Un centinaio di dipendenti di Enel in questi mesi, affiancati dai volontari del Touring Club Italiano, hanno curato l'accoglienza di cittadini e turisti in 19 luoghi di interesse culturale di 12 diverse città di tutta Italia. Ecco che cosa hanno scoperto e com'è andata a Padova.
Il Museo di Geografia di Padova. Un luogo sorprendente
(Testo di Elvira Amicarelli, Fabiana Pesce e Paolo Tacchin)
Ci sono luoghi che non ti aspetti, capaci di sorprenderti e di lasciare un segno profondo. Siamo Elvira, Fabiana e Paolo e la nostra esperienza di volontariato aziendale presso il Museo di Geografia di Padova è stata proprio così: un viaggio inatteso tra conoscenza, consapevolezza e meraviglia.

Enel e il Touring Club ci hanno fatto conoscere questo gioiellino poco conosciuto della città di Padova. Primo museo di geografia in Italia gestito dall’Università di Padova, che vanta una lunga esperienza in questo ambito, è un luogo dove il sapere non è solo conservato, ma prende vita e si trasforma in esperienza. Fin dal primo momento siamo stati accolti in un ambiente che unisce rigore scientifico e capacità narrativa, rendendo accessibili temi complessi e fondamentali per il nostro presente e futuro.
Il museo si sviluppa come un percorso coinvolgente attraverso tre dimensioni della geografia, rappresentato da tre parole chiave: #misura, #esplora, #racconta.

Nella prima parte, #misura, siamo stati guidati alla scoperta degli strumenti e dei metodi con cui l’uomo osserva e analizza il pianeta. Qui il tema del cambiamento climatico emerge con forza: impattante è stato il grafico della curva di CO2 presente nell’aria nelle varie ere, emersa da anni di studio dei carotaggi, che racconta in modo chiaro e potente l’evoluzione del clima nel tempo. È impossibile restare indifferenti davanti a questi dati, che rendono tangibile il concetto di Antropocene e il ruolo che l’essere umano ha assunto nel modificare gli equilibri della Terra. In questo spazio abbiamo percepito quanto la misurazione non sia solo un atto tecnico, ma un gesto di responsabilità verso il futuro.

La seconda sezione, #esplora, ci ha portati a riflettere su come gli esseri umani hanno scoperto, interpretato e attraversato il mondo nel corso della storia. Mappe, tomi antichi, strumenti e racconti di viaggio ci hanno fatto rivivere lo spirito di curiosità e di scoperta che ha sempre caratterizzato l’umanità. In questa parte del percorso abbiamo sentito forte il legame tra passato e presente, tra le grandi esplorazioni di ieri e le nuove sfide globali di oggi. Abbiamo visto sotto una luce nuova la figura del geologo, che in realtà è un esploratore del pianeta in grado di unire il coraggio dell’avventura alla resistenza dello sportivo, spingendosi oltre i confini conosciuti per leggere nella Terra la storia e il futuro del nostro mondo.

Infine, nella sezione #racconta, siamo stati immersi in un’esperienza audiovisiva capace di coinvolgere tutti i sensi. Un video suggestivo ci ha accompagnati attraverso le evoluzioni della conoscenza geografica, mostrando come il modo di rappresentare e comprendere il mondo sia cambiato nel tempo. È stato un momento particolarmente emozionante, in cui la tecnologia si è messa al servizio della narrazione, rendendo il sapere accessibile e coinvolgente.

Padova – La Scoletta del Carmine. Lo Sposalizio di Maria
(Testo di Sabrina Bonutto e Francesco Buzzin)
Tra gli affreschi presenti nella Scoletta del Carmine, quello che ci ha colpito maggiormente è lo Sposalizio di Maria, realizzato all’inizio del Cinquecento e attribuito a Giulio Campagnola. L’opera rappresenta il matrimonio tra Maria e Giuseppe celebrato davanti al sacerdote nel tempio, secondo la tradizione dei vangeli apocrifi.

