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DA PORTA NUOVA AI QUATTRO CANTI

Fabio Rocca
Giovedì, 3 Giugno, 2021

Da Porta Nuova all’Ottagono del Sole 3/6/2021

Di Anna Piscitello

 

Che bello!!! Finalmente si ricomincia ( scusate l’entusiasmo, ma è sincero).

Iniziamo da Porta Nuova, con la nostra guida specializzata Cirincione Sara che darà un taglio etnografico-esoterico alla nostra passeggiata.

La porta nella sua stesura attuale, che risale al 1668, data incisa  nella facciata interna, fu fatta costruire dal vicerè Marco Antonio Colonna e dedicata a Carlo V,che  la attraversò nel 1535 per entrare a Palermo reduce dalla conquista di Tunisi.

Tra le decorazioni troviamo elementi che  si collegano alla casata dei Colonna , come la colonna sul pilone di  sinistra , le sirene bicaudate nella trabeazione sopra i mori e i draghi. Ma l’elemento decorativo che mi affascina  di più sono i quattro mori; quando passavo sotto la porta da piccola ne ero molto colpita; perché mi domandavo due hanno le braccia mozze?e gli altri due legate?

Sono i mori sconfitti da Carlo V nella battaglia di Tunisi,  che assieme alla successiva battaglia di Lepanto, del 1571, segna un momento cruciale nella storia perché diventa simbolo della vittoria della cristianità sull’ Impero Ottomano. Come elemento decorativo si ricollegano ai Telamoni, che troviamo nella valle dei Templi di Agrigento. Sotto i mori troviamo una decorazione così detta a“nodi” formati da un nastro che si intreccia su se stesso e non ha né   inizio né fine. I nodi simboleggiano l’unione dell’elemento umano e di quello divino. I nodi nelle loro varie forme : nodo di Salomone, nodo di San Giovanni, nodi ripetuti a formare una  treccia sono un elemento decorativo molto diffuso a Palermo e anche altrove. Nodi che legano e sciolgono, nodi simbolo di un legame eterno, nodi con significato apotropaico, nodi e trecce che proteggono i bambini.

Una treccia di nodi ci porta a villa Bonanno ,che prende il nome dal sindaco di Palermo Pietro Bonanno, che nel 1905 riqualificò il piano antistante il Palazzo dei Normanni .

Troviamo la treccia di nodi come cornice di due mosaici, che risalgono al III secolo AC.  Osserviamo , attraverso le cancellate, che li circondano, uno dei due mosaici che rappresenta la caccia di Alessandro , un altro mosaico detto delle Quattro Stagioni, fu staccato e  si trova al museo Salinas.

Ci fermiamo davanti la Cattedrale, che dirvi, io resto sempre stupefatta davanti a questo monumento pensando alle sue innumerevoli trasformazioni.  Nasce come Cattedrale–fortezza , caratterizzata da quattro torri angolari, fatta costruire dall’Arcivescovo  Gualtiero Offamilio, consigliere di Guglielmo II re di Sicilia. Il suo aspetto volumetrico originario e di stile arabo-fatimida, doveva ricordare molto la struttura del Palazzo della Zisa; sui quattro lati del tetto originariamente dovevano esserci  i camminamenti per le guardie e i due arconi che la collegano al Palazzo Arcivescovile dovevano essere anche essi dei passaggi, per permettere alle guardie di controllare il palazzo. Questa la tesi del prof. Bellafiore, grande studioso di Palermo. L’equilibrio stilistico e volumetrico originario viene sconvolto dalla costruzione della cupola neoclassica  e dalla costruzione del portico laterale voluto dall’arcivescovo Simone da Bologna nel 1453, nuovo ingresso monumentale che si affaccia sul piano della cattedrale. Questi cambiamenti,assieme a numerosi altri, dovuti ai mutamenti del gusto e della sensibilità artistica ne fanno un monumento unico nella storia dell’arte.

Nel giardino antistante  la cattedrale ci aspetta una piccola sorpresa, qualcosa di insolito inciso sulla pietra, una “Triplice Cinta”, tre quadrati concentrici legati da elementi di intersezione perpendicolari, elemento decorativo  legato ai Cavalieri Templari, che aveva una triplice funzione:

funzione ludica, per giocare a Filetto;

funzione simbolica, forse elemento di riconoscimento degli appartenenti all’ordine dei Cavalieri Templari;

funzione religiosa legata al cristianesimo, infatti potrebbe essere una rappresentazione della Santa Trinità, sormontata da una croce mentre i 4 quadranti rappresenterebbero i quattro evangelisti, con una funzione simile ai cristogrammi, molto diffusi durante le persecuzioni cristiane.

Continuiamo lungo Via Vittorio Emanuele e a Piazza Bologni passiamo davanti la statua di Carlo V, altro omaggio di Marcantonio  Colonna; l’imperatore è rappresentato nelle vesti  di  un imperatore romano con toga e corona di alloro, nel basamento elementi decorativi che si collegano ai Colonna.

E infine arriviamo all’Ottagono del Sole, l’incrocio fra via Maqueda e Via Vittorio Emanuele; se ci mettiamo al centro della piazza notiamo che la base è un ottagono in cui si può iscrivere un cerchio, che vediamo in alto sopra le nostre teste. Ottagono e cerchio simboli esoterici che si ricollegavano al concetto della quadratura del cerchio, e quindi forse alla riunificazione tra umano e divino?

Spero di non avervi annoiato e spero che la partecipazione alla prossima uscita sia più numerosa.

Coraggio dobbiamo ricominciare!!!!

 

Anna Piscitello