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Conferenza della dott.ssa Andreina Contessa sull'iconografia biblica tra interpretazione ebraica ed esegesi cristiana.

Antonio Fumarola
Mercoledì, 11 Dicembre, 2019

Conferenza della dott.ssa Andreina Contessa sull'iconografia biblica tra interpretazione ebraica ed esegesi cristiana.

Lunedì 9 dicembre la dott.ssa Andreina Contessa, Direttore del Castello e del Parco di Miramare, nella sua qualità di storica dell'arte medievalista con una lunga esperienza in tale campo svolta a Gerusalemme, ha tenuto la prima della seconda serie di conferenze che ho organizzato per far conoscere meglio le opere del Museo Pisani, unico sito in Trieste di “Aperti per voi”, dove operano i volontari e soci del TCI.

La sala era affollatissima di persone appartenenti alla Comunità Greco Orientale di Trieste, di cittadini interessati all'argomento, grazie anche al grande spazio che il quotidiano locale “Il Piccolo” ha dedicato all'iniziativa, e naturalmente di soci e volontari del TCI.

Dopo i saluti della Presidente Maria Kassotaki e dell'Assessore alla Cultura della Comunità, nonché curatore del Museo Pisani, Antonio Sofianopulo, ho sottolineato l'importanza dell'iniziativa e consegnato alla relatrice una pubblicazione del TCI del 2005 tutta dedicata all'ambiente (il titolo del libro è “365 gesti per salvare il pianeta”), per ribadire un grande impegno dell'associazione non solo a favore della cultura ma anche dell'ambiente, oggi in condizioni di grave pericolo.

La dott.ssa Contessa ha iniziato la sua relazione partendo dalla scoperta avvenuta nel 1922 della sinagoga di Dura Europos in Siria: perfettamente conservata, perché protetta dalla sabbia, ha svelato agli archeologi pareti fittamente dipinte, tanto da far pensare inizialmente che si trattasse di un'antica chiesa cristiana. Si apprese così che in alcune sinagoghe c'erano eccezioni alla raccomandazione biblica di non rappresentare nei luoghi di preghiera la natura umana e divina.

La studiosa ha scelto di analizzare una delle scene ivi rappresentate: il sacrificio di Isacco, dove compaiono Abramo, un ariete legato con una corda rossa ad un alberello, la pira con Isacco e la mano di Dio.

Partendo da questi elementi ci è stato offerto un viaggio affascinante attraverso i mosaici della sinagoga di Beth Alfa del VI secolo, gli affreschi nelle catacombe sulla via Latina, i mosaici di San Vitale a Ravenna, le formelle per il concorso della porta del Battistero di Firenze, quadri di Caravaggio, di Rembrandt e di Jan Lievens. Abbiamo visto così come il tema del sacrificio di Isacco viene rappresentato in centinaia di anni con significati e simboli che da ebraici diventano cristiani e in alcuni casi più antichi convivono insieme.

La dott.ssa Contessa ha poi analizzato le singole figure rappresentate: l'ariete, che nel tempo diviene l'agnello della tradizione cristiana, il legno, che diventerà simbolo della croce, le figura di Sara e di Abramo, di Isacco che tende a diventare la prefigurazione di Gesù: il tutto illustrato da immagini tratte da antichi codici e manoscritti, da sculture nelle cattedrali, da opere pittoriche che arrivano fino alla contemporaneità con artisti quali Chagall, Mordecai Ardon, Abel Pan, Menashe Kadishman.  Un percorso artistico di straordinario interesse che ci ha fatto capire che l'arte è anche esegesi biblica per immagini, con risultati straordinari e anche drammatici. Un esempio, fra gli altri, da ricordare si trova in un'opera di Mordecai Ardon del 1947: Isacco non viene salvato e muore, un tema sconvolgente che trova la sua ispirazione nel dramma della Shoa.

La conferenza della dott.ssa Contessa è stata a lungo applaudita dai presenti, che ne hanno apprezzato l'impostazione, così ricca di riferimenti e piena di stimoli per guardare alle opere artistiche nella profondità del loro significato, che in questa occasione affonda le proprie radici nelle storie della Bibbia.

Gabriella Cucchini viceconsole regionale FVG del TCI e coordinatrice del Club del Territorio di Trieste