Scopri il mondo Touring
  • Home
  • News Touring
  • Come saranno le vacanze degli italiani nell'estate 2021?

L'analisi del Centro Studi Touring

Come saranno le vacanze degli italiani nell'estate 2021?

di 
Centro Studi Tci
10 Giugno 2021
Il Centro Studi Tci realizza da nove anni l’Osservatorio vacanze per capire come cambiano i comportamenti di viaggio degli italiani. Tra l’1 e il 3 giugno scorsi è stata realizzata una survey on line con la nostra community composta da più di 300mila persone per cogliere le tendenze dell’estate 2021 che costituirà, con ogni probabilità, la stagione della ripartenza del nostro turismo. Sono stati analizzati i risultati di oltre 3.000 questionari.

 
Cosa preoccupa di più nell’estate 2021? Crociere, eventi e parchi divertimenti
Le progressive riaperture stanno consentendo nuovamente agli italiani di muoversi con una certa libertà e di poter finalmente ricominciare a viaggiare. Con quale spirito però si stanno approcciando al turismo? Per capirlo abbiamo chiesto alla nostra community di indicarci, su una scala da 1 (basso) a 5 (elevato), il livello di rischio percepito in alcune situazioni (Figura 1).

La notizia in assoluto più positiva è che, rispetto al 2020, tutte le situazioni sulle quali è stato possibile fare un confronto, registrano percezioni di rischio più contenute: soltanto andare in vacanza con gli amici o in gruppo non ha fatto registrare da un anno all’altro variazioni significative. Nell’estate 2021 ciò che sembra ancora critico è andare in crociera (3,4), nonostante l’impegno profuso da parte delle compagnie nel definire – già a partire dallo scorso anno – protocolli molto rigorosi. Continua a costituire fonte di preoccupazione anche partecipare a sagre, feste ed eventi (3,3) così come recarsi nei parchi divertimento (3,2).
 


Pronti a ripartire: il 71% della community Touring viaggerà sicuramente
La community Touring ha sempre dimostrato in modo evidente la sua forte vocazione al viaggio: storicamente, infatti, oltre il 90% si è concessa in questi anni almeno una vacanza nel periodo giugno-settembre. Nell’estate 2021, per quanto la situazione non si sia riallineata con la situazione pre-Covid, si registra un certo ottimismo, soprattutto se confrontata con il 2020 (Figura 2). Il 71% dei rispondenti afferma che farà “sicuramente” un viaggio (era il 49% nel 2020) mentre un altro 20% lo farà “probabilmente” (era il 32% lo scorso anno). Chi ha già scelto di restare “certamente” a casa è una quota molto bassa (3% contro il 6% del 2020) mentre il 6% ha risposto “probabilmente no” (era il 13% lo scorso anno).

Nel complesso, dunque, il 91% della community Touring ha un atteggiamento positivo nei confronti dell’estate mentre solo il 9% è rinunciatario. Le ragioni sono chiare: chi “sicuramente” o “probabilmente” starà a casa lo farà perché non intravede ancora le condizioni di sicurezza per viaggiare (40%).


Un atteggiamento responsabile sulle vaccinazioni
L’apertura a tutte le fasce d’età per la vaccinazione anti Covid-19 è coincisa con la tarda primavera e con i primi progetti di vacanze degli italiani alla prova della ripartenza. Il temuto rallentamento della campagna vaccinale per non rinunciare alle vacanze o, al contrario, la rinuncia al viaggio per la sovrapposizione tra partenze e richiami sembrano, da quanto emerge dalla survey (Figura 3), al momento scongiurate. Buona parte della community Touring (61%) ha già concluso le vaccinazioni o sa già quando effettuerà i richiami, quindi non ha grossi problemi a organizzare la vacanza. Un altro 28% è “attendista”, nel senso che pianificherà la partenza una volta che conoscerà le date di vaccinazione, mentre solo una quota residuale di persone (11% in totale) ha deciso di anteporre la vacanza al vaccino o pensa di non vaccinarsi affatto.



