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Viaggio alla scoperta delle sei città che si sfidano per ottenere il riconoscimento

Le candidate a Capitali europee della cultura 2019: Perugia

di 
Barbara Gallucci
9 Ottobre 2014

Nei prossimi giorni si decide chi sarà la città italiana scelta come capitale europea della cultura nel 2019 tra Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena. Per scoprire i progetti in lizza, per conoscere le idee proposte e per capire quali sono i punti forti di ciascuna candidata, siamo partiti per un viaggio in Italia alla scoperta delle magnifiche sei. Chi sarà la vincitrice? E voi chi scegliereste?

 

L'IDENTITÀ RISCOPERTA

Perugia con i luoghi di San Francesco d'Assisi e dell'Umbria. La candidatura coinvolge quindi non solo la città capoluogo, ma quasi l'intera regione. L'obiettivo si legge nelle prime pagine del progetto: “La città si candida per mobilitare tutte le sue energie e quelle del territorio circostante al fine di rispondere a una crisi di identità e di prospettive che la città vive a causa di molteplici fattori sociali ed economici”. Un lavoro condiviso quindi per rilanciare quella che spesso viene definita la bottega della cultura europea. Tra le sfide che gli umbri hanno in mente la volontà di invertire la deriva, la ripopolazione dello spazio urbano e l'enfatizzazione del patrimonio identitario della regione. Il motto si inserisce perfettamente in questa linea di pensiero: Seeding change, ovvero seminare il cambiamento. Elemento fondamentale il rafforzamento delle istituzioni universitarie, che per Perugia sono imprescindibili, anche per recuperare una reputazione positiva.

 

I SEMI GIUSTI

Perugia 2019 vuole prendersi cura del proprio patrimonio, gli antichi semi, innestandoli con nuove forme di produzione culturale e artistica, i semi dell'innovazione, al fine di disseminare e far cresce nuove comunità culturalmente evolute. Punto importante anche il dialogo tra le diverse generazioni che popolano la città. Dagli studenti, coinvolti in specifici programmi, agli anziani, che con le loro competenze e conoscenze della storia del territorio possono dare il loro contributo. La strategie elaborata punta anche alla valorizzazione delle peculiarità del modello di ospitalità umbro, così diverso da quello della vicina Toscana, ma anche, fino a ora, meno di successo e conosciuto. Perugia diventerebbe una sorta di living lab, un laboratorio vivente nel quale tutte le energie cittadine confluiscono nello stesso sforzo culturale e sociale.

 

TRE BUONI MOTIVI PER SCOPRIRLA (IN OGNI CASO?)

Un progetto intenso quello umbro, complesso e importante. Certo è che le motivazioni per fare un viaggio a Perugia e Assisi non mancano comunque.

 

- Visitare Perugia è come fare un viaggio nella storia: dalle aree archeologiche alle architetture medievali e Rinascimentali, ci si muove avanti e indietro nei secoli senza nemmeno fare troppi chilometri (solo tanti scalini). E che dire di Assisi? La capitale mondiale delle spiritualità è imprescindibile a priori.

- La cucina tradizionale umbra è veramente a chilometro zero e l'olio extravergine è uno dei migliori d'Italia

- I festival: da Umbria Jazz che si svolge ogni luglio dal 1973 a Eurochocolate, kermesse per golosi che si svolge in ottobre, fino al Festival del giornalismo (aprile) e alla Marcia per la pace che collega Perugia e Assisi (cadenza biennale a ottobre).

 

Info: www.perugia2019.eu/it

 

 
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