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Perché proprio la Collezione Piloni

Franco Sardi
Lunedì, 28 Gennaio, 2019

Quasi un anno fa ci siamo lanciati in una visita, forse un po' irrituale, al caseificio Argiolas di Dolianova e al salumificio Su Sartizzu di Monastir.

Con quella mattinata noi Consoli cagliaritani abbiamo voluto far nascere un percorso all'interno della nostra identità.

Colori, sapori, storia della Sardegna meridionale accompagnano tutta la nostra vita e ci sono così comuni che non li avvertiamo quasi più.

Eppure costituiscono la nostra identità, il nostro vissuto, hanno fatto di noi quel che siamo.

Per questo a fine estate abbiamo visitato il Santuario di Bonaria, da quasi sette secoli un presidio imprescindibile delle coscienze di tutti i sardi, credenti e non, ma anche uno vero scrigno della cultura materiale sarda. Ex voto, oggetti, mummie che attestano una storia complessa assai poco studiata e ancor meno percepita.

In entrambe le giornate, i Consoli hanno scelto di lasciare la parola a chi fa vivere quotidianamente i tre siti: i loro saperi, le loro esperienze sono diventate il patrimonio di tanti Soci entusiasti e per questo ringraziamo Lorenzo, Roberto, Nicola e tutti gli altri per la loro disponibilità e attenzione.

Il 15 febbraio faremo un altro passo, visiteremo la Collezione Luigi Piloni dell'Università di Cagliari.

Anche questa volta, lo stile Touring ci imporrà di affidarci a chi la rende viva e ne fa un elemento imprescindibile del sistema museale d'Ateneo: la Professoressa Rita Ladogana.

Anche se la Collezione apre con regolarità ed è ben descritta sul sito dell'Università di Cagliari, non tutti la conosciamo e, soprattutto, non a fondo.

Abbiamo, perciò, organizzato un momento riservato ai Soci (e ai loro accompagnatori) perché niente ci sfugga e tutte le curiosità possano essere soddisfatte.

Scopriremo gioielli, stampe, edizioni antiche e pregiate, pitture tutte legate dal filo conduttore dell'identità sarda.

Ci incontreremo con un personaggio che ha attraversato tutto il '900 cagliaritano, Luigi Piloni,  cui dobbiamo molto e di cui non ci ricordiamo quanto merita, come colpevolmente facciamo con tutti quelli che hanno fatto grande la nostra Isola.