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La meno conosciuta delle vie che portano in Galizia nel racconto del nostro inviato

In cammino verso Santiago di Compostela, sulla Via de la Plata/1 - Da Mérida a Alcuéscar

di 
Fabrizio Ardito
7 Aprile 2016
Fabrizio Ardito, autore di numerose guide Touring, camminerà per 30-35 giorni sulla meno conosciuta delle vie che portano a Santiago di Compostela, la Via de la Plata. Per tutto aprile troverete su questo sito il racconto in diretta del suo viaggio. Seguiteci numerosi!

Introduzione - In cammino verso Santiago di Compostela, sulla Via de la Plata
Tappe 1 e 2 - Da Merida a Aljiucén, da Aljiucén a Alcuéscar
Tappe 3 e 4 - Da Alcuescar a Valdesalor, da Valdesalor a Casar de Caceres
Tappe 5, 6 e 7 - Da Casar de Caceres a Canaveral, da Canaveral a Riolobos, da Riolobos a Carcaboso
Tappe 8, 9 e 10 - Da Carcaboso all'Hostal Asturias, dall'Hostal Asturias a Baños de Montemayor, da Baños de Montemayor a Fuenterroble de Salvatierra
Tappe 11 e 12 - Da Fuenterroble de Salvatierra a Merille, da Merille a Salamanca
Tappe 13, 14  e 15 - Da Salamanca a El Cubo del Vino, da El Cubo del Vino a Villanueva de Campean, da Villanueva de Campean a Zamora
Tappe 16, 17 e 18 - Da Zamora a Montamarta, da Montamarta a Granja de Moreruela, da Granja de Moreruela a Benavente
Tappe 19, 20 e 21 - Da Benavente a Alija del Infantado, da Alija del Infantado a La Baneza, da La Baneza ad Astorga

Tappe 22, 23 e 24 - Da Astorga a Foncebadon, da Foncebadon a Molinaseca, da Molinaseca a Ponferrada
 
“Un viaggio comincia quando metti i piedi per terra”, ha scritto non ricordo più in che libro Erri de Luca. E quindi, da dove far partire questo racconto? Dall’aeroporto di Siviglia, battuto da una pioggia travolgente, o dalla stazione di Mérida, dove sono sbarcato dopo quattro ore di viaggio attraverso un paesaggio di colline minerarie che sfumano nella grande piana dell’Extremadura? Comunque sia, anche sotto alla pioggia battente, Mérida riesce comunque ad affascinare, con i grandiosi resti della città romana che Augusto volle per ospitare i coriacei veterani delle sue legioni Aludae e Gemina.

L'INIZIO DEL CAMMINO
La mattina seguente, rallegrato dal sole e dalla tramontana che ha spazzato via le nuvole e arruffa le piume delle cicogne che abitano in un enorme nido umido sul tetto del Ayuntamiento, inizio a camminare con il mio fidato zaino seguendo con un certo orgoglio (anche calcistico) via Roma, fino alle rive della Guadiana, attraversata da un grandioso ponte antico composto da 60 arcate.

Qui, un pilastrino solitario indica l’inizio della Via de la Plata, il cammino di pellegrinaggio a Santiago che ricalca il tracciato della via romana che, partendo da qui, giungeva ad Asturica, cioè la moderna Astorga.

Sono così contento (o distratto?) che perdo immediatamente le frecce gialle che mi dovrebbero condurre fuori dalla città. Ma è il mio primo giorno on the road, quindi non mi dispero e, dopo aver seguito uno stradello fangosissimo indicatomi da un cortese netturbino, ritrovo la retta via. Cioè la pista ciclabile verde pistacchio che mi conduce in qualche chilometro all’embalse de Proserpina. Le onde si alzano sulle acque del lago artificiale, chiuso a valle da una delle più imponenti dighe degli architetti dell’epoca dell’impero dei Cesari.

UN CUBO PER SEGUIRE LA VIA
Sulle rive non c’è nessuno, mentre cammino in cerca di un caffè. Poi, con un colpo di fortuna incontro un chiosco dove il simpatico gestore mi fornisce una misteriosa bevanda calda, mentre svuota decine di bacinelle riempite nella notte dalle perdite del soffitto.

Più avanti, il paesaggio diventa magico: un ruscello è segnato dalle sagome delle cicogne che fanno colazione e le ginestre stanno fiorendo ovunque. Lasciato l’asfalto, si prosegue su un sentiero battuto che mi porta a incontrare il primo cubo. Da queste parti, per segnare i punti chiave della via, hanno inventato dei cubi di cemento con il simbolo della via, dipinto di giallo per rispetto alla flecha amarilla della lontana Santiago.

Superata la chiesetta gotica di El Carrascalejo (nella foto), dove mi fermo a fare due chiacchere con due spazzini (ma sono ovunque?), passo davanti a un albergue nuovo di zecca. Poi finalmente raggiungo la meta della mia prima e breve tappa: Aljiucén, con la chiesa di San Andrés dove, per la prima volta, appare sulla facciata il rilievo di San Giuacomo il Maggiore.

Nell’albergue, affollato come sempre di panni stesi, scarponi e nordeuropei paonazzi che si crogiolano al sole, a un certo punto si materializzano un ragazzo e una ragazza, con due biciclette, un rimorchio e due bambini. Sono russi, e mentre Ivan ha appena compiuto quattro anni, la piccola Natalia non ne ha ancora uno. La sera, tra il russare dei miei compagni di camerata, a un certo punto sento, lontana, una ninna nanna in russo. Dolcissima e ben strana in questo luogo.

LE RONDINI IN CAMERA
Fa freddo la mattina seguente, mentre esco dal borgo per scendere sulle rive del Rio Cornalvo, e la brina ha imbiancato le piante sulle rive. Attorno, a perdita d’occhio, querce, mucche infreddolite e pietroni di granito. Quella verso Alcuéscar è una tappa severa: corta ma senza neanche un bar, un caffè o una panchina. Come talvolta (non sempre) accade, le gambe mi assistono con entusiasmo e quindi mi trovo in testa a un composito serpentello di tedeschi, francesi e spagnoli diretti alla stessa meta.



Più il sole si alza e più la temperatura sale e, dopo circa 5 ore raggiungo la statale all’entrata di Alcuéscar, proprio davanti all’ingresso dell’albergue, la cui camerata e le cui docce bollenti si trovano all’interno di un monastero. Il cui scopo è l’assistenza a una comunità di disabili alloggiati in una costruzione adiacente. I contrasti, come spesso accade nel curioso mondo dei cammini diretti a Santiago, sono forti. Con la musica del bar (Zucchero, Baila Morena) che entra dalle finestre del convento, che decidiamo di chiudere a causa di un enorme numero di rondini che volteggiano a un palmo dai nostri letti.
 


INFORMAZIONI
Touring Club Italiano ha pubblicato tre volumi sul Cammino di Santiago:

- la nuova Guida verde "Il cammino di Santiago" (edizione 2015), con oltre 100 immagini, la cartografia Touring con il consueto dettaglio e 670 indirizzi utili; 

il taccuino "Il cammino di Santiago", compagno ideale di viaggio, su cui controllare la via di ogni giorno e dove scrivere note, pensieri, telefoni e ricette.

- il libro "Peregrinos" di Fabrizio Ardito, racconto del cammino in 33 giorni lungo il Cammino di Santiago nella sua versione più celebre, quella che parte dai Pirenei e attraversa il nord della Spagna.

Tutti i volumi si possono acquistare sul sito web www.touringclubstore.com, a prezzi scontati per tutti e soprattutto per i soci Tci.