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CONOSCI PALERMO: LE CISTERNE SOTTERRANEE DI PIERLUIGI NERVI

Fabio Rocca
Sabato, 26 Giugno, 2021

CONOSCI PALERMO

LE CISTERNE SOTTERRANEE DI PIER LUIGI NERVI A PALERMO

di Giulia Argiroffi

 

Esiste a Palermo un luogo segreto e magico, custodito all’interno del parco urbano storico della Favorita, un luogo sconosciuto per quasi un secolo, nascosto nel sottosuolo ai piedi di monte Pellegrino, icona cittadina, che aspetta di essere raccontato e vissuto: un lungo percorso che collega tra loro e con il porto, 12 enormi cisterne sotterranee progettate dal grande ingegnere Pier Luigi Nervi.


Pier Luigi Nervi, protagonista indiscusso nel panorama del 900 italiano della tecnica e dell’architettura, rispetto al quale la storiografia e la critica sono oggi ancora in debito, elaborò nel 1935, per la Marina Militare, il progetto prototipo per cisterna sotterranea tipo Ingg. Nervi e Bartoli in calcestruzzo armato per l’immagazzinamento di combustibile, che realizzò a Palermo in 12 esemplari, sopravvissuti ai bombardamenti del 1943 e, coperti da segreto militare, giunti fino a noi, inconsapevoli custodi di un tesoro dal valore incommensurabile.

L’area occupa una posizione che, durante il secondo conflitto mondiale, risultava strategica: era infatti baricentrica tra il porto, ed in particolare l’estremità settentrionale che ospitava, sul molo Santa Lucia, lo scalo degli idrovolanti, l’aerostazione della Favorita (nell’area dell’attuale ippodromo comunale) e il campo di volo di Mondello.

Ciascuna delle 12 cisterne palermitane è impostata su pianta circolare con diametro di 32 metri e una selva di ventidue colonne sorregge la copertura a una vertiginosa altezza interna di 16 metri e mezzo. 

La capacità di ogni serbatoio è così di 30.000 metri cubi di combustibile.

Il ritrovamento e l’attribuzione di paternità, avvenuti durante i miei anni di ricerca universitaria, mettono in luce il ruolo che queste strutture posseggono rispetto alla storia dell’architettura e rispetto al brano di storia della seconda guerra mondiale che raccontano, imponendosi a chiedere nuova consapevolezza per loro stesse e per le vicende che attorno si sono sviluppate.

Il progetto World War Two Memory Museum, promosso dal comitato WWIIMM, vuole recuperare e restituire alla comunità, il patrimonio dall’incommensurabile valore storico e artistico e dalle innumerevoli implicazioni storiche e tecniche che il sistema delle cisterne e dei cunicoli di collegamento rappresenta.

Si tratta di spazi che, pur non essendo stati pensati per essere visitati, lasciano estasiato il visitatore, generando emozioni profonde e meritando di essere aperti e vissuti dal più ampio pubblico.

Così come l’esigenza consolidata di valorizzare il parco della Favorita, all’interno del quale il sistema delle cisterne è inglobato e che fino ad oggi è stato custode inconsapevole del suo tesoro, il progetto di museo conferisce al parco nuova linfa, per una fruizione più consapevole e qualificata senza intaccarne l’aspetto naturalistico vincolato.

Necessaria è anche la riflessione sul ruolo che la Sicilia ha ricoperto nell’evoluzione degli eventi del secondo conflitto mondiale: è stato il primo lembo di Europa ad essere liberato il 10 luglio 1943, segnando di fatto l’inizio della fine del conflitto.

Insieme ai suoi protagonisti, la storia passa anche da Palermo, liberata delle armate di George Patton, impressa nelle fotografie di Robert Capa, trasformata delle architetture di Pier Luigi Nervi.

Sono proprio le architetture militari di Nervi realizzate a Palermo a dare vigore e concretezza al progetto del museo siciliano della seconda guerra mondiale: un tesoro architettonico con tutte le sue implicazioni culturali.

Il progetto WWIIMM propone la conversione degli spazi ipogei delle cisterne militari di Pier Luigi Nervi in museo della memoria della seconda guerra mondiale. 

Un museo che sappia restituire testimonianza degli avvenimenti in una modalità nuova, che sia rispettosa di tutti i protagonisti a qualsiasi livello coinvolti, affidando ad ognuna delle potenze belligeranti la bonifica, la progettazione e la gestione di un padiglione tematico, corrispondente ad una cisterna, per potere raccontare la “propria storia” della guerra e dando vita così ad un racconto corale, multiplo, che restituisca al fruitore una prospettiva nuova, sintesi di una immersione nel racconto soggettivo di ogni protagonista.

La cornice di questo racconto è un luogo militare riconvertito, un luogo suggestivo, congelato nel tempo, che della storia che conterrà e racconterà è parte.

Si tratta di una grande occasione per la città di Palermo e per la Sicilia, scenario del più grande sbarco anfibio, primo lembo d'Europa ad essere liberato segnando l’inizio della fine del conflitto.

L'importanza strategica e culturale del museo risiede nel mettere insieme tutti i paesi in un unico progetto, concedendo assoluta libertà narrativa ed espositiva per raccontare la propria versione soggettiva della guerra, attraverso fotografie, materiali, mezzi originali e ricostruiti, disegni, mappe, reperti, cimeli, filmati, opere d'arte, libri, insieme strumenti e oggetti tesi al racconto coerente con la propria coscienza spirituale, con la distanza temporale dagli eventi e capace in ultimo di unire nonostante la durezza del tema.

Le storie della seconda guerra mondiale, nonostante i fiumi di inchiostro dedicati, mantengono aperta l’esigenza di comprensione e pretendono ancora memoria da custodire.