La St. Moritz della Calabria? Va beh, non esageriamo. Però un briciolo di verità c'è: magari per le sue casette in legno a listelli bianco e neri, che tanto ricordano le baite svizzere. Oppure per l'atmosfera da idillio montano che pochi si aspetterebbero di trovare in Calabria. O ancora, perché il suo sviluppo iniziò ai primi del Novecento, proprio mentre anche sulle Alpi fiorivano le stazioni turistiche.

Fatto sta che Villaggio Mancuso, nato sulla Sila Piccola a 1289 metri di altitudine come un centro di villeggiatura montana di eccellenza per le famiglie più benestanti di Catanzaro, conserva a tutt'oggi un fascino particolare. Lo ha raccontato anche il regista Gianni Amelio, nato e cresciuto a San Pietro Magisano, a soli dieci chilometri di curve stradali da Taverna: “Villaggio Mancuso a me appariva disegnato, come disneyano, con l'Albergo delle Fate attorniato da casette di legno colorato. Ma tutta la Sila Piccola a me ragazzo appariva come un cartone animato. Qui la natura è accogliente, serena, mai angosciosa. Una Svizzera, dice qualcuno, ma per niente sofisticata”.

Insomma, per quanto possa apparire incredibile, un villaggio con qualche decina di villette e di alberghi, e abitato stabilmente da appena 60 persone, si è imposto nell'immaginario dei calabresi come il luogo dell'idillio, della pace, di una Calabria che può dimostrare di essere “altra” rispetto a tanti luoghi comuni. Villaggio Mancuso, nella sua magnifica cornice di conifere, in vista sia dello Ionio sia del Tirreno, è un paradiso per gli sportivi, grazie alle sue numerose attrezzature; lo è per i pescatori, grazie alle trote e alle anguille dei fiumi Alli, Simeri e Tàcina e dei laghi Ampollino e Cecita; lo era un tempo d'inverno per sciatori senza troppe pretese, grazie alla micro stazione sciistica di Ciricillia, l'unica in provincia di Catanzaro, un solo skilift e appena due piste di appena un chilometro che scendevano dai 1400 metri del Monte Pietra Posta (oggi restano solo piloni arrugginiti e gli sciatori, con un'oretta di auto in più, devono spingersi almeno sino agli impianti di Villaggio Palumbo o di Lorica).

Villaggio Mancuso resta in ogni modo una base prediletta da escursionisti desiderosi di esplorare la Sila Piccola lungo i sentieri del Parco nazionale della Sila. Facilmente percorribili sono i sentieri della riserva naturale Poverella Villaggio Mancuso, area protetta di poco più di mille ettari istituita nel 1977: si trova vicino al Centro Visitatori “Antonio Garcea” a Monaco (zona limitrofa a Villaggio Mancuso), al cui interno il Museo Verde rende possibili attività didattiche. Da qui si cammina in leggero saliscendi nei boschi di pino laricio calabrese in formazione pura, fra ginestre dei carbonai e biancospini, alzando ogni tanto la testa per avvistare uno sparviero o un astore, consci che da queste parti ci sono anche i lupi ma che di lasciarsi vedere non ci pensano proprio.

Testo di Roberto Copello; foto in alto Comune di Taverna; foto Villaggio Mancuso giacomo64/flickr e flickriver; foto Centro Visitatori Garcea, parks.it.

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