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Viaggio alla scoperta delle sei città che si sfidano per ottenere il riconoscimento

Le candidate a Capitali europee della cultura 2019: Lecce

di 
Tino Mantarro
7 Ottobre 2014
Nei prossimi giorni si decide chi sarà la città italiana scelta come capitale europea della cultura nel 2019 tra Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena. Per scoprire i progetti in lizza, per conoscere le idee proposte e per capire quali sono i punti forti di ciascuna candidata, siamo partiti per un viaggio in Italia alla scoperta delle magnifiche sei. Chi sarà la vincitrice? E voi chi scegliereste?
 
Quale scelta migliore per una capitale europea della cultura di un territorio che nella sua storia è stato sempre ponte tra culture diverse? Forti di quest'assunto tanto semplice quanto vero, Lecce (e Brindisi) lanciano la propria campagna verso il 2019. «Siamo una terra di confine, posta a una passo dai Balcani, dalla Grecia, dal Sud del Mediterraneo perché non partire da qui per Reinventare Eutopia?» spiegano: ovvero per ripensare, innovandolo, in concetto di Europa e il ruolo dei cittadini nella società. Un progetto ambizioso, certo. Ma senza ambizione difficile vincere.
 
UTOPIA SALENTINA
Parola d'ordine della corsa di Lecce2019 è innovare, aver la capacità e il coraggio di interpretare un sogno nuovo. «Per Lecce2019 reinventarsi vuol dire non accomodarsi sul valore del proprio patrimonio architettonico e artistico ma piuttosto riconoscersi, cogliere potenzialità, mettere in connessione, saltare la barriera dell'isolamento per attivare tra i cittadini un ciclo continuo di conoscenze, possibilità e modelli di crescita innovativi» spiegano gli organizzatori. Per far questo sono stati individuati otto temi, otto utopie per ripensare la città, la partecipazione dei cittadini, il ruolo degli artisti e non solo. C'è ARTopia in cui gli artisti diventeranno il mediatore tra linguaggi artistici diversi per coinvolgere la cittadinanza. TALENtopia per valorizzare il potenziale umano della città e favorire gli scambi. ESPERIENtopia per promuovere un nuovo modo di vivere un territorio rispettandone le abitudini; saperne di più sulle sue tradizioni.
 
TRE MOTIVI PER ANDARE COMUNQUE A LECCE
Certo, se dovesse vincere Lecce nel 2019 sarà interessante andare a scoprire come verranno tradotte in pratica le tante utopie che il comitato organizzatore vuole realizzare. Ma Lecce merita una visita anche per questi motivi.
- Piccolo, compatto, tortuoso, bellissimo. Il centro storico è il trionfo del barocco leccese: vicoli, piazze, chiese, balconi, hanno tutti un'armonia stilistica e cromatica legata alla pietra e alla mano dell'uomo
- La musica salentina. Tu vieni a ballare in Puglia, certo. Ma poi finisci che arrivi qua, nel cuore del Salento a farti stregare dalla taranta, ma anche dal raggae e dal rock
- Provare la cucina povera leccese, che altrove si direbbe di strada, ma di strada non è e a ben vedere neanche tanto povera: a partire dalla puccia, ovvero un grande e flagrante panino fatto con la pasta della pizza e ripieno di ogni cosa vi venga in mente
 
 
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E voi quale scegliete?

 

 
 
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