Anche nell’estate 2021 l’Italia sarà la destinazione preferita per il 91% dei viaggiatori
Il Bel Paese è da sempre la meta preferita delle vacanze estive dei nostri connazionali. Se di solito il rapporto Italia-estero espresso dalla community Touring era di circa 60-40, nell’estate 2021 continua ancora il trend impostosi lo scorso anno: il 91% (era il 94% nel 2020) infatti sceglierà una destinazione domestica rispetto a una quota contenuta (9%, era il 6% l’anno scorso) che andrà all’estero (Figura 4).



Se si continua a preferire l’Italia, emerge però una maggior propensione a viaggiare al di fuori della propria regione (78% rispetto al 68% del 2020) e ad avere già oggi le idee più chiare su dove andare (la quota di indecisi è del 12% rispetto al 18% dell’anno scorso). In lieve calo chi ha scelto di restare all’interno della regione di residenza: 10% rispetto al 13% del 2020 (Figura 5).

 
Voglia di mare e di montagna: luglio sarà preferito ad agosto
La ripartenza ha un certo impatto sulle preferenze degli italiani (Figura 6) e mostra anche i primi segnali di un “ritorno” al pre-pandemia: se il mare resta irrinunciabile in estate (51%, in crescita sia sul 2020 sia sul periodo pre-Covid), si conferma il successo della montagna (25%, ma in calo rispetto all’anno scorso quando si era attastata al 30%). Si riscontra poi una timida ripresa del turismo urbano (9% rispetto all’8% del 2020 ma ancora lontano dai dati del 2019 quando aveva raggiunto il 23%) che supera, seppur di poco, il turismo rurale e dei borghi (7%, in lieve calo sul 2020 quando si era attestato al 9%).
 
 
 
Per quanto riguarda il periodo delle partenze, si segnala un’inversione della classica stagionalità estiva: ci si concentrerà, infatti, perlopiù in luglio (36% rispetto al 34% del 2020 e al 30% del 2019) e in seconda battuta in agosto (32% rispetto al 59% del 2020 e al 36% del 2019) mentre la quota di chi sceglie giugno o settembre resta sostanzialmente invariata rispetto al periodo pre-covid, attorno al 14%. Questa rimodulazione, che anticipa di fatto il picco stagionale, potrebbe avere a che fare con i calcoli legati alle vaccinazioni che farebbero cadere proprio ad agosto i richiami per chi si vaccinerà tra la fine di giugno e la prima parte di luglio.
 
Si parte con il nucleo familiare ristretto, resta qualche timore per i gruppi allargati
Certamente la percezione dei rischi legati al Covid in vacanza è notevolmente diminuita ma permangono delle cautele rintracciabili, per esempio, nella scelta delle persone con cui partire (Figura 7). L’estate 2021 vedrà vacanze limitate al gruppo familiare convivente (68%, in crescita rispetto al 2019) a scapito di quelle allargate ad amici o ad altri parenti (17% rispetto al 18% del 2019) e a quelle composte soltanto da amici o da altri parenti (9% rispetto all’11% del 2019).



Ancora vacanza in auto (67%), ma torna a crescere l’aereo (11%)
La prevalenza dei viaggi domestici si riflette anche sulla scelta del mezzo di trasporto che vede una polarizzazione molto forte sull’auto (67%), anche se meno marcata rispetto al 2020 quando aveva superato il 70%. Parallelamente, torna a crescere la percentuale di coloro che utilizzeranno l’aereo (11% rispetto all’8% del 2020) anche se si tratta di un dato lontano dalla situazione pre-pandemica (Figura 8).



