Come si traduce un grande obiettivo europeo in scelte concrete per le città, i territori e il turismo? È la domanda da cui è partito il webinar "Ripristinare la natura per progettare il futuro: le opportunità della Nature Restoration Law", organizzato lo scorso 15 luglio dal Touring Club Italiano.

L'incontro rientra nel progetto Obiettivo Ripristino Natura, promosso da Lipu, Touring Club Italiano e WWF Italia con il sostegno di Fondazione Cariplo, nato per diffondere la conoscenza della Nature Restoration Law, il regolamento europeo sul ripristino della natura approvato nel 2024. Un tema che coinvolge una pluralità di soggetti — amministratori, progettisti, cittadini — e che con questo primo appuntamento il TCI ha voluto portare all'attenzione della rete di oltre 300 Comuni Bandiera Arancione.

Ad aprire i lavori è stato Massimiliano Vavassori, direttore del Centro Studi TCI, che ha inquadrato il progetto e il suo obiettivo di sensibilizzazione.

Paolo Siccardi, project officer di Fondazione Cariplo, ha raccontato l'impegno crescente della fondazione su biodiversità e ripristino ecologico, spiegando come la strategia non punti solo a sostenere singoli progetti ma a costruire un percorso più ampio, capace di affiancare le istituzioni nella definizione del Piano nazionale di ripristino della natura, che nei prossimi anni dovrà dare attuazione al regolamento europeo.

La parte più tecnica è stata affidata a Federica Luoni, responsabile del settore Habitat di Lipu, che ha illustrato perché la Nature Restoration Law sia uno strumento necessario di fronte a una natura europea in stato di degrado da tempo, e che cosa richieda concretamente agli Stati membri. Per i Comuni, ha spiegato, l'aspetto più rilevante riguarda gli ecosistemi urbani: il regolamento chiede innanzitutto di non ridurre spazi verdi e copertura arborea, per poi passare a un incremento delle superfici libere dal cemento attraverso depavimentazione, rinaturalizzazione e una gestione più attenta del verde.

Matteo Montebelli, responsabile Analisi e Pubblicazioni del Centro Studi TCI, ha spostato la prospettiva sul piano turistico, ricordando che natura e paesaggio non sono elementi accessori dell'esperienza di viaggio ma fattori centrali di attrattività. Se un territorio si impoverisce dal punto di vista ambientale, cambia anche la percezione dei visitatori: il ripristino della natura, dunque, non va letto come un intervento settoriale, ma come un investimento sulla competitività delle destinazioni, sulla vivibilità dei luoghi e sulla capacità dei borghi e delle aree interne di valorizzare la propria identità.

A chiudere il webinar è stato Giuseppe Roma, urbanista e vicepresidente del Touring Club Italiano, con una riflessione sulla progettazione urbana: la Nature Restoration Law, ha sottolineato, non va vista come un vincolo calato dall'alto, ma come un'occasione per ripensare spazi pubblici, consumo di suolo e verde urbano, con l'obiettivo di migliorare la qualità complessiva delle città. Anche interventi apparentemente semplici — aree parco, trincee filtranti, depavimentazione — possono generare effetti importanti, se inseriti in una strategia coerente e continuativa nel tempo.

Ripristinare la natura significa, in sintesi, costruire condizioni migliori per vivere, amministrare e accogliere: una base solida per lo sviluppo territoriale e turistico dei prossimi anni.

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