Un centinaio di dipendenti di Enel in questi mesi hanno accompagnato i volontari del Touring Club Italiano per garantire l'accoglienza a cittadini e turisti in 19 luoghi di interesse culturale di 12 diverse città di tutta Italia. Ecco che cosa hanno scoperto e com'è andata a Brescia.
Il Museo della Musica
(Testo di Berasi, Contarelli e Minniti)
Una perla che risuona non solo di note musicali, ma che produce la melodia affascinata dalla passione della signora Giancarla e del signor Luigi, che incontra e rapisce ogni visitatore. Grazie per regalare questa emozione storica.
Questo è possibile leggere sul libro degli ospiti da chi, durante la giornata ha scritto a memoria delle piacevoli ore passate all'interno di questo luogo, che chiamarlo museo è riduttivo; alle esposizioni di strumenti musicali si affianca un centro culturale e una biblioteca musicale che inducono il visitatore a passeggiare rapito tra spartiti di valzer viennesi, di opere e di concerti per svariati strumenti.
Più corretta è la definizione di museo dello strumento musicale: troviamo infatti una variegata collezione di strumenti di tutti i tipi e di tutte le epoche, compresi strumenti etnici, che con i loro colori e le loro forme coinvolgenti suggeriscono che il suono e la musica siano di fatto patrimoni universali, unendo in melodie e ritmi popoli di diverse culture.

Sei corde, una vita
Questo il titolo del libro dedicato al ricordo del fondatore Virginio Cattaneo che, con il suo impegno e la sua passione, si prodiga allo sviluppo della cultura musicale a Brescia. Sei sono le corde della chitarra, soggetto principe della collezione di strumenti musicali. Una vita, quella di chi ha contribuito e sta contribuendo attivamente al mantenimento e allo sviluppo del museo.
Il museo va vissuto con gli occhi per ammirare i molteplici strumenti esposti ed apprezzarne l'ingegno; con le orecchie: per sentire suoni e melodie che, da oggetti inanimati tramite semplici tocchi, si diffondono tra le antiche mura del palazzo; con le mani: perché questo museo ti permette di toccare, provare, prendere in mano gli strumenti per creare un coinvolgimento unico.
Unico, come sono uniche le piccole e grandi macchine musicali che tramite l'ingegno e la caparbietà di chi li ha a suo tempo inventati sono in grado di riprodurre melodie, voci e suoni che altro non sono che le antenate dei moderni jukebox e giradischi.
Passando da via Trieste potreste ascoltare un suono di pianoforte e affacciandovi nella biblioteca vedere lo strumento suonato da un musicista invisibile: un'altra magia di questo luogo.

Brescia – La Chiesa di San Cristo e la meridiana catottrica
(Testo di Ileana Paletti e Rosa Abaribbi)
Partecipare a una giornata di volontariato aziendale presso la Chiesa di San Cristo ha rappresentato un'esperienza culturalmente coinvolgente, capace di unire scoperta, partecipazione ed emozione.
La Chiesa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, dedicata all'Eucarestia, fu edificata a partire dal 1467 per volontà del movimento laico dei Gesuati.
Oltrepassato il portale, il visitatore viene immediatamente avvolto da un'esplosione di figure e colori che si estendono dalle pareti fino al soffitto, dando vita a un intenso racconto illustrato di fede e spiritualità. L'impressione è quella di trovarsi di fronte a un autentico compendio di teologia popolare, sul modello delle numerose "bibbie dei poveri" del Medioevo: un unicum artistico che le è valso la celebre definizione di "Cappella Sistina di Brescia".
Ma l'opera straordinaria che vi vogliamo raccontare riguarda un affascinante strumento storico per la misurazione del tempo che ha catturato la nostra attenzione nel chiostro adiacente alla chiesa, testimoniando l'ingegno e la sensibilità scientifica del passato.

La meridiana catottrica di Brescia
Un meraviglioso orologio solare del tipo a riflessione in cui le indicazioni sono date da un cerchietto luminoso anziché da un'ombra come invece succede nelle meridiane classiche. Uno specchio è collocato ed opportunamente orientato sopra l'asta di sostegno e permette ai raggi solari di riflettersi sulla volta del chiostro. Opera rara e di gran fascino e ingegno.
Ulteriori informazioni, come riportate presso la meridiana, permettono di comprendere non solo il suo funzionamento, ma anche il contesto storico e culturale in cui questo strumento veniva utilizzato. Le meridiane, per secoli, hanno rappresentato il principale mezzo di misurazione del tempo nella vita quotidiana, religiosa e civile, regolando le attività lavorative, i momenti di preghiera e l'organizzazione della giornata.
In particolare, la compresenza di diversi sistemi orari testimonia una fase di transizione significativa: l'ora italica, diffusa in Italia fino all'età moderna, era strettamente legata al ciclo naturale della luce solare e risultava particolarmente funzionale in un contesto agricolo e monastico; l'introduzione dell'ora francese o moderna, invece, riflette l'affermarsi di una concezione più uniforme e scientifica del tempo, legata ai mutamenti culturali e sociali tra XVIII e XIX secolo.
Le indicazioni dei mesi, dei segni zodiacali, degli equinozi e dei solstizi rivelano inoltre come la misurazione del tempo fosse profondamente connessa all'osservazione astronomica e al ritmo delle stagioni, confermando il ruolo delle meridiane non solo come strumenti pratici, ma anche come vere e proprie opere di sintesi tra scienza, arte e spiritualità, perfettamente inserite nello spazio architettonico del chiostro.
- Le linee rosse indicano l'ora "francese" o moderna: è il metodo che oggi utilizziamo, introdotto alla fine del XVIII secolo.
- Le linee nere indicano l'ora "italica da campanile": venivano usate prima dell'uso delle ore francesi. Le ore 24 corrispondevano a mezz'ora dopo il tramontar del sole. Questo metodo era comodo in quanto permetteva di conoscere quante ore di luce si avevano a disposizione prima che giungesse il tramonto.
- Le linee verdi indicano i mesi, i passaggi nei segni zodiacali e gli equinozi di primavera e autunno.
- Le linee tratteggiate indicano che in quel momento sono le 12 nelle località indicate nei fiocchetti.
- Il solstizio d'estate e quello d'inverno sono indicati rispettivamente dall'estremità della meridiana rivolta verso il cortile (linea di giugno) e da quella orientata verso la parete verticale interna al portico (linea di dicembre), a conferma di come questo strumento fosse concepito per dialogare costantemente con lo spazio architettonico e con il ritmo naturale delle stagioni.
Poter contribuire alla sua apertura e alla diffusione della sua storia è stato davvero gratificante. Partecipare a una giornata di volontariato aziendale presso la Chiesa di San Cristo ha significato intraprendere un percorso fatto di scoperta e partecipazione, in cui il tempo dedicato si è trasformato in un'esperienza capace di lasciare un segno duraturo, generando consapevolezza e rafforzando il senso di appartenenza.
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