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Archivio Storico, bagno ipogeo di Palazzo Marchesi e Catacombe paleocristiane di San Michele Arcangelo

Fabio Rocca
Mercoledì, 24 Gennaio, 2018

Domenica 21 gennaio si è svolta la visita del Club di territorio di Palermo del TCI all'antico Archivio Storico di Via Maqueda, al Palazzo Marchesi e alle catacombe sotto la Biblioteca Comunale. Quasi cinquanta partecipanti, grazie alla sapiente guida della dottoressa Eliana Calandra, che ne è la direttrice, hanno potuto conoscere ed apprezzare la bellezza e l'importanza di questo edificio. L'archivio è ubicato nei locali che furono convento della adiacente Chiesa di San Nicola da Tolentino e, prima ancora, Moschea della comunità ebraica esistente a Palermo sino al 1492. In quella data, infatti, gli ebrei furono espulsi da Palermo per volontà del re Ferdinando il Cattolico. 
L'Archivio nacque nel 1865 per contenere i documenti riguardanti la vita della città e la direzione fu affidata, nel 1866, al giovane ed efficace Fedele Pollaci Nuccio che intraprese l'immane lavoro di classificazione del materiale esistente.In seguito e in conseguenza si pose la necessità di un ampliamento dei locali e, nel 1879, il progetto fu affidato ad un ingegnere palermitano, Giuseppe Damiani Almeyda.
Almeyda realizzò l'immensa Aula Grande dal soffitto ligneo sostenuto da quattro enormi pilastri e dalle pareti interamente rivestite da scaffalature.Una scala a chiocciola conduce ai vari ballatoi forniti di leggii per permettere, in loco, la consultazione dei testi.
Preziosi testi che testimoniano la vita di Palermo nel corso di sette secoli di storia, dalla fine del Duecento alla metà del Novecento. L'attigua sala rettangolare, detta Sala delle Finanze, è dedicata al primo direttore, Fedele Pollaci Nuccio, la terza, detta dei Lucernari, contiene documenti civici.
Completata la visita, i partecipanti divisi in due gruppi, si sono trasferiti a Palazzo Marchesi uno e alle catacombe dei sotterranei della Biblioteca di Casa Professa l'altro. Per scambiarsi il percorso successivamente.
A Palazzo Marchesi si è ammirato il bagno ipogeo, ritenuto di esclusiva pertinenza femminile, che utilizzando l'acqua corrente del fiume Kemonia permetteva i bagni purificatori, la grande vasca di raccolta dell'acqua piovana che tra l'altro in periodo bellico servì come rifugio antiaereo. Alle Catacombe paleocristiane di San Michele Arcangelo, nei sotterranei della Biblioteca comunale si è preso atto di uno straordinario complesso contenente nicchie e sepolture e in una parete, forse un altare, dove si racconta ci fosse una effigie di una Madonna, dipinta da un sacrestano che pianse dopo che questi avendo profanato inutilmente alcune tombe alla ricerca di preziosi, fuggì con il ricavato delle elemosine raccolte per mezzo del dipinto.