Torna a crescere l’ospitalità professionale, in aumento gli appartamenti in affitto, calano le seconde case
Se il 2020 è stato l’anno della riscoperta delle seconde case e delle abitazioni di famiglia, il 2021 – anche per quanto riguarda la ricettività – costituisce un segnale verso un parziale ritorno alla “normalità” (Figura 9): crescono infatti le preferenze per hotel e villaggi (39% rispetto al 35% del 2020) anche se sono ancora lontani dai dati pre-pandemia (49%), aumenta l’interesse per gli appartamenti in affitto (25%, percentuale superiore sia al 2020 sia addirittura al 2019). Cala parallelamente la quota delle seconde case (13% rispetto al 17% del 2020, ma pur sempre un dato doppio sul 2019) e quella dell’ospitalità di amici e parenti (3%) che torna ai livelli pre-Covid.
 
 
 
Resta forte il desiderio di vacanze poco affollate ma senza psicosi
Per tutte le tipologie di destinazione si conferma, anche per il 2021, che la stragrande maggioranza degli italiani sceglierà luoghi poco affollati (76%, come nel 2020). Ci si adegua dunque alla situazione contingente e il 39% (ma era il 48% lo scorso anno) dichiara che si baserà sul colore delle regioni per decidere dove andare (Figura 10). 


 
Aumenta, rispetto al 2020, la quota di persone che si è già informata o che ha prenotato alcuni servizi
Che l’estate 2021 sia all’insegna di un maggiore ottimismo rispetto a quella precedente è evidente anche dai comportamenti delle persone nella fase di pianificazione e prenotazione: a oggi il 73% dei rispondenti ha già cercato informazioni per scegliere la destinazione di viaggio (era il 59% nel 2020) mentre una quota inferiore (46%) conferma di aver prenotato alcuni servizi collegati alla vacanza, dato che l’anno scorso era di molto inferiore (appena il 28%).
 
Staccare la spina (38%) e occuparsi di salute e benessere (17%) sono le motivazioni per andare in vacanza nel 2021
La lunga prova cui gli italiani sono stati chiamati in questi ultimi 15 mesi ha modificato profondamente anche le motivazioni alla base del viaggio (Figura 11). Se prima della pandemia la voglia di conoscere e imparare cose nuove costituiva la spinta principale a partire, ora si tornerà a fare turismo soprattutto per staccare la spina (38%) e per curare la propria salute e il benessere psicofisico (17%).
 

 
Un’estate all’insegna dell’ottimismo (ma cauto)
La community Touring vuole tornare a viaggiare, e ciò emerge anche dal fatto che ben l’80% concorda con l’adozione del pass sanitario per garantire così una mobilità più sicura: solo il 10% è contrario e una quota analoga non è in grado di esprimere un giudizio. Traspare anche un forte realismo: se in pochissimi (3%) credono che l’estate 2021 possa essere a rischio per un incremento dei contagi a causa delle varianti, la maggior parte (57%) è convinta che saranno mesi molto simili a quelli dello scorso anno nei quali non ci potrà essere un “liberi tutti” ma si dovrà prestare ancora attenzione alla situazione. Il restante 40%, invece, crede che l’estate che inizierà a breve potrà essere decisamente migliore rispetto a quella 2020 grazie ai vaccini.
 
L’eredità di Covid-19? Una vita più digitale
Abbiamo infine chiesto alla community Touring in che modo questo periodo di pandemia abbia cambiato la vita delle persone: uno degli aspetti centrali è la maggior presenza del digitale nella quotidianità di cui il 68% dei rispondenti ha sottolineato i benefici percepiti. Altra innovazione, massicciamente introdotta e legata sempre al digitale, è quella dello smart working, effettuato dal 61% della community Touring under 60. Questa modalità di lavoro non vincolata dalla presenza in ufficio ha consentito ad alcuni (11%) di sperimentare anche il cosiddetto holiday working, ovvero una vacanza nella quale conciliare lavoro e svago che potrebbe costituire una nuova tendenza anche al di là della congiuntura di questi mesi.