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Viaggio alla scoperta delle sei città che si sfidano per ottenere il riconoscimento

Le candidate a Capitali europee della cultura 2019: Matera

di 
Tino Mantarro
8 Ottobre 2014
Nei prossimi giorni si decide chi sarà la città italiana scelta come capitale europea della cultura nel 2019 tra Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena. Per scoprire i progetti in lizza, per conoscere le idee proposte e per capire quali sono i punti forti di ciascuna candidata, siamo partiti per un viaggio in Italia alla scoperta delle magnifiche sei. Chi sarà la vincitrice? E voi chi scegliereste?
 
Da città che sembrava chiusa su se stessa a città aperta. Aperta all'Europa, con cui vuole entrare in relazione per discutere di innovazione sociale e culturale. Perché a Matera credono che mettendo in comune sapere ed esperienze tutti possano crescere e migliorare. Per questo la città punta sul ruolo attivo del cittadino come operatore culturale e custode dei luoghi. Il claim di questo progetto? Open Matera. Perché l'innovazione culturale deve andare a braccetto con il necessario sviluppo tecnologico, meglio – neanche a dirlo – se open source.

PROGETTI PER CAMBIARE
Sono due i progetti culturali chiave su cui punta il comitato promotore Matera2019. Uno è l'istituto demoantropologico (I-Dea), un luogo dove arte e scienza si incontreranno a partire dagli archivi ovviamente condivisi che verranno messi a disposizione di chiunque voglia crearne cultura. L'altro è l'Open Design school, una struttura che vada come vada vedrà la luce e anzi punta a creare una nuova generazione di designer made in Basilicata che contribuiscano con le loro idee e i loro saperi innovativi alla buona riuscita di Matera2019. Ma nell'idea ogni progetto che verrà realizzato sarà comunque condiviso: ovvero nato ascoltando i bisogni della città e dei suoi cittadini e le idee che da questi emergono.

TRE MOTIVI PER ANDARE COMUNQUE A MATERA
Se non dovesse essere prescelta come Capitale della Cultura 2019 Matera ha dalla sua un patrimonio storico di bellezze tali che se uno non c'è mai stato dovrebbe comunque andare a vederla. Perché? Ecco tre buoni motivi tra i tanti.

- I Sassi. Da vergogna dell'Italia a Patrimonio dell'Unesco. Ipogei, chiese rupestri, cantine, stanze, stanzette, piazze e cantoni che un tempo neanche troppo remoto erano – parole di Alcide De Gasperi – «la vergogna nazionale» dal 1993 sono un vanto tutelato dall’Unesco.
- Arte contemporanea a Matera, davvero? Sì, certo. Perché no? Andate a vedere il Musma, il museo della scultura contemporanea ricavato a Palazzo Pomarici. Ovviamente essendo a Matera è anche un museo nei Sassi, visto che alcune sale sono ricavate negli ipogei scavati.
- Ogni città ha la sua festa patronale, è vero. Ma provata ad andare a Matera il 2 luglio. Quel giorno si festeggia la Madonna della Bruna: un'esplosione di gioia, fede, devozione e violenza. Quella con cui alla fine della sfilata per le vie cittadine viene distrutto il Carro trionfale che ha trasportato la statua della Bruna per tutta la giornata.

Info: www.matera-basilicata2019.it


 
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