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VISITA ALL'ORATORIO DI SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA

Fabio Rocca
Sabato, 9 Novembre, 2019

ORATORIO DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA

“Sabato 9 novembre 2019 - raduno alle 10,00 in via Monteleone all’Olivella”

a cura di Serena Gentile

“Saremo in tanti anche questa volta, potresti darmi una mano al momento dell’accoglienza?”

Come dire di no al nostro amato Console? Risultato: alle 9,30 della mattina, nonostante un tempo da lupi (o quasi!!) ero pronta, insieme con la paziente consocia Renata, a consegnare una cinquantina di auricolari ad altrettanti visitatori in arrivo. L’atrio interno dove attendiamo l’arrivo dei nostri compagni è impreziosito da una deliziosa fontana, sfortunatamente asciutta, la cui presenza rimanda a tempi migliori. Si accede all’Oratorio attraverso un vestibolo dove sono esposti, in apposite vetrine, mantelli e simboli dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme del quale l’Oratorio è sede dal 1941; molte delle opere di recupero, che ci consentono ancora oggi di godere delle bellezze artistiche di questo sito, sono dovute alla generosità ed all’impegno delle Dame e dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Ci fa da cicerone il Cavaliere Lo Monaco che, durante la sua luogotenenza, ha avuto modo di guidare e sovrintendere le opere di recupero. L'oratorio di Santa Caterina d'Alessandria si trova nel quartiere dell’Olivella dove, secondo quanto narra la tradizione popolare, il conte Sinibaldo de’ Sinibaldi, padre di Santa Rosalia, possedeva una villa in cui abitò, da fanciulla, la Santuzza. È stato recuperato un pozzo di Santa Rosalia nel luogo ove, presumibilmente, sorgeva casa Sinibaldi. All’interno dell’oratorio i magnifici stucchi sono opera di Procopio Serpotta, figlio naturale di Giacomo, membro della confraternita di Santa Caterina. Ogni finestra dell'oratorio ha il timpano arricchito da putti che sostengono targhe e medaglioni. Sulle mensole della controfacciata sono assise le statue raffiguranti la Sapienza (identificata proprio con santa Caterina d'Alessandria, nota per il suo "sapere", patrona di artisti e sapienti) e la Scienza. Gli stucchi raffiguranti astrologia e dialettica, etica e fisica, geografia e geometria, retorica e teologia trovano alloggio nelle nicchie ricavate alle pareti. Le virtù cardinali carità, fede, speranza e fortezza vengono raffigurate sui bassorilievi dei medaglioni posti sulla volta. Ai lati dell'arco trionfale delimitante il presbiterio altri stucchi raffiguranti santa Oliva e santa Ninfa, patrone della città insieme con santa Rosalia e sant'Agata le cui statue fiancheggiano l'altare maggiore. Manca la statua di Santa Cristina, sebbene anche lei patrona della città. L'affresco della volta, di Antonio Grano, raffigura Santa Caterina in Gloria, ultima opera condotta dall'artista. Sul dossale dell'elegante altare il Martirio di Caterina del 1609, di Giuseppe Salerno detto lo Zoppo di Gangi; sulle spalliere degli scranni lignei, ove i confratelli si sedevano per assistere alle cerimonie, sono dipinte le quattrodici tavole ellittiche che raccontano le storie della Santa martire. Sul paliotto ligneo è realizzato, a rilievo dorato, il sacrificio di Isacco. Particolarmente prezioso è lo scranno di mogano riservato ai Superiori della Compagnia addossato alla controfacciata, in legno intarsiato con avorio e madreperla. Nella controfacciata è ricavato il coro con loggia, all'interno del quale è custodito un settecentesco organo ligneo dipinto, che è stato di recente restaurato. Sfortunatamente dopo il restauro sono scomparse le canne lignee originarie del diciottesimo secolo. Lo splendido pavimento in marmi policromi, con disegni di figure geometriche e, al centro, una stella ad otto punte è perfettamente conservato. Al termine della interessante presentazione il nostro ospite ci ha ricondotto nel vestibolo dove abbiamo potuto ammirare il settecentesco portone ligneo finemente lavorato che costituiva l'ingresso principale. Passati quindi ai distinti saluti, abbiamo sciolto la compagnia sicuri che, ancora una volta, sia stato aggiunto un tassello prezioso al bagaglio delle nostre conoscenze.