L'Alleanza Mobilità Dolce presenta proposte concrete per invertire lo spopolamento e valorizzare il patrimonio dei territori marginali attraverso la sostenibilità
I borghi e le aree interne italiane custodiscono un patrimonio straordinario di infrastrutture, viabilità, beni culturali e capitale umano e naturale. Risorse oggi sottovalutate che potrebbero invece diventare il motore di uno sviluppo sostenibile capace di invertire la tendenza allo spopolamento e contribuire alla crescita dell'economia nazionale.
È questa la visione emersa il 26 gennaio al Parlamento durante la presentazione del position paper "Mobilità dolce e sostenibile per lo sviluppo dei borghi e delle aree interne" dell'Alleanza Mobilità Dolce (AMODO). La mobilità dolce e sostenibile non è solo una questione di trasporti, ma un fattore abilitante per l'esercizio dei diritti fondamentali, per l'accesso ai servizi essenziali e per la possibilità stessa di abitare i territori interni.
L'incontro è stato introdotto dal Vicepresidente del Tci, Giuseppe Roma che ha sottolineato come "riguardo ai borghi ci troviamo in una fase ambigua. I documenti SNAI parlano persino di spopolamento irreversibile mentre la recente conferenza sul turismo sembra voler puntare tutto sull’Italia borghigiana ma senza contare su investimenti significativi. Per il Touring - ha continuato Giuseppe Roma - i borghi costituiscono l'identità più profonda della cultura italiana e costituiscono un valore decisivo sia sotto il profilo della competitività economica che il soft power geo- politico. Per questo vanno rafforzate le attività di tradizione come agroalimentare, artigianato residenzialità rurale e naturalmente turismo sostenibile".
Una crisi che richiede risposte strutturali
L'Alleanza ha rilanciato il dibattito nazionale sul futuro delle aree interne in una fase storica caratterizzata da crisi demografiche, ambientali e sociali profondamente intrecciate. Lo spopolamento, l'invecchiamento della popolazione, l'indebolimento dei servizi essenziali e l'acuirsi delle disuguaglianze territoriali pongono interrogativi strutturali sulle politiche finora adottate.
L'Atlante della Mobilità Dolce: uno strumento strategico
Un tema centrale dell'analisi riguarda l'accessibilità ai borghi e il nodo dell'"ultimo miglio". Le evidenze presentate da Francesco Marinelli (Borghi Autentici d'Italia) e Giulio Senes (Presidente Associazione Europea Greenways) mostrano come una parte significativa dei borghi italiani sia già oggi raggiungibile attraverso la combinazione tra trasporto ferroviario e mobilità attiva.
L'Atlante della Mobilità Dolce, promosso da AMODO e RFI, mette in relazione la rete ferroviaria attiva, i borghi e le principali infrastrutture della mobilità dolce – cammini, ciclovie, greenways e sentieri – offrendo una lettura integrata delle opportunità di accessibilità e intermodalità.
L'Atlante viene proposto come base conoscitiva per orientare la programmazione degli investimenti e superare interventi frammentari. In questa prospettiva, le stazioni ferroviarie possono svolgere un ruolo strategico come hub di accessibilità, interscambio e servizi.
Un ulteriore asse di riflessione riguarda il rapporto tra mobilità dolce e turismo. Il turismo lento, di prossimità e open air rappresenta una tendenza strutturale in crescita, da inserire però all'interno di una strategia più ampia che non faccia del turismo l'unico asse di sviluppo, evitando modelli estrattivi e fenomeni di overtourism.

Le nove proposte di AMODO
- Riconoscere la mobilità come infrastruttura di cittadinanza, assumendola come condizione abilitante per l'accesso ai diritti fondamentali e integrandola stabilmente nelle politiche per le aree interne
- Rafforzare il ruolo delle ferrovie locali e turistiche, attraverso il potenziamento e la riapertura delle linee, valorizzando le stazioni come nodi di accessibilità e interscambio
- Affrontare strutturalmente il nodo dell'ultimo miglio, promuovendo soluzioni flessibili e integrate costruite a partire dai bisogni reali delle comunità locali
- Costruire e manutenere reti integrate di mobilità dolce, connettendo ciclovie, cammini, sentieri e greenways ai borghi e ai servizi essenziali
- Utilizzare l'Atlante della Mobilità Dolce come strumento di policy, orientando la programmazione degli investimenti sulla base dell'evidenza territoriale
- Integrare mobilità dolce e turismo in una strategia di sviluppo locale equilibrato, capace di migliorare la qualità della vita dei residenti e sostenere le economie locali
- Garantire accessibilità e inclusione, progettando infrastrutture e servizi fruibili anche da persone con bisogni specifici
- Rafforzare il ruolo delle comunità locali, promuovendo governance partecipative e valorizzando il sapere territoriale
- Avviare una revisione pubblica della Strategia Nazionale per le Aree Interne, superando una logica di gestione passiva del declino