Un capolavoro del Barocco romano torna a essere sempre più accessibile al pubblico. Da settembre il progetto Aperti per Voi del Touring Club Italiano arriva all’Archivio di Stato di Roma, nel monumentale Palazzo della Sapienza, con un percorso che comprende il cortile e la Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, una delle opere più celebri di Francesco Borromini.

L’apertura rientra nell’accordo tra la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura e il Touring Club Italiano, che coinvolge gli Archivi di Stato di Roma, Milano, Napoli e Palermo con l’obiettivo di trasformarli in luoghi sempre più aperti, inclusivi e integrati nella vita delle città. I volontari di Aperti per Voi saranno impegnati nell’accoglienza, nell’orientamento del pubblico e nell’accompagnamento alla visita.

Sant’Ivo alla Sapienza, il capolavoro di Borromini

Siamo in corso Rinascimento 40, nel cuore di Roma, a pochi passi da Palazzo Madama. Qui sorge il Palazzo della Sapienza, sede dell’antica Università romana fondata da Bonifacio VIII nel 1303 e oggi sede dell’Archivio di Stato di Roma.

L’antico Studium Urbis, uno dei più antichi atenei d’Europa e il primo direttamente fondato e controllato dai Pontefici, rimase nel complesso fino al 1935, quando venne inaugurata la nuova Città universitaria.

La storia architettonica del complesso attraversa secoli e pontificati e porta la firma di grandi architetti come Guidetto Guidetti, Pirro Ligorio, Giacomo Della Porta e Francesco Borromini. Fu proprio Borromini, nominato architetto della Fabbrica della Sapienza da Urbano VIII, a dare forma alla chiesa universitaria di Sant’Ivo, consacrata da Alessandro VII nel 1660.

Il suo elemento più riconoscibile è la celebre lanterna a spirale che corona la cupola e svetta sui tetti del centro storico: una delle immagini simbolo del Barocco romano, interpretata come metafora della conoscenza che si innalza verso il cielo.

Una chiesa restituita alla città

L’apertura con Aperti per Voi arriva dopo un lungo percorso di recupero e restauro.

La storia recente di Sant’Ivo è stata infatti segnata anche da periodi di chiusura. Dal 1870 la chiesa venne utilizzata come deposito librario e fu rilanciata soltanto nel Novecento grazie all’impegno di Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, insieme ad Angelo Roncalli, futuro Giovanni XXIII.

Più recentemente, nuove esigenze di sicurezza e conservazione, aggravate dagli effetti del terremoto del 2016, hanno reso necessari ulteriori interventi. Oggi il monumento può tornare a essere vissuto e conosciuto dal pubblico.

Un nuovo polo culturale nel cuore di Roma

L’obiettivo non è soltanto riaprire una chiesa, ma valorizzare l’intero complesso della Sapienza come luogo di cultura e partecipazione.

«Il complesso di Sant’Ivo alla Sapienza si conferma sempre di più come un polo culturale propulsivo e inclusivo», sottolinea Riccardo Gandolfi, direttore dell’Archivio di Stato di Roma.

Un percorso di valorizzazione che coinvolge anche la Sala Alessandrina, con mostre documentarie, convegni, presentazioni di libri e incontri di lettura, trasformando progressivamente l’Archivio in uno spazio capace di parlare non soltanto agli studiosi, ma a un pubblico molto più ampio.

Dalla Sapienza alla storia d’Italia: cosa custodisce l’Archivio di Stato di Roma

A rendere straordinario l’Archivio non è soltanto la bellezza della sua sede, ma anche il patrimonio documentario che conserva.

Tra i documenti più significativi figura il disegno originale del 1642 con la pianta della Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, insieme ai preziosi Ruoli dei lettori dell’Università della Sapienza, pergamene miniate che raccontano la vita accademica romana dal Cinquecento al Settecento.

Ma nelle raccolte dell’Archivio si incontrano anche alcune delle pagine cruciali della storia italiana del Novecento: le carte relative al processo per l’omicidio di Giacomo Matteotti, lettere e atti giudiziari legati al caso Aldo Moro, la documentazione processuale sull’omicidio di Santa Maria Goretti e gli atti relativi al magistrato Vittorio Occorsio.

Gli Archivi di Stato diventano luoghi da visitare

È proprio questo il cuore dell’accordo tra Touring Club Italiano e Direzione generale Archivi: far scoprire che gli Archivi di Stato non sono soltanto luoghi destinati alla ricerca e alla conservazione, ma possono essere vissuti come veri e propri musei, sia per il patrimonio che custodiscono sia per il valore artistico e architettonico delle loro sedi.

«Spero che italiani e stranieri scoprano gli archivi», afferma Antonio Tarasco, direttore generale Archivi, sottolineando come molte sedi archivistiche possano essere considerate veri musei e come il Touring Club Italiano possa contribuire a far conoscere queste realtà a un pubblico più vasto.

A Roma, i volontari del Touring accompagneranno i visitatori alla scoperta del cortile del Palazzo della Sapienza e della Chiesa di Sant’Ivo, mentre lo stesso accordo coinvolge Milano, Napoli e Palermo con percorsi dedicati alle rispettive sedi monumentali.

Con Sant’Ivo alla Sapienza, Aperti per Voi aggiunge così un nuovo luogo d’eccezione alla rete di beni culturali resi più accessibili grazie alla collaborazione tra istituzioni e volontariato: un’occasione per entrare in uno dei capolavori di Borromini e, allo stesso tempo, scoprire quanto patrimonio si nasconda dietro le porte di un Archivio di Stato.