Il Centro Studi TCI realizza da quattordici anni l’Osservatorio Vacanze per capire come cambiano i comportamenti di viaggio degli italiani. Tra il 6 e l’8 giugno scorsi è stata realizzata una survey on line con la nostra community composta da 320mila persone per cogliere le tendenze dell’estate 2026. Sono stati analizzati i risultati di oltre 2.800 questionari.
IL 75% VIAGGERÀ SICURAMENTE
La community Touring dimostra in modo evidente la sua forte vocazione al viaggio: storicamente, infatti, oltre il 90% si è concesso almeno una vacanza nel periodo giugno-settembre prima del 2019.
Nell’estate 2026 si conferma il forte desiderio di viaggiare (Figura 1): il 75% dei rispondenti afferma che farà “sicuramente” un viaggio mentre un altro 17% lo farà “probabilmente”.
Chi ha già scelto di restare “certamente” a casa è una quota molto bassa (3%) mentre il 5% ha risposto “probabilmente no”. Nel complesso il 92% della community Touring ha un atteggiamento positivo nei confronti dell’estate che sta per iniziare.
Abbiamo anche chiesto quanti viaggi si ha in programma di fare fino a settembre: se il 32% ha risposto “solo uno”, la maggior parte ha detto “più di uno” (68%) a conferma di una forte propensione della community al turismo.

NELL’ESTATE 2026 CRESCE L’ITALIA
Il Bel Paese è da sempre la meta preferita delle vacanze estive dei nostri connazionali. Se tradizionalmente il rapporto Italia-estero espresso dalla community Touring è stato di circa 60-40 in modo pressoché costante fino al 2019, nell’estate 2026 ben il 66% sceglierà una destinazione domestica, in lieve incremento sul 2025 (Figura 2). Chi andrà invece all’estero (34%) opterà soprattutto per i viaggi in Europa.
La community Touring esprime scelte differenti rispetto a quelle della popolazione nel suo complesso: i dati Istat certificano infatti che solitamente nel terzo trimestre dell’anno i viaggi di vacanza degli italiani nel 79% dei casi sono effettuati in Italia e solo nel 21% all’estero.
Guardando all’Italia, la regione preferita per le vacanze estive dalla community Touring sarà il Trentino-Alto Adige, seguita da Sardegna, Toscana e Puglia. Per quanto riguarda l’estero, i Paesi più scelti saranno Francia, Spagna, Grecia e Norvegia.

MARE IN CALO, LA MONTAGNA CRESCE E SUPERA LE CITTÀ D’ARTE, STABILI BORGHI E TURISMO RURALE
Se il mare resta fondamentale in estate (40%), registra però quest’anno una contrazione abbastanza significativa. La montagna, al contrario, dopo qualche anno di stabilità torna a crescere (21%) e supera di alcuni punti percentuali le città d’arte (17%).
Forse l’effetto dei cambiamenti climatici spinge le persone, soprattutto d’estate, verso destinazioni che possono offrire temperature più miti. Si attesta al 9% per il secondo anno il turismo rurale e dei borghi che resta comunque al di sopra del dato pre-Covid del 2019.
Con riferimento proprio ai borghi, abbiamo chiesto alla nostra community le motivazioni che hanno spinto a sceglierli: la bellezza, ovvero la possibilità di godere di una natura, di paesaggi e di luoghi di grande impatto estetico, è la ragione principale (68%, possibili più risposte), seguita dalla tranquillità, cioè dalla possibilità di vivere un'esperienza rilassata senza frenesia e confusione (51%), e, quasi appaiate, dalla buona cucina (26%) e dall’autenticità, ovvero dalla possibilità di entrare in relazione diretta con i residenti (25%). Rievocazioni storiche, sagre e festival (11%) sono meno rilevanti per passare una vacanza nei borghi.

