Morrovalle è un borgo marchigiano ricco di storia e tradizioni, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano per la qualità dell’accoglienza, la valorizzazione del patrimonio culturale e l’autenticità del territorio.
Adagiato tra le colline maceratesi, conserva un centro storico vivo, dove arte, cucina e memoria contadina si intrecciano, raccontando l’anima più genuina delle Marche.
Presentiamo tre piatti tradizionali che vi invitiamo a gustare quando visiterete il borgo.
Ciambelline tradizionali marchigiane
In un unico biscotto tradizionale ci sono 3 elementi fondamentali della cucina del territorio.
- olio extra vergine di oliva, sempre presente nelle case dei contadini perché era l'unica sostanza grassa che si potevano produrre da soli;
- anici, anche loro fondamentali nelle ricette locali per dare profumo e per realizzare la bevanda alcolica immancabile sulle nostre tavole, il Mistrà;
- vino cotto, vino da dessert, meditazione e per le celebrare le grandi occasioni come matrimoni, battesimi, fidanzamenti o la nascita di un bambino.
Il vino cotto nelle Marche si produce addirittura da 2000 anni, dai tempi dei Romani

Vincisgrassi alla maceratese: il piatto della festa
I Vincisgrassi sono una sorta di lasagna tradizionale che ha tra le sue caratteristiche la presenza di carni di bassa corte come anatre e pollame. Le carni sono rigorosamente tagliate a coltello. Il sugo rosso dove le carni cuociono prevede la presenza di spezie dolci e vino cotto, che viene usato anche nell'impasto per preparare la sfoglia. Si usa pochissima besciamella, almeno 7 strati di pasta e un velo di parmigiano sull'ultimo strato.
La "crosta" croccante che chiude lo scacco (porzione di vincisgrasso) è parte stessa del piatto, cucinato spesso in occasioni di feste e ricorrenze.

Zuppa di ceci, cicerchie, lenticchie, castagne e cavolo nero
I legumi avevano una fondamentale presenza nella dieta giornaliera delle famiglie contadine di un tempo. Le loro proteine nobili costituivano la quasi totalità di apporto proteico.
La carne, visti i costi e la penuria di animali, veniva mangiata solo nelle grandi occasioni.
Ceci, lenticchie e cicerchia erano coltivati, raccolti e conservati per essere consumati nei freddi inverni di un tempo.




