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Pescara. Memorie dimenticate: le epigrafi di ponte Risorgimento

Torlontano Elio
Lunedì, 9 Novembre, 2020

Le quattro grandi epigrafi incise sulle spalle del ponte Risorgimento versano in un deprecabile stato d’incuria, miseramente dimenticate. Quelle al capo destro del ponte sono nascoste dai piloni della invadente sopraelevata e ingiuriate da graffiti colorati, quelle al capo opposto si vedono appena, scolorite come sono dal sole, dietro le auto parcheggiate, coperte di scritte e con un cavo che fa da festone su una delle due (v. le foto nella galleria delle immagini in testata).

Sono state scolpite nel 1949 per ricordare famosi personaggi della storia antica di Pescara, dei secoli in cui la piazzaforte, smantellata negli anni immediatamente successivi alla proclamazione del Regno d’Italia, difendeva il confine settentrionale del Regno di Napoli. Le epigrafi sono state dettate da Luigi Polacchi, già autore di quelle in latino del Ponte Littorio distrutto nel 1943 dai Tedeschi in ritirata.

Nel ’49 gli amministratori pescaresi del tempo vollero celebrare il 150° anniversario della Repubblica Napoletana, nel cui breve periodo la fortezza di Pescara ebbe un ruolo molto importante, attraverso alcuni monumenti ed epigrafi che ricordassero i momenti più esaltanti della storia illustre di Pescara. Sorsero, così, i monumenti di piazza Alessandrini (allora piazza XX settembre, poi piazza Cicerone) e di piazza dell’Unione, dedicati l’uno agli eroi pescaresi della Repubblica partenopea (Ettore Carafa e Gabriele Manthonè) e, l’altro, ai martiri e ai patrioti abruzzesi del Risorgimento. E furono realizzate le quattro epigrafi ai lati delle testate del ponte Risorgimento in memoria di Francesco Ferdinando d’Avalos, di sua moglie Vittoria Colonna, di Giovan Girolamo Acquaviva con i figli Claudio e Rodolfo e di Muzio Attendolo Sforza) e poi, sulla torre civica, in ricordo di Clemente De Caesaris, il “Garibaldi d’Abruzzo”, e dell’arrivo del re Vittorio Emanuele II.

Il restauro delle epigrafi del ponte Risorgimento è un doveroso atto di rispetto della memoria storica oltre che di ordinaria cura del decoro cittadino. E potrebbe anche essere il segno della volontà di riportare alla luce i numerosi e significativi resti archeologici che sono sepolti nell’area dove sorgeva la fortezza.

Per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e spronare gli Amministratori, in occasione del 126° anniversario del Touring avremmo voluto organizzare una visita guidata per illustrare le epigrafi e le vicende dei personaggi a cui sono dedicate. Ma abbiamo preferito rimandare l’iniziativa a momenti meno preoccupanti per la diffusione della pandemia.

Per ora sollecitiamo con forza il loro restauro, unendoci a quanti altri hanno già segnalato il loro deprecabile stato di abbandono.

 

TESTI DELLE EPIGRAFI

Testata destra

Al suo condottiero Franc. Ferd. D’Avalos

March. di Pescara che operò col giovane

genio dei sommi guerrieri. Sposo di

Vitt. Colonna. Capo supremo di Carlo V

fé prigione Francesco I nella battaglia di

Pavia suo capolavoro. Ricusò il baleno

della corona reale. Pescara che

seppe in ogni secolo i fieri urti di guerra

P. a. MCMXLIX

 

Alla sua castellana Vittoria Colon

na. De l’eterno ideale muliebre modello

gentile. Della fede in Dio della fedeltà

santa d’amore poetessa severa. Della

titanica michelangiolesca amicizia

suggestivo sorriso. La moderna Pescara

sul patrimonio della sua vetusta istoria

risorgente e fiorente. P.

 

Testata sinistra

Nella lotta braccesca. Sovvertito

l’Abruzzo in esperimento grezzo

d’unitario assestamento nazionale il

4 gen. 1424 Muzio Attendolo Sforza.

Ne l’urto contro le barre

Fluviali . Periva affogato.

Animoso valicando a cavallo.

E salvando un suo cavaliere

Il Comune p. l’a. delle celebr.

Stori. MCMXLIX

 

Poeta e Ammiraglio Giov. Gir. Acquaviva I.

Ne l’a. 1655 difese Pescara da CV galee

di Pialy Pascià. Fu in Lepanto al balzo

bellicoso e marinaro d’Europa die’

alla fede i figli: Claudio insigne

per la ratio studiorum . Rodolfo martire

in Turchia

Giov. Gir. Acquaviva in ne l’a. 1707 difese

Pescara sfortunato ma glorioso da l’eserc. Austr.

Di Carlo III.