Dai pozzi nuragici della Sardegna alle cavee dei teatri romani delle Marche, passando per necropoli etrusche in Toscana e insediamenti medievali tra i Monti Dauni: i piccoli borghi italiani custodiscono alcune delle testimonianze storiche più straordinarie e meno conosciute del Paese.
Queste destinazioni Bandiera Arancione del Touring Club Italiano sono perfette per chi cerca un turismo lento, curioso, capace di leggere il territorio attraverso i secoli. Aree archeologiche accessibili, parchi naturalistici con resti antichi, musei civici e percorsi didattici permettono di scoprire strati di civiltà spesso dimenticati, in luoghi di rara bellezza.
Ecco 5 borghi italiani dove vivere un'esperienza autentica tra archeologia, storia e natura.
1. BENE VAGIENNA (Cuneo)
Arroccato su un'altura tra due torrenti, Bene Vagienna è un elegante centro del Piemonte che conserva chiese preziose e un centro storico ricco di fascino. Ma la vera sorpresa è ai suoi piedi: la piana della Roncaglia nasconde i resti di una grande città romana.
DA NON PERDERE
- La parrocchiale dell'Assunta
- Le Ferie di Augusto, festival di cultura classica a luglio e agosto
- I Basin di Madama Racchia e gli Amaretti del Presidente, dolcetti locali
La zona archeologica di Augusta Bagiennorum
Fondata nell'ultimo venticinquennio del I secolo a.C., Augusta Bagiennorum si estendeva per circa ventuno ettari nella media valle del Tanaro. Oggi circa cinque ettari sono recintati e accessibili al pubblico, con un percorso attrezzato di pannelli didattici bilingui e ricostruzioni grafiche che guidano il visitatore tra il foro, la basilica civile, il teatro con il quadriportico retrostante la scena, l'anfiteatro e le necropoli. Il percorso, percorribile solo a piedi o in bicicletta, parte dalla chiesetta campestre di San Pietro e termina alla cascina Ellena, sede del Parco e centro di accoglienza didattica. Adiacente al sito, la Riserva naturale speciale di Augusta Bagiennorum è anche laboratorio di archeologia sperimentale.

2. Cetona (Siena)
Tra ulivi e cipressi nella bassa Val di Chiana, Cetona è un borgo medievale con tre cinte murarie che custodisce, sul monte che la sovrasta, una delle aree preistoriche più importanti d'Italia.
DA NON PERDERE
- La collegiata della SS. Trinità con affreschi quattrocenteschi, anche del Pinturicchio
- Piazza Garibaldi, con due chiese e la loggia del mercato
- L'olio Terre di Siena DOP e il bico, pane antico protagonista di una sagra
Il Museo Civico per la Preistoria e il Parco di Belverde
Il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ripercorre il popolamento umano del territorio dal Paleolitico alla fine dell'Età del Bronzo.
La visita si completa al Parco Archeologico Naturalistico di Belverde: grotte illuminate e attrezzate nel travertino - tra cui la grotta di San Francesco e gli antri della Noce e del Poggetto - testimoniano usi funerari e di culto dell'uomo preistorico, accanto ai resti di abitati all'aperto.
L'Archeodromo di Belverde integra il percorso con ricostruzioni a grandezza naturale: un villaggio dell'età del Bronzo con capanne e aree artigianali, e un abitato in grotta del Paleolitico medio.

3. URBISAGLIA (Macerata)
Cittadina murata che domina la valle del Fiastra, Urbisaglia è la degna erede di Urbs Salvia, antica e grande città del Piceno, colonia e municipio romano. Il suo parco archeologico è il più importante e spettacolare delle Marche.
DA NON PERDERE
- L'abbazia di Chiaravalle di Fiastra, all'interno di una riserva naturale
- La rocca medievale e la chiesa dell'Addolorata
- La stagione di teatro classico all'anfiteatro romano (estate)
- Il vino Rocca di Urbisaglia e il miele locale
Il parco si sviluppa per circa 40 ettari e permette, lungo un piacevole tracciato di circa un chilometro, di cogliere nella sua interezza la struttura di una tipica città romana.
Il percorso porta ai monumenti principali: il teatro, l'anfiteatro, il complesso tempio-criptoportico, le mura e il tempio repubblicano. In estate, la cavea dell'anfiteatro torna a vivere con rappresentazioni di teatro classico, rendendo la visita ancora più suggestiva.

4. PIETRAMONTECORVINO (Foggia)
Circondato dalle montagne della Daunia, Pietramontecorvino è un borgo medievale che domina un paesaggio collinare con botteghe artigiane e vicoli stretti. A pochi chilometri, tra la natura incontaminata, affiora un antico insediamento di grande fascino.
DA NON PERDERE
- La Chiesa Madre, con portale, loggiato, pitture e mosaico interno
- La Torre normanna del XIII sec., merlata e alta 40 metri
- Il quartiere Terra Vecchia e il Palazzo Ducale
A 5 km dal centro, il sito medievale di Montecorvino conserva i ruderi dell'antica cattedrale di Sant'Alberto e la celebre torre normanna nota come "Sedia del Diavolo": erosa dal tempo fino ad assumere la forma di un curioso sedile, appare come un'apparizione surreale sulla sommità di una collina.
Fondato dai Bizantini nell'XI secolo, il sito è oggi oggetto di importanti scavi universitari ed è spesso meta di percorsi naturalistici e visite guidate organizzate.

5. SARDARA (Medio Campidano)
Arroccato su uno sperone marmoso dominato da un castello medievale del 1300, Sardara e il suo territorio custodiscono radici profondissime: un pozzo sacro nuragico tra i meglio conservati della Sardegna, risalente al IX-VIII secolo a.C., sorge proprio accanto a fonti termali frequentate già in epoca romana.
DA NON PERDERE
- La chiesa di San Gregorio, tra le più importanti chiese trecentesche dell'isola
- Il Castello medievale di Monreale
- Il Museo Civico Archeologico Villa Abbas, con reperti nuragici
- L'antica festa di S. Maria Acquas a settembre
L'area archeologica e il pozzo di Sant'Anastasia
Nella parte alta del paese, il santuario nuragico di Sant'Anastasia ha come fulcro un tempio a pozzo inserito in un articolato insediamento civile e religioso ancora in fase di scavo.
Il complesso comprende un secondo pozzo sacro, un grande recinto curvilineo con resti di capanne e, all'interno della chiesa dedicata a Sant'Anastasia, un pozzo nuragico d'uso originariamente inserito in una capanna del villaggio. Un luogo in cui la stratificazione tra epoche e culti diversi è ancora perfettamente leggibile nel paesaggio.
