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Trieste: itinerario serbo

Antonio Fumarola
Martedì, 11 Giugno, 2019

Trieste: itinerario serbo
ecco come è andato l'itinerario di sabato 8 giugno alla scoperta della Trieste serba, visita accompagnata da noi consoli del TCI: Gabriella Cucchini e Mirca Negrini. È stata nostro cicerone la guida turistica Danica Krstić, che appartiene alla Comunità dei Serbi Ortodossi di Trieste.
Purtroppo non ha potuto essere presente la storica dell'Arte Marisa Fiorin, che avrebbe dovuto illustrarci la Chiesa di San Spiridione e le opere d'arte ivi custodite. Abbiamo augurato alla dott.ssa Fiorin una pronta ripresa.
Eravamo circa una trentina, nella bella e calda mattinata di sabato e ci siamo ritrovati davanti alla Chiesa di sant'Antonio Nuovo, per iniziare la nostra visita nei pressi del Caffè Stella Polare, storico caffè triestino di proprietà serba fin dai tempi del precedente palazzo che lo ospitava. Quando il palazzo fu demolito per costruire l'attuale, più alto e più ampio, nella piazza fu collocato un padiglione provvisorio per ospitare il caffè, in quanto i triestini non potevano e non volevano rinunciarvi.
Siamo poi andati a vedere un palazzo serbo di via Rossini, appartenente a una famiglia il cui capostipite morì in un naufragio e la sua testa è rappresentata sopra la porta d'ingresso racchiusa tra le fauci di un pescecane. E pensare che nessuno di noi se n'era mai accorto: credevamo fosse uno dei soliti panduri.
Abbiamo sostato davanti all'ingresso della Chiesa di San Spiridione sul lato di piazza Sant'Antonio e la nostra guida ci ha raccontato la storia della chiesa dalla sua prima costruzione (quando la comunità illirica celebrava la liturgia insieme a quella greca), al crollo, alla riedificazione subito dopo la metà del 1800. All'interno ci ha spiegato la struttura “neo bizantina” del Tempio, le varie icone esposte e quelle dell'iconostasi. Ci ha fatto notare che è affrescato con una modalità che imita il mosaico. Ha richiamato l'attenzione sulla lampada votiva dono dello Zar di Russia, quando passò per Trieste nel corso di un lungo viaggio in Europa, in incognito (ma mica tanto...) da Principe Ereditario. Le spese del viaggio furono sostenute dagli Asburgo, che miravano a future alleanze con i Romanov.
La guida ci ha anche raccontato come si svolgono le liturgie. Intanto abbiamo assistito alla preparazione di un Battesimo. Siamo usciti per non disturbare la cerimonia e ci siamo fermati all'esterno in via Genova per guardare la facciata, di cui la signora Danica ci ha sottolineato la struttura e le particolarità.
Poi abbiamo fatto una piacevole sosta per gustare un caffè nei locali della Comunità, ospiti dell'Associazione serba Il Ponte, che si occupa di organizzare iniziative per far conoscere la cultura serba a tutta la città. Le signore hanno preparato oltre al caffè, un ottimo dolce il cui nome in serbo significa cubetto di ghiaccio.
Abbiamo continuato il nostro itinerario in via Genova, dove ci sono vari palazzi appartenuti a famiglie serbe, in piazza Ponterosso, dove ha sede il bel palazzo Kurtović – Opuich, famiglia di ricchi armatori navali.
Lungo il canale ci siamo fermati davanti alla facciata di palazzo Gopcevich e abbiamo ascoltato la storia della sfortunata famiglia che perse tutto per un grave fallimento della ditta, che commerciava in grano, causato della guerra di Crimea: quando scattò il blocco del mar Nero le navi di Gopcevich non poterono portare in Europa una enorme quantità di grano di grande valore, che rimase lì e marcì. La perdita economica fu di proporzioni enormi. Danica ci ha anche illustrato il significato delle statue che ornano la facciata per il forte significato simbolico che esse hanno per la storia della Serbia.
Abbiamo proseguito sulle Rive, con una breve sosta davanti alla chiesa di San Nicolò dei Greci, l'altra chiesa ortodossa di Trieste, e poi abbiamo continuato il percorso soffermandoci davanti ai palazzi Ivanović, Vucetić e Popović fino ad arrivare in piazza Venezia. Abbiamo concluso il nostro itinerario davanti a palazzo Škuljević, dove lavorò il premio Nobel per la letteratura Ivo Andrić. Leggendo una pagina conclusiva del suo romanzo “Il ponte sulla Drina” la guida Danica si è congedata da noi.
Anche in questa occasione abbiamo imparato a conoscere la complessità della nostra città, arricchita nel corso della sua storia dalle tante comunità che qui hanno vissuto, hanno realizzato i loro guadagni, si sono integrate con la città e ci hanno lasciato in eredità magnifici palazzi, opere d'arte, tanti tesori.
Un grazie di cuore a Danica Krstić, per la sua competenza e per la passione con cui ci ha fatto conoscere la Comunità Serbo Ortodossa di Trieste.
A cura di Gabriella Cucchini Viceconsole regionale FVG