive nel museo a lui dedicato; a lui è intitolato anche l'osservatorio astronomico locale, punto di riferimento per appassionati e curiosi. Inoltre, nel centro storico murales e un affascinante sistema solare in scala trasformano le vie del borgo in un suggestivo museo a cielo aperto.

Perinaldo è la meta ideale per una fuga romantica o un weekend all'insegna del relax, per immergersi nella natura e nella storia. Tra carruggi silenziosi e intime piazzette, archi medievali e antiche mura in pietra, il borgo racconta una storia millenaria. Adagiato su uno splendido crinale, si affaccia su un anfiteatro naturale di uliveti secolari e vigneti che accompagnano lo sguardo fino al mare.

Situato nel cuore delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, nella splendida Val Pettorina, Rocca Pietore si adagia tra alcune delle vette più imponenti delle Dolomiti, come la Marmolada e il Civetta. Il suo paesaggio unico, la ricchezza naturalistica, la storia, la cultura e le tradizioni gastronomiche e artigianali rendono questo borgo una meta affascinante in ogni stagione.

Qui, il Carnevale è una delle tradizioni più antiche e colorate, capace di trasformare le vie in un palcoscenico di folklore e festa. Sabato 7 febbraio, nella caratteristica frazione di Sottoguda, andrà in scena la "Mascorèda", una sfilata allegra e suggestiva che vede protagoniste le maschere tipiche: il Capomàscora, i Matazìn, i Lachè e le Mascore de legn, sapientemente scolpite a mano, ciascuna diversa per forma ed espressione. Il corteo è animato dalle melodie della musica popolare dolomitica, dal suono trascinante della fisarmonica e dal ritmo dei campanacci, che rendono ogni passo un piccolo rito. La Mascorèda si ripeterà sabato 14 febbraio nel piccolo villaggio di Laste, frazione di Rocca Pietore, portando con sé non solo colori e allegria, ma anche il senso profondo di un'antica tradizione: un rituale che celebra il passaggio dall'inverno alla primavera e custodisce l'identità e la cultura ladina di queste montagne.

Considerata la porta d'ingresso orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Amandola è uno dei centri più importanti dell'area montana, ricco di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Ma il fascino del borgo non si ferma qui: Amandola è anche celebre per le sue eccellenze gastronomiche, con il tartufo a farla da protagonista tra le tante delizie locali.
Dal 7 al 21 febbraio, la località si prepara a vivere uno degli eventi più attesi dell'anno: il Carnevale Storico di Amandola, conosciuto come il "Carnevale de li Paniccià". Il nome affonda le radici nel Medioevo, quando con "Paniccià" si indicavano gli abitanti dediti alla tintura dei tessuti, un'attività antica legata al lavoro artigianale e alla vita quotidiana del borgo. Per due settimane, Amandola si trasforma in un palcoscenico di allegria, creatività e tradizione: carri allegorici coloratissimi, satira pungente, musica, spettacoli e balli coinvolgenti animeranno le strade, regalando emozioni a grandi e piccini. Questa festa è una manifestazione collettiva, radicata nella storia locale, che coinvolge tutta la comunità con ironia e spirito festoso.

Nel cuore selvaggio della Sardegna, a quasi 800 metri di altitudine, il borgo di Gavoi è disposto ad anfiteatro sul pendio digradante di una verde conca boscosa della Barbagia. Il centro storico, suggestivo e intatto, racconta storie antiche tra case in granito, balconi in legno o ferro battuto e vicoli che sembrano sospesi nel tempo.

Il Carnevale gavoese non è solo una festa: è un'esplosione di musica e allegria, una tradizione che affonda le radici nei riti antichi in onore di Dionisio. Diverso da tutti gli altri carnevali della Barbagia, a Gavoi non troverete maschere tragiche né pantomime legate al mondo agro-pastorale: qui tutto è ritmo, tamburi e canti che trascinano grandi e piccoli. Si apre il giovedì grasso (il 12 febbraio) con "Sa Sortilla 'e Tumbarinos", il raduno dei tamburi costruiti a mano, che poi si trasformano in una lunga e vibrante sfilata per le vie del paese, animata fino a notte fonda. Il Carnevale continua tra canti, balli e danze tradizionali per tutto il fine settimana, fino al Martedì grasso, per chiudersi il Mercoledì delle Ceneri con un gesto simbolico: il segno della croce tracciato sulla fronte con il sughero bruciato. E mentre la musica riempie le strade, non mancano le prelibatezze locali da gustare, che rendono il Carnevale gavoese un'esperienza per tutti i sensi: colore, suono, sapore e tradizione che si fondono in un evento unico sull'isola. Quest'anno, il 6 e 7 febbraio Gavoi ospiterà il Carnevale del BIM Taloro, l'evento itinerante che dal 1997 unisce i tredici comuni del Bacino Imbrifero Montano in un percorso condiviso di valorizzazione delle maschere tradizionali e del patrimonio immateriale della Sardegna centrale.