LUGLIO E AGOSTO I PERIODI PREFERITI, IN CRESCITA SETTEMBRE, VIAGGI IN FAMIGLIA
Le partenze si concentreranno anche quest’anno a luglio e agosto (entrambi 30%): si tratta di un andamento che si è consolidato negli ultimi anni e che restituisce una più omogenea distribuzione delle partenze nei mesi estivi centrali rispetto agli scorsi decenni e un incremento, sul 2019, delle partenze a settembre (18% vs 14%) e a giugno (17% vs 14%).
La maggior parte della community Touring andrà in vacanza con il nucleo familiare (71%), mentre il 20% con amici/parenti. Si consolida la crescita di chi parte da solo (9%) rispetto al 2019 (6%). Il 24% dei rispondenti dichiara di avere un animale domestico: solo il 29%, in lieve diminuzione rispetto al 2025, però lo porterà con sé in vacanza mentre la maggioranza (71%) lo lascerà a casa.
IN CRESCITA I VIAGGI IN AUTO (51%) E IN LIEVE CALO QUELLI IN AEREO (27%)
L’auto resta fondamentale (51%, in crescita rispetto ai due anni precedenti) e l’aereo si ferma al 27% (in lieve contrazione rispetto al 2025 e al 2024). Continua il calo, che si conferma per il quarto anno di seguito, del camper (6%) rispetto al 2019 e al triennio 2020-2022 (Figura 4).
Anche in questo caso emergono abitudini differenti rispetto alla popolazione nel suo complesso: per i viaggi di vacanza secondo i dati Istat è molto più frequente tra gli italiani il ricorso all’auto propria (62%) e meno all’aereo (21%) così come risulta marginale l’uso del camper (2%).
Tornando alla community Touring, il suo parco auto è formato prevalentemente da veicoli endotermici puri, 69% – anche se in rapida diminuzione (erano il 74% nel 2025 e il 79% nel 2024) – mentre il 26% è composto da auto ibride (mild hybrid o full hybrid) che crescono (erano il 23% lo scorso anno e il 18% nel 2024). Il 5% dichiara di possedere modelli elettrici o plug-in hybrid (4% nel 2025 e 3% nel 2024).
In quest’ultimo caso, il 38% dei rispondenti (erano il 33% lo scorso anno) si farà influenzare nella scelta dei servizi turistici da prenotare (es. ricettività) dalla presenza di colonnine per la ricarica.
Ci sono anche nella tipologia di autoveicoli differenze importanti rispetto alla popolazione complessiva: i dati UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) ci dicono che il parco circolante italiano è formato per quasi il 90% da auto termiche, per l’8% da ibride e per il 2% da elettriche o ibride plug-in.

RICETTIVITÀ PROFESSIONALE IN AUMENTO, CALANO GLI APPARTAMENTI IN AFFITTO
Per quanto riguarda le strutture ricettive scelte (Figura 5), crescono le preferenze per hotel e villaggi (48%) che tornano sui livelli del 2019. Al contrario gli appartamenti in affitto (23%) sono in lieve calo rispetto al 2025 così come i campeggi (6%). Tengono invece le seconde case (9%).

PIÙ DELLA METÀ HA GIÀ PRENOTATO UN SERVIZIO PER LA VACANZA
Il 56% della community conferma di aver già prenotato alcuni servizi collegati alla vacanza (il 45% in modo diretto e l’11% recandosi in agenzia). Tra chi non l’ha fatto, solo una quota contenuta (14%) imputa questa scelta al timore di possibili cancellazioni di voli o di altri disagi legati alla situazione ancora non risolta in Medio Oriente.
I CANALI DIGITALI SONO FONDAMENTALI PER LA SCELTA, CRESCE IL RICORSO ALL’AI
Il canale informativo più utilizzato è quello digitale: portali ufficiali di destinazioni (36%, in lieve crescita sul 2025), seguiti da riviste di viaggio e guide (25%, in calo rispetto al 29% dello scorso anno) e siti di altri operatori specializzati - tra cui il Touring (22%). Sondati per la seconda volta sul tema, il 5% dei rispondenti (erano il 3% nel 2025) dice di essersi affidato a un chatbot di intelligenza artificiale.
L’AUMENTO DEI PREZZI DEI SERVIZI TURISTICI INFLUENZERÀ I COMPORTAMENTI
Nella fase organizzativa la stragrande maggioranza di persone ha rilevato un aumento dei prezzi per i servizi turistici (77%) a fronte di un 23% che li considera stabili. Tra i primi, il 66% afferma che la situazione avrà conseguenze nelle scelte di viaggio per l’estate che sta per iniziare: si opterà in prima battuta per destinazioni o servizi turistici più economici, si modificherà il periodo di partenza a favore della bassa stagione e si faranno soggiorni più brevi (Figura 6).

STACCARE LA SPINA E IMPARARE SARANNO LE MOTIVAZIONI PER ANDARE IN VACANZA NEL 2026
Nonostante il progressivo riallineamento al 2019 nelle motivazioni per andare in vacanza (Figura 7), “staccare la spina” (27%) è ancora la principale seguita da “conoscere e imparare” (26%, che aveva invece il primato prima della pandemia). Seguono “stare insieme ai miei cari” (16%), “curare la salute/il benessere” (15%) e “dedicarmi alle mie passioni” (14%).

ATTIVITÀ OPEN AIR, TURISMO DI PROSSIMITÀ E PIACERE DELLA SCOPERTA
La stragrande maggioranza dei rispondenti, a prescindere dalla tipologia di viaggio scelto, dedicherà tempo ad attività open air come passeggiate a piedi o in bicicletta e visite naturalistiche (74% in calo rispetto al 78% dello scorso anno).
Una quota tuttora non trascurabile (31%, come nel 2025) continuerà poi a fare turismo di prossimità. Infine, per il 58% la prossima vacanza sarà motivata dalla “curiosità di scoprire posti nuovi” mentre per il 42% dal “piacere di tornare in luoghi già visitati”.