"Solo con rispetto, prudenza, attenzione e spirito di comunità possiamo continuare a condividere in armonia questo prezioso territorio". Si conclude così l'avviso alla cittadinanza firmato da Tiziana Di Rienzo, sindaca del Comune di Lama dei Peligni, a proposito dei recenti avvistamenti di un orso marsicano con i suoi tre cuccioli nel borgo Bandiera Arancione della Maiella. E non potremmo che essere più d'accordo: rispetto, prudenza, attenzione e spirito di comunità sono parole chiave per una coesistenza uomo-animale sempre più d'attualità in Abruzzo come sul resto delle montagne italiane.
L'avviso nasce in seguito a un episodio ben preciso: nella notte tra 10 e 11 novembre, l'orsa chiamata "Bambina" - ben conosciuta dagli abruzzesi - insieme ai suoi tre piccoli viene avvistata in alcune zone del centro abitato di Lama dei Peligni. Il borgo si trova sul versante orientale del massiccio della Maiella, in provincia di Chieti: è una zona frequentata da tempo dall'orso marsicano, anche se in maniera minore rispetto a quelle "storiche" del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Ricordiamo che l'orso marsicano è una sottospecie dell'orso bruno che vive soltanto sulle montagne di queste regioni e che è minacciata d'estinzione a causa del numero ridottissimo di esemplari (tra i 40 e i 60). Ogni esemplare è quindi preziosissimo per la conservazione di questa sottospecie.

Come ricorda la sindaca, "in questo periodo autunnale gli orsi tendono ad aumentare la ricerca di cibo per accumulare le riserve necessarie al letargo invernale, e talvolta si avvicinano ai paesi attratti da fonti alimentari facili da reperire". È quindi normale che, in un territorio densamente popolato come l'Appennino centrale, gli animali entrino in contatto con l'uomo. Così come è normale che, come spiega la sindaca, "la comparsa di un orso in paese susciti sempre curiosità e attenzione da parte di residenti, visitatori e media". Di qui la raccomandazione della sindaca: "è importante ricordare che si tratta di un animale selvatico, che va rispettato e lasciato tranquillo". Troppe volte si è assistito a inseguimenti a piedi o in auto, ad avvicinamenti pericolosi per scattare una foto, a episodi di totale noncuranza del benessere degli animali.
Cosa fare allora? Semplice: seguire alcune regole base. Innanzitutto, non lasciare cibo all'aperto e rendere inaccessibili i rifiuti o altre fonti alimentari che potrebbero attirare gli animali; e se si è a conoscenza di alcune di queste, segnalarle ai Carabinieri. Poi provvedere a recinti elettrificati per proteggere il bestiame o le arnie: i parchi nazionali, come quello della Maiella, provvedono alla loro fornitura. E per tutti, non avvicinarsi all'orsa o ai suoi cuccioli, né a piedi né in auto, e non creare assembramenti per evitare situazioni di pericolo: la madre, infatti, potrebbe reagire in modo difensivo e imprevedibile.
Sono poche regole facili da seguire, eppure estremamente importanti per garantire una convivenza pacifica, dove sia l'uomo sia l'orso possano coesistere in uno stesso territorio. Le aree protette sono gli attori principali della salvaguardia dell'orso marsicano, insieme ad associazioni (come Salviamo l'orso) ed enti territoriali; ma ogni cittadino deve fare la sua parte. "L'orsa con i suoi cuccioli fa parte della nostra montagna e dell'identità dei nostri paesi" conclude la sindaca del borgo Bandiera Arancione. Ed è un bellissimo messaggio: non c'è montagna senza i suoi abitanti, non c'è identità senza equilibrio.