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A Somma Vesuviana e dintorni, per assaporare prodotti doc e scoprire meraviglie naturali e archeologiche

Weekend sotto il Vesuvio, con la cucina d’avanguardia e i consigli dello chef Giuseppe Molara

di 
Lorenza Vitali
3 Agosto 2020
L’Italia a tavola è un vero e proprio universo da scoprire, con una ricchezza sterminata di sapori, gusti, piatti, vini, prodotti unici e specialità che al mondo tutti ci invidiano. È Luigi Cremona, curatore della guida Alberghi e Ristoranti d’Italia del Touring Club Italiano, insieme al suo staff di collaboratori, a farci scoperchiare questo incredibile tesoro, dando voce a storie e racconti che hanno al centro ristoratori, chef, artigiani dell’enogastronomia, aziende... Sono proprio loro, gli esperti, con l’esperienza vissuta del territorio, a svelarci segreti, ricette e preziosi consigli e a suggerirci le cose più belle da vedere, dove andare davvero a mangiare, fermarsi a dormire, comprare una bottiglia particolare o qualche prodotto che non troveremmo da nessun’altra parte.

Oggi Lorenza Vitali, giornalista di enogastronomia, ci porta in Campania, a Somma Vesuviana e nei suoi dintorni. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito!

 

Incontriamo Giuseppe Molara, un giovane chef, gentile ed educato che ha avuto la fortuna (o meglio il coraggio) di andar in giro per il mondo per poi fare ritorno a casa. Sotto la guida di un celebrity chef come Heinz Beck, oltre alla Pergola di Roma è andato a Dubai (lo conoscemmo proprio al Social, il ristorante nel Waldorf Astoria sulla Palm Island), poi a Tokyo (con il ristorante Sensi), in Portogallo e altro ancora.

A 31 anni è rientrato con quel grande bagaglio tecnico che gli permette di gestire sia il bistrot Ziomì sia il ristorante gastronomico Contaminazioni. Entrambi si trovano nella bella e moderna struttura ristorativa di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, che ospita anche il pub di famiglia Ziomì UnPOPub, una paninoteca gourmet che utilizza ingredienti eccellenti sia di terra che di mare e dalla quale è partita tutta l’avventura. I menu del bistrot vanno dai 35 ai 45 euro a seconda delle portate, mentre nella paninoteca vanno dai 12 euro in su.


Lo chef Giuseppe Molara con la moglie Yuki Mitsuishi- foto Lorenza Vitali​

ISPIRAZIONI GIAPPONESI AL RISTORANTE CONTAMINAZIONI
Quella di Giuseppe Molara è una cucina d’avanguardia, e tuttavia basata molto spesso su prodotti locali con qualche contaminazione coltivata ad arte nella sua dispensa segreta dietro la cucina. Una cucina con forti rimandi al Giappone, d’altronde lui a Tokyo ha trovato anche l’amore ed è tornato in Italia con la deliziosa moglie Yuki. Il menu degustazione è un percorso lungo ma non faticoso grazie alla leggerezza delle sue preparazioni.

Il suo piatto signature? Almeno due: la spigola, frollata una settimana e servita con una crema di rucola, rucola selvatica saltata e salsa a base di brodo di pesce e olio di rucola fritta; e poi l’anatra. Il petto d’anatra viene frollato 23 giorni con le sue interiora e marinato in salsa soia, miele, bacche di ginepro e pepe di Sichuan, servito con crema di peperoni giallo e rosso, sesamo bianco tostato, olio all’alga wakame, crema di arancia sanguinella fermentata, bieta saltata, salsa di anatra aromatizzata al pepe di Sichuan e infine kamobushi (la stessa lavorazione del katsuobushi di tonno classica del Giappone, ma fatta con il petto di anatra).


Baby moscardini e miso al lemongrass, al ristorante Contaminazioni - foto Lorenza Vitali
 
VITIGNI E ARCHEOLOGIE ALLE FALDE DEL VESUVIO
Con Giuseppe Molara andiamo alle vicinissime pendici del Vesuvio per incontrare Andrea Cozzolino, della Cantina Olivella a Sant'Anastasia, ai piedi del monte Somma, nel Parco Nazionale del Vesuvio. Andrea è anche presidente del Vesuvio DOP – Consorzio tutela vini e la sua cantina forse la più prestigiosa. A lui si deve il merito di aver riscoperto vitigni dimenticati come la Catalanesca, lo Sciascinoso, la Guarnaccia nera locale. In vigna assaggiamo un elegante Summa, bianco autoctono. Assaporiamo anche un’icona della zona: il pomodorino del Piennolo, aromatico e bellissimo in grappolo. E poi ci deliziamo con la prelibata albicocca Pellecchiella del Vesuvio che dalle terre vulcaniche trae minerali che restituiscono al frutto un gusto unico.


I vitigni delle Cantine Olivella - foto Lorenza Vitali

Non è un caso che gli antichi romani amassero moltissimo queste terre e i loro vini e chiamassero questi luoghi la Campania Felix. Se ne ha testimonianza alla Villa Augustea di Somma Vesuviana, un luogo notevole riscoperto con l’aiuto di un team di archeologi giapponesi, e che oggi si apre pian piano al pubblico. Noi lo abbiamo visitato con la guida d'eccezione Francesco Mosca, produttore di vino ma anche fine esperto di archeologia, che ci ha accompagnato attraverso i suoi reperti spettacolari, come le anfore da vino che arrivava qui lungo le canalette di marmo dalla sala della pigiatura. 


Villa Augustea a Somma Vesuviana - foto Lorenza Vitali

Naturalmente il Vesuvio – per chi ama camminare – andrebbe avvicinato il più possibile, per poterne contemplare la flora, la fauna e i panorami mozzafiato. Una guida in questo caso è fondamentale, noi ci siamo affidati a Guide Vesuvio.


Parco Nazionale del Vesuvio, foto di Guide Vesuvio​
 
DOVE ANDARE A DORMIRE
E per fermarsi? L’indirizzo di riferimento è un ex convento, l'Hotel Cenacolo di Somma Vesuviana, oppure le camere spaziose del b&b In the Garden a Ottaviano, ma ci dicono bene anche del b&b Casina de Goyzueta a Torre del Greco, una villetta in mezzo a un parco rigoglioso, in un ex casino di caccia del Settecento che oggi ha anche una piccola zona spa con sauna e piscina esterna.

INFORMAZIONI
- Pagina Facebook ristorante Contaminazioni e Ziomì UnPOPub
- Sito web Cantine Olivella
- Sito web Guide Vesuvio - Escursioni sul cratere