La scena è molto vivace e ricca di personaggi: attorno ai due sposi si raccolgono numerosi testimoni, pretendenti e osservatori della cerimonia, creando un’atmosfera animata e quasi teatrale. Uno degli aspetti più affascinanti dell’affresco è che il pittore avrebbe trasformato alcuni dei personaggi presenti in ritratti di figure celebri del suo tempo. Tra i volti raffigurati gli studiosi hanno riconosciuto personalità importanti come Niccolò Copernico, Albrecht Dürer, Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio, oltre allo stesso Giulio Campagnola, che probabilmente si sarebbe autoritratto all’interno della scena.
Un dettaglio particolarmente curioso è la presenza di una figura che sembra rappresentare un nativo americano, riconoscibile dal copricapo di piume. Questo elemento è sorprendente se si pensa che l’opera è stata realizzata pochi decenni dopo la scoperta dell’America: la sua presenza potrebbe essere interpretata come un riferimento simbolico al nuovo mondo appena entrato nell’immaginario europeo, quasi a suggerire che l’evento rappresentato abbia un valore universale, che riguarda tutta l’umanità.
I pretendenti al matrimonio tengono in mano delle verghe secche: secondo la tradizione, solo quella di Giuseppe sarebbe miracolosamente fiorita, segno divino che lo indicava come sposo di Maria. Questo dettaglio iconografico richiama la narrazione dei vangeli apocrifi e aggiunge ulteriore significato alla scena.
L’affresco unisce quindi racconto religioso, riferimenti culturali e ritratti contemporanei, creando una composizione ricca di livelli di lettura che raccontano non solo la storia sacra, ma anche il vivace mondo artistico e intellettuale del Rinascimento.

Proprio per questo motivo è stato l’affresco che ci ha colpito di più durante l’attività di volontariato.
È stato bello poter contribuire, anche solo per un giorno, alla valorizzazione di un luogo così ricco di storia e di arte. Accogliere i visitatori e scambiare qualche parola con loro è stato particolarmente gratificante.
Francesco Buzzin
Questa esperienza mi ha fatto capire quanto sia importante rendere accessibili luoghi d’arte spesso poco conosciuti, permettendo a cittadini e turisti di scoprirli e apprezzarli.

Padova – La Scoletta del Carmine; un luogo da scoprire
(Testo di Marco Gazzuolo e Roberto Loteni)
Come team Enel abbiamo partecipato ad Aperti per Voi vivendo una giornata di volontariato alla Scoletta del Carmine, nel cuore di Padova.
Un luogo piccolo, silenzioso, capace di sorprendere.
Entrare nella Scoletta significa fermarsi. Alzare lo sguardo. Lasciarsi avvolgere dagli affreschi cinquecenteschi che raccontano le storie di Cristo e di Maria.

Le pareti parlano da sole, con forza e semplicità.
Durante la giornata abbiamo accolto visitatori, risposto alle loro curiosità e condiviso impressioni. Non come guide, ma come cittadini che si prendono cura di un bene comune. Un’esperienza resa possibile grazie all’accoglienza attenta e competente dei volontari del Touring Club Italiano, che ci hanno accompagnato con passione, disponibilità e grande senso di responsabilità.
Il loro impegno quotidiano è ciò che permette a luoghi come la Scoletta del Carmine di restare aperti e vivi. È grazie a loro se la bellezza continua a essere accessibile a tutti.

Per noi Enel, Aperti per Voi significa questo: prendersi cura del patrimonio culturale italiano insieme, come squadra, rafforzando il legame tra persone, territori e cultura.
La Scoletta del Carmine è un piccolo capolavoro nel cuore di Padova. Visitatela con calma, lasciandovi guidare dall’accoglienza dei volontari di Aperti per Voi.
Entrare è il modo migliore per scoprirla.

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