La storia di questa azienda agricola, immersa nel verde rigoglioso delle colline attorno a Camerino, sembra la trama di una puntata della famosa trasmissione radiofonica “Destini incrociati”. I suoi protagonisti sono Paolo Gasperoni e Marco Tomasi, nati a svariate centinaia di chilometri di distanza, hanno seguito percorsi di vita diversissimi, per poi ritrovarsi nelle Marche, vicino a Camerino, unendosi in una sinergia che è l’essenza della loro azienda.

Marco è trentino di origine ed ha lavorato come imprenditore nell’editoria, specializzato nella stampa, e ventidue anni fa decide di lasciare la sua regione d’origine per trasferirsi nelle Marche. Progetta e costruisce una barca a vela e assieme a sua moglie Laura e i figli Rebecca e Sebastiano gira il mondo per un anno e mezzo. Rientrato nelle Marche dà vita ad un’azienda agricola biologica con produzioni cerealicole e di piante officinali e l’allevamento di animali sia da cortile che ovini, dando poi vita, nel casale di famiglia, ad un agriturismo. Per potere lavorare al meglio segue dei corsi di erboristeria e poi si laurea in agraria ad Ancona. 

Dopo diversi anni di conoscenza con Paolo, durante un memorabile pranzo pasquale, gli propone di mettersi in società unendo l’attività agricola ad una, nuova, di trasformazione dei prodotti. Paolo proviene dal mondo della ristorazione ed ha gestito per ben ventidue anni un locale ad Ancona. Nel 2012 vende tutto ciò che possedeva nel capoluogo marchigiano e si trasferisce a Camerino. L’idea è quella, assieme a Marco, di produrre un alimento d’eccellenza che potesse inoltre avere sbocco su diversi mercati. "È così che nasce l’idea di realizzare un laboratorio di panificazione per la produzione impasti biologici per pizza, da vendere sia alla piccola distribuzione che alle pizzerie stesse" afferma Marco.

L’estrema cura per le materie prima, dai grani al lievito, e e per il processo produttivo permette la realizzazione di un prodotto unico, che oltre ad un gusto unico gode anche della migliore digeribilità – "Cosa che, purtroppo, molto spesso nelle pizzerie non accade poiché i ritmi di produzione sono tali da non garantire i corretti tempi di lievitazione e preparazione e la permanenza in cella frigorifera a 5°-6° fa sì che si formino delle lunghissime catene di amidi che poi richiedono moltissima acqua per essere digerite" prosegue Paolo. Le basi biologiche di Paolo e Marco sono sia di grano duro che integrale, come anche di farro e canapa.

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Testo: Nicola Patruno, a cura di Touring Club Italiano- Foto: Cesura / Luca Santese

Articolo realizzato nell’ambito del progetto RESTA! –finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese-Avviso n.1/2018