Non sempre involucro e contenuto vanno a braccetto. Specie nelle chiese. Alle volte a un esterno sobrio ed essenziale, corrisponde un interno ricco, abbondante di stucchi e cappelle laterali. Uno spaesamento che spesso riserva belle sorprese. È quel che succede quando si visita la Basilica di Sant’Antonino a Piacenza, dove, dal 3 ottobre, i volontari del Touring Club Italiano contribuiranno a curare l’accoglienza dei visitatori.
Vista da fuori la basilica con il suo profilo slanciato di mattoni rossi, appare come il trionfo del tardo romanico, con grande campanile e un chiostro ordinato, ma appena ci si avvicina all’ingresso dalla facciata settentrionale ecco il portale del Paradiso, un’aggiunta gotica del XIV secolo che cambia decisamente prospettiva.

Una volta dentro la sorpresa, il primo impatto è un’estetica baroccheggiante su un impianto architettonico romanico, testimonianza evidente che nel corso dei secoli la basilica, che è stata edificata nella prima metà dell’XI secolo su una pre-esistente basilica paleocristiana, è stata rimaneggiata più volte, con aggiunte di cappelle laterali e un’abside rettangolare.
Aspetto modificato un’ultima volta a inizio Novecento, quando nel tentativo di riportare la chiesa all’aspetto originale l’architetto Arata operò alcune demolizioni e ricostruzioni in stile neogotico. Una basilica tutta da scoprire, che conserva al suo interno affreschi seicenteschi di Camillo Gavasetti e un ciclo di dipinti dedicati alla storia di Sant’Antonino (di cui si conserva anche una reliquia) del pittore fiammingo De Longe.

Nella Basilica, che si trova nel centro della città, i volontari Touring accolgono i visitatori (dal 3 ottobre) ogni sabato dalle 12 alle 16. Non distante dagli altri luoghi Aperti per Voi, come la Chiesa di Santa Maria in Cortina che nel 2019 è stato il primo monumento della città aperto dai volontari TCI, che da allora hanno curato l’accoglienza di oltre 70mila cittadini e turisti in chiese – tra cui la basilica di San Francesco e la Chiesa di S. Eufemia – palazzi storici e luoghi di interesse culturale della città emiliana, come la Sala dei Teatini.
- Conviene perché entri a far parte di una comunità che crede nella cittadinanza impegnata arendere accessibili i siti culturali meno noti e nella rigenerazione dei territori meno battuti dal